Vaccinarsi contro l’influenza è necessario?

24 Novembre 2021 di Sara Mohammad (Pensiero Scientifico Editore)

È necessario vaccinarsi contro l’influenzaLa vaccinazione antinfluenzale è particolarmente indicata per alcune categorie della popolazione a rischio di malattia grave. Con il protrarsi dell’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da SARS-CoV-2, vaccinarsi contro l’influenza potrebbe essere utile anche considerando che i sintomi influenzali sono molto simili a quelli di Covid-19. Il Ministero della Salute ha infatti sottolineato l’importanza di vaccinarsi contro l’influenza anche per semplificare al personale sanitario la diagnosi e la gestione dei casi sospetti [1]. Tuttavia, se pensiamo alla scarsa circolazione dell’influenza lo scorso inverno e all’importanza di ricevere una terza dose di vaccino contro Covid-19, viene spontaneo chiedersi se è davvero necessario sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale e se sia sicuro fare il vaccino quasi in contemporanea con il richiamo del vaccino contro Covid-19.

Mi sono vaccinato contro l’influenza l’anno scorso. Devo rifare il vaccino?

È uno dei dubbi più diffusi sul vaccino contro l’influenza. Mentre per altri vaccini è sufficiente una somministrazione unica (o accompagnata dal “richiamo”) per ottenere un’immunità che dura diversi anni o tutta la vita, nel caso del vaccino contro l’influenza il discorso cambia. Come spiega anche il Ministero della Salute nella sezione online dedicata alle fake news sul tema dell’influenza, generalmente la protezione dai virus influenzali indotta dal vaccino ha una durata compresa fra i sei e gli otto mesi [2], un arco di tempo che è sufficiente a coprire una sola stagione influenzale. Poiché in seguito la protezione diminuisce, è necessario sottoporsi al vaccino all’inizio di ogni autunno, anche in considerazione del fatto che i ceppi virali responsabili delle sindromi influenzali possono cambiare da un anno all’altro.

Significa che il vaccino dello scorso inverno è già “datato”?

È necessario vaccinarsi contro l’influenzaIn un certo senso, sì. I virus influenzali hanno una tendenza molto marcata a variare, cioè ad acquisire nuove capacità che ogni anno consentono loro di aggirare la barriera immunitaria presente nella popolazione che si è infettata o si è vaccinata l’anno precedente [3]. Anche chi si è ammalato lo scorso anno, quindi, deve fare il vaccino. A questo si aggiunge una novità: proprio partendo dall’osservazione che durante lo scorso inverno i virus influenzali hanno circolato meno del solito, può essere possibile che quest’anno aumenti la suscettibilità all’infezione e allo sviluppo di sintomi dell’influenza in caso di contagio [4].

Dottore, può spiegarsi meglio?

Fra le tante conseguenze della pandemia dovuta a SARS-CoV-2 c’è anche quella di aver limitato fortemente la circolazione dei virus influenzali. Il perché lo spiega molto bene un report pubblicato a giugno di quest’anno dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) [5].

Oltre all’impiego di mascherine e gel igienizzanti e all’implementazione di misure che hanno ostacolato gli spostamenti delle persone, gli autori della relazione ritengono che anche la cosiddetta “interferenza virale” possa aver giocato un ruolo nella diffusione dell’influenza nell’ultimo anno.

In pratica la comparsa di SARS-CoV-2 a partire dalla fine del 2019 potrebbe aver indebolito, attraverso meccanismi di competizione biologica, la capacità dei virus dell’influenza di infettare la popolazione umana. A eccezione di alcune regioni tropicali, infatti, in tutto il mondo tra marzo e dicembre 2020 è stato registrato un calo notevole delle infezioni causate da virus influenzali.

Ma allora si può fare a meno di vaccinarsi contro l’influenza…

Purtroppo le cose stanno diversamente. Lo stesso report dell’OMS sottolinea come la ripresa della prossima stagione influenzale costituisca motivo di forte preoccupazione fra gli esperti se si tiene conto proprio del fatto che l’anno scorso pochissime persone sono state esposte al contagio.

Il rischio è che gran parte della popolazione ora sia sprovvista di una barriera immunitaria contro l’influenza, risultando così più suscettibile all’infezione e alla malattia causata dall’esposizione a ceppi virali influenzali nuovi. Fortunatamente esiste uno strumento molto efficace per affrontare la prossima stagione influenzale, cioè la vaccinazione.

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Dottore, ma è sicuro vaccinarsi contro l’influenza se si è appena ricevuto o si è in attesa del vaccino contro Covid-19?

È necessario vaccinarsi contro l’influenzaI risultati di una ricerca pubblicata l’11 novembre 2021 ci permettono di rispondere anche a questa domanda. I dati sono quelli raccolti dallo studio ComFluCOV (di cui ha parlato di recente anche il British Medical Journal [6]), che aveva l’obiettivo di indagare le conseguenze successive alla somministrazione di un vaccino antinfluenzale il giorno stesso o a distanza di qualche settimana dalla somministrazione della seconda dose di un vaccino contro Covid-19.

I risultati evidenziano come gli effetti collaterali più comuni riferiti dai partecipanti allo studio sono stati dolore al sito di iniezione e stanchezza in entrambi i gruppi oggetto della ricerca, sia quando i due vaccini venivano somministrati insieme sia quando la somministrazione avveniva a distanza di settimane.

È stato dimostrato inoltre che, anche quando il giorno dell’iniezione era lo stesso per i due vaccini, la persona risultava protetta sia contro l’influenza sia contro Covid-19: in altre parole, entrambe le risposte immunitarie erano garantite.

Quindi è possibile ricevere i due vaccini nello stesso momento?

Esatto. Si legge nella circolare del Ministero della Salute che “in considerazione dell’avvicinarsi della campagna di vaccinazione antinfluenzale, è possibile che alcune categorie di soggetti per le quali la vaccinazione antinfluenzale stagionale è raccomandata e offerta attivamente e gratuitamente siano allo stesso tempo eleggibili per la vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-19 (ad esempio gruppi target della dose addizionale o booster, persone over 60 non ancora vaccinate…). [7].

Dottore, ma il vaccino contro Covid-19 non offre già una protezione contro il virus dell’influenza?

È necessario vaccinarsi contro l’influenzaIn realtà la domanda da porsi è un’altra: vaccinarsi contro l’influenza stagionale può, in qualche modo, proteggere da Covid-19? Uno studio realizzato alla Miller School of Medicine dell’Università di Miami ha indagato gli eventuali benefici derivanti dalla vaccinazione antinfluenzale in pazienti positivi al SARS-CoV-2, scoprendo che il rischio di essere ricoverati in terapia intensiva era significativamente più alto nei pazienti che non si erano sottoposti al vaccino contro l’influenza [8]. Anche se quanto osservato dai ricercatori statunitensi resta da confermare con nuovi studi, è plausibile che il vaccino antinfluenzale contribuisca a mitigare le forme gravi di Covid-19 migliorando la capacità del sistema immunitario di attivare le cellule “natural killer”, che spesso risultano insufficienti nei pazienti con gravi complicazioni da SARS-CoV-2.

Autore Sara Mohammad (Pensiero Scientifico Editore)

Sara Mohammad ha conseguito un master in Comunicazione della Scienza presso la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste. Si occupa principalmente di ricerca, neuroscienze e salute mentale. Scrive su MIND, LeScienze, Rivista Micron, Il Tascabile, e collabora con Mondadori Education e Il Pensiero Scientifico Editore. Oltre a lavorare nell'ambito della comunicazione scientifica, insegna scienze alle scuole superiori.
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