Se mangio fragole in gravidanza mio figlio nasce con delle macchie rosse?

28 settembre 2018 di Il Pensiero Scientifico Editore

A molte donne in gravidanza capita di avere particolari voglie alimentari. Spesso si crede che siano segno che al bambino manca qualche particolare nutriente, ma questa teoria non è mai stata dimostrata. Secondo la tradizione popolare, inoltre, quando la mamma desidera un particolare alimento e tocca una parte del corpo prima che la voglia venga soddisfatta, il bambino nascerà con una macchia cutanea rappresentativa del desiderio insoddisfatto proprio in quella parte del corpo. Non si conoscono ancora le cause precise di questi desideri alimentari, ma potrebbero essere dovuti all’aumento di alcuni ormoni, come gli estrogeni.

Sicuramente, le voglie color fragola sulla pelle del bambino si formano per l’accumulo di vasi sanguigni sotto la pelle e non dipendono dalla voglia di fragole della mamma. Gli angiomi color caffè, invece, non sono causati dal desiderio di queste bevande, ma da una maggiore concentrazione di melanina. Per questo, a meno che le voglie alimentari non vi allontanino eccessivamente da una dieta sana ed equilibrata, sarete libere di assecondarle senza preoccupazioni [1].

Dottore, c’è una dieta che devo seguire in gravidanza?

Innanzitutto, occorre fare chiarezza su un errore molto frequente: in gravidanza non è necessario mangiare per due. È importante, invece, che si faccia particolare attenzione al regime alimentare della mamma, che dovrà subire modifiche per assicurare la copertura dei fabbisogni energetici propri e del nascituro [1]. Come si legge sul sito del Ministero della Salute, infatti, la qualità dell’alimentazione materna in gravidanza è uno dei fattori che può influenzare in maniera significativa la salute della mamma e del bambino. Per questo è opportuno prestare attenzione all’alimentazione della futura mamma già da prima del concepimento, fino a tutto il periodo dell’allattamento [2].

Una donna incinta, in generale, dovrebbe seguire una dieta quotidiana il più possibile varia e che contenga tutti i principi nutritivi; fare 4-5 pasti al giorno per non rimanere mai a digiuno troppo a lungo; mangiare lentamente per evitare che l’ingestione di aria provochi un senso di gonfiore addominale; bere almeno 2 litri d’acqua al giorno, preferibilmente oligominerale non gasata [2].

Ecco una serie di consigli per l’alimentazione in gravidanza [2, 3, 4]:

  • i cereali forniscono la principale fonte di energia per il tuo corpo. È preferibile scegliere cereali integrali perché contengono anche fibre, ferro, vitamine del gruppo B e vari minerali;
  • mangia ogni giorno frutta e verdura di stagione, alimenti fondamentali in gravidanza perché forniscono varie vitamine e minerali. Le verdure verde scuro, come gli spinaci, contengono vitamina A, ferro e folati, importanti nutrienti durante la gestazione. Anche i succhi di frutta valgono, ma ricorda che possono portare a un aumento di peso indesiderato;
  • le carni magre sono ottime, ma vanno consumate ben cotte;
  • il pesce è una fonte eccellente di proteine. Preferisci pesci privi di mercurio, come la sogliola, il merluzzo, il nasello, la trota, il dentice e l’orata cucinati arrosto, al cartoccio, al vapore o in umido;
  • i latticini aiutano a costruire e a rinforzare le ossa e i denti del bambino. Scegli latte e yogurt magri e formaggi magri come mozzarella, ricotta o robiola. Se hai difficoltà a digerire latticini prova prodotti senza lattosio;
  • scegli cibi grassi sani come noci, semi o avocado e utilizza l’olio extravergine di oliva. In generale, per evitare di esagerare, prendi piccole porzioni di cibi ricchi di grassi e zuccheri.

Ci sono alimenti che, invece, è preferibile evitare?

Durante la gravidanza, sei maggiormente a rischio di intossicazione da cibo batterico. Per questo è opportuno seguire alcune norme alimentari. Comunque, raramente l’intossicazione alimentare colpisce anche il bambino. Ecco una serie di cibi che è preferibile evitare [2, 4, 5]:

  • non mangiare pesce e frutti di mare crudi o poco cotti;
  • la carne deve essere ben cotta. È preferibile evitare hot dog e wurstel perché possono essere fonte di una malattia alimentare rara ma potenzialmente grave come la listeriosi;
  • cuoci le uova fino a che i tuorli e i bianchi non siano sodi. Evita cibi fatti con uova crude o parzialmente cotte come lo zabaione o la maionese;
  • evita latticini non pastorizzati;
  • lava accuratamente frutta e verdura per eliminare batteri nocivi ed evita i germogli crudi di qualsiasi tipo;
  • limita il consumo di sale perché aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e ipertensione. Preferisci il sale iodato anche perché, durante la gravidanza e l’allattamento, il fabbisogno di iodio è maggiore;
  • limita il consumo di caffeina perché attraversa la placenta. Inoltre, durante questo periodo il metabolismo della caffeina è rallentato di 15 volte e le future mamme sono più sensibili ai suoi effetti.

A proposito di alimentazione in gravidanza, quando devo iniziare a prendere l’acido folico?

L’acido folico è una vitamina indispensabile al nostro organismo per moltiplicare giornalmente le cellule che si rinnovano di continuo, come quelle della pelle, dei capelli, delle unghie e soprattutto quelle del sangue. Negli alimenti, soprattutto nelle verdure a foglie verdi, nella maggior parte di bacche, fagioli, agrumi e cereali, questa vitamina è presente sotto forma di folati e viene trasformata dal nostro organismo in acido folico. In genere la nostra alimentazione è in grado di assicurarci quantità sufficienti di folati per rinnovare le nostre cellule, ma in alcuni momenti della nostra vita, come all’inizio del nostro sviluppo nel grembo materno, la sola alimentazione della mamma non è sufficiente [6].

Al momento del concepimento, infatti, le cellule del futuro bambino si moltiplicano molto rapidamente e necessitano una quantità maggiore di acido folico. La ricerca scientifica ha dimostrato chiaramente che se una donna assume acido folico fino al momento del concepimento e per tutto il primo trimestre di gravidanza riduce del 50-70% il rischio di alcune malformazioni, come l’anencefalia e la spina bifida, nel futuro bambino. Inoltre, molto probabilmente viene ridotto il rischio anche di altre malformazioni, tra cui le cardiopatie congenite e la labio-palatoschisi, di limitata crescita prenatale e di nascita prematura. Per questo, come si legge sul sito www.pensiamociprima.it, nato anche per consigliare le coppie che vogliono avere un figlio, è importante assumere un integratore di acido folico da quando si cerca di rimanere incinte fino al terzo mese di gravidanza, ovvero per tutto il periodo in cui si formano gli organi del bambino [6]. L’acido folico può essere assunto per moltissimi anni senza alcun problema. Iniziare a prenderlo quando la gravidanza è iniziata non serve a prevenire le malformazioni.

La dose ottimale è quella di 0,4 mg al giorno ed è necessario assumere dosi superiori solo in situazioni particolari, ad esempio se si soffre di diabete o di epilessia o se si ha già avuto un bambino con una malformazione. In Italia, inoltre, i prodotti che contengono 0,4 mg di acido folico per compressa sono in fascia A e quindi forniti gratuitamente dal Sistema Sanitario Nazionale.

È vero che in fin dei conti un po’ di vino in gravidanza non fa poi così male?

È stato dimostrato che l’assunzione di alcol durante la gravidanza, anche in piccole quantità, può essere dannoso per la salute della mamma e del bambino. Si consiglia, quindi, di evitare completamente l’assunzione di bevande alcoliche. Le madri che bevono alcol, infatti, hanno un maggiore rischio di aborto spontaneo e berne troppo può causare la sindrome feto-alcolica [5].

La sindrome feto-alcolica (FAS) è la più grave disabilità permanente che si manifesta nel feto esposto, durante la vita intrauterina, all’alcol consumato dalla madre in gravidanza. Possono verificarsi anche una serie di anomalie strutturali, come anomalie cranio-facciali o il rallentamento della crescita, e disturbi dello sviluppo neurologico che comportano disabilità comportamentali e neuro-cognitive. L’alcol ingerito dalla madre, infatti, giunge dopo pochi minuti nel sangue del feto, che non riesce a metabolizzarlo perché è privo degli enzimi adatti a questo compito e, di conseguenza, l’alcol e i suoi metaboliti si accumulano nel sistema nervoso e in altri organi, danneggiandoli [7].

Il Pensiero Scientifico Editore

Autore Il Pensiero Scientifico Editore

Il Pensiero Scientifico Editore è tra le più “antiche” case editrici scientifiche italiane. Fondata nel 1946, collabora con le principali istituzioni sanitarie pubbliche del nostro Paese. Ha collaborato per anni col Ministero della salute e con l’AIFA alla produzione del Bollettino di Informazione sui Farmaci. La Provincia Autonoma di Bolzano si avvale del Pensiero Scientifico Editore per la cura del portale della Biblioteca Medica Virtuale e la ASL Roma 1 della Regione Lazio della Biblioteca online Alessandro Liberati. È provider nell’ambito del Programma Nazionale di ECM. Il Pensiero Scientifico Editore cura l’edizione di 20 riviste, parte delle quali pubblicate in collaborazione con società scientifiche, e di circa 30 nuovi libri ogni anno.
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