Gli energy drink fanno venire gli ictus?

14 Gennaio 2026 di Rebecca De Fiore (Pensiero Scientifico Editore)

La domanda è quanto mai attuale, soprattutto alla luce di un caso clinico recentemente discusso dalla comunità scientifica internazionale [1]. Un uomo di 50 anni, apparentemente in salute, è stato ricoverato d’urgenza con una diagnosi di ictus ischemico (morte di una parte del tessuto cerebrale causata dall’interruzione del flusso di sangue).

I medici hanno scoperto che la causa scatenante era un’abitudine apparentemente innocua portata all’eccesso: il consumo quotidiano di circa 8 lattine di energy drink. Questo comportamento aveva provocato un picco ipertensivo gravissimo, con la pressione arteriosa arrivata a valori pericolosi di 254/150 mmHg [1]. Non si tratta di un caso isolato o di allarmismo ingiustificato: le bevande energetiche, se consumate in modo irresponsabile, possono avere effetti profondi sul sistema cardiovascolare [2]. Cerchiamo di capire meglio cosa succede nel nostro corpo quando esageriamo con queste bibite.

Dottore, cosa contengono esattamente queste bevande?

Spesso si fa confusione tra gli “energy drink” e le bevande per sportivi (sport drink). Ma mentre questi ultimi servono a reintegrare gli elettroliti (sodio, potassio) persi con il sudore dopo una prestazione sportiva, gli energy drink sono invece concepiti per fornire una rapida sensazione di vigilanza e concentrazione. L’ingrediente principale è infatti la caffeina, presente spesso in quantità molto superiori rispetto a una tazzina di caffè o a una lattina di cola.

Ma non è tutto: la caffeina è quasi sempre accompagnata da un mix di altre sostanze stimolanti come taurina, guaranà (che contiene a sua volta caffeina), ginseng e vitamine del gruppo B, oltre a grandi quantità di zuccheri [3]. Il problema è che l’effetto combinato di questi ingredienti non è ancora del tutto chiaro, ma sappiamo che possono potenziare l’azione stimolante della caffeina, mettendo “sotto stress” il cuore e i vasi sanguigni in modo più marcato rispetto al semplice caffè [2].

Perché possono fare male al cuore e al cervello?

Il meccanismo è legato principalmente all’effetto vasocostrittore e stimolante. Quando si assumono grandi dosi di caffeina e stimolanti in poco tempo, il cuore inizia a battere più velocemente (tachicardia) e i vasi sanguigni si restringono. Questo porta a un innalzamento rapido della pressione arteriosa.

Se la pressione sale troppo, le pareti dei vasi possono danneggiarsi o può formarsi un coagulo che, viaggiando verso il cervello, causa un ictus, come accaduto nel caso citato in apertura [1]. Studi osservazionali hanno mostrato che il consumo di queste bevande può alterare il ritmo cardiaco (aritmie) e peggiorare la funzione dei vasi sanguigni anche in giovani sani [4].

L’uso cronico ed eccessivo, invece, può portare a uno stato di ipertensione persistente, che è il principale fattore di rischio per infarti e ictus.
Per approfondire, delle bevande energetiche e degli effetti sulla salute avevamo parlato anche nella scheda “Le bevande energetiche fanno male?”.

Dottore ma esiste una dose sicura per non correre rischi?

Per un adulto sano, le linee guida internazionali indicano come limite di sicurezza circa 400 mg di caffeina al giorno (l’equivalente di circa 3-4 tazzine di caffè espresso) [5].

Tuttavia, una singola lattina di energy drink può contenere da 80 fino a oltre 400 mg di caffeina [2], rendendo facilissimo superare la soglia di sicurezza senza accorgersene, specialmente se si bevono più lattine in poche ore.

Il discorso cambia radicalmente per bambini e adolescenti: la Società Americana di Pediatria e altri enti sanitari sconsigliano del tutto il consumo di energy drink in questa fascia d’età [6]. I loro organismi, ancora in sviluppo, tollerano molto meno la caffeina, rischiando effetti collaterali seri come palpitazioni, insonnia, ansia e, nei casi più gravi, convulsioni.

Dottore, chi deve stare particolarmente attento?

Alcune persone sono più vulnerabili di altre. Chi soffre già di pressione alta (ipertensione) o di problemi cardiaci, anche lievi o non diagnosticati (come alcune aritmie genetiche), dovrebbe evitare queste bevande. In questi soggetti, anche una sola lattina potrebbe scatenare eventi avversi gravi [7].

Bisogna fare attenzione anche a non mischiare mai gli energy drink con l’alcol. Questa combinazione è pericolosa perché l’effetto stimolante della caffeina maschera la sensazione di ubriachezza, portando a bere molto di più e aumentando il rischio di intossicazione alcolica, oltre a sottoporre il cuore a uno stress doppio [3].

C’è un bisogno urgente di campagne di informazione ed educazione per i consumatori. Servono regole più chiare, specialmente per quanto riguarda la trasparenza delle etichette: bisogna indicare chiaramente la composizione di queste bevande e i possibili effetti negativi sulla salute. Solo così potremo ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, proteggendo in particolare le persone più vulnerabili [2].

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Autore Rebecca De Fiore (Pensiero Scientifico Editore)

Rebecca De Fiore ha conseguito un master in Giornalismo presso la Scuola Holden di Torino. Dal 2017 lavora come Web Content Editor presso Il Pensiero Scientifico Editore/Think2it, dove collabora alla creazione di contenuti per riviste online e cartacee di informazione scientifica. Fa parte della redazione del progetto Forward sull’innovazione in sanità e collabora ad alcuni dei progetti istituzionali con il Dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio.
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