A Natale i bambini possono brindare con lo spumante?

21 Dicembre 2022 di Rebecca De Fiore (Pensiero Scientifico Editore)

“A sentire quello che riportano la Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza e l’Osservatorio Permanente Giovani e Alcol” spiega a Dottore ma è vero che? il pediatra Sergio Conti Nibali “risulta che il primo bicchiere spesso è offerto da mamma e papà in occasione di feste, che siano di compleanno, di matrimonio, di Natale o di Capodanno. Certamente il problema non sta tanto nel ‘bagnargli le labbra’ con lo spumante o lo champagne, dolce o secco che sia; anzi, se la vogliamo mettere sul piano scientifico, non esistono prove che questa pratica di iniziazione spesso invocata possa produrre qualsiasi effetto nocivo per la salute dei bambini.”

Allora, che problema c’è se i bambini assaggiano un sorso di spumante?

“Il vero problema” ed è sempre Conti Nibali a spiegarlo “è quello delle abitudini alimentari che i bambini apprendono dagli adulti che li allevano. I bambini, sin da piccoli, sono dei grandi osservatori e i genitori sono i loro modelli. Se i genitori sono stati informati che negli ultimi anni si sta assistendo a una progressiva crescita degli accessi in Pronto soccorso di bambini e di adolescenti per intossicazione acuta da alcol relativa al fenomeno di binge drinking (di cui abbiamo già parlato nella scheda “Fare esercizio fisico distoglie i giovani dal bere alcol?”) [1] ovvero l’assunzione di elevate quantità di alcol con lo scopo di raggiungere l’ebrezza nel più breve tempo possibile, allora dovrebbero assumere loro per primi comportamenti adeguati anche a tavola, cenone di Natale compreso.”

Mi sembra molto severo, Dottore: non è bello festeggiare insieme?

“Credo che in queste occasioni” dice Conti Nibali, che è anche consulente scientifico di UPPA (Un pediatra per amico: una rivista indipendente per genitori) “l’ebbrezza dovrebbe essere raggiunta grazie al piacere di stare con i più cari, piuttosto che a seguito di numerosi bicchieri di alcol, offrendo un esempio anche ai bambini di un sano rapporto coi cibi e con le bevande alcoliche.”

Davvero per i bambini è così importante l’atteggiamento dei genitori verso gli alcolici?

Se abituati da piccoli a un atteggiamento prudente dei genitori nei confronti dell’alcol, sarà più facile che i figli non arrivino da adolescenti a superare, nell’arco di tempo di due ore, le fatidiche 4 unità alcoliche standard per le femmine e di 5 per i maschi (per esempio 0,3 l di birra, 0,2 l di vino oppure 0,04 l di superalcolici), che li potrebbero fare correre al più vicino Pronto soccorso [2].

Come comportarsi invece con i figli più grandi?

“Conoscere il decalogo delle buone idee per la prevenzione dell’abuso di alcol nei bambini può essere di aiuto” suggerisce Conti Nibali. In effetti, i consigli dell’Istituto Superiore di Sanità sono molto concreti e questa caratteristica potrebbe realmente renderli utili. Si potrebbe, per esempio, far leva sull’anticonformismo di molti ragazzi: perché non consigliare loro di guardare con occhio critico le pubblicità delle bevande alcoliche? Non possiamo dimenticare, infatti, che il consumo di alcol causa il 7% delle morti e delle disabilità nei giovani tra i 10 e i 24 anni [3].

Sono numeri che dovrebbero preoccupare, anche considerando che – purtroppo – in un documento di qualche anno fa l’Organizzazione Mondiale della Sanità riferiva che il consumo episodico mensile di 60 g o più di alcol in un’unica occasione era più diffuso, in media, tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 19 anni in tutto il mondo (11,7%) rispetto alla popolazione adulta in generale (7,5%), sebbene vi siano significative variazioni regionali [4]. Inoltre, non di rado il consumo eccessivo di alcolici da parte dei ragazzi è associato ad altri comportamenti a rischio.

A cos’altro può essere associato il consumo di alcolici nei ragazzi?

Secondo alcuni studi, il consumo di alcolici da parte di ragazzi minorenni può essere associato a una serie di comportamenti a rischio, per esempio i comportamenti violenti nei confronti di persone del proprio gruppo, la violenza di coppia, le risse legate all’alcol, lo scarso rendimento scolastico, fino a comportamenti suicidari e all’uso di droghe [5]. In alcune circostanze un consumo eccessivo di alcol può esporre gli adolescenti a rapporti sessuali non desiderati e non protetti, con pesanti conseguenze soprattutto per le ragazze [6].

Il fatto che il consumo di alcolici sia molto spesso visualizzato sui social media, sia attraverso i post generati dagli utenti sia attraverso le pubblicità, è un altro aspetto in certa misura allarmante [7]. Testi e soprattutto fotografie e video che testimoniano le bevute tra amici sui social media influenzano molto i comportamenti di adolescenti e giovani adulti. A questo riguardo, alcuni autori suggeriscono che i social media potrebbero invece avere un ruolo positivo nelle iniziative di sensibilizzazione sul consumo di alcolici, come anche sullo “screening” degli adolescenti più a rischio [7].

Una curiosità: mio cugino ha fatto iniziare ad assaggiare il vino al figlio da molto piccolo per educarlo pian piano. Può essere un’idea?

È una leggenda metropolitana che introdurre i bambini all’alcol in modo precoce e graduale incoraggi il consumo responsabile di alcol” leggiamo in una nota molto interessante e caratterizzata da un taglio personale, pubblicata su un importante sito statunitense [8]. In questo articolo, il giornalista enologo Mike Steinberger riportava una conversazione con David Rosenbloom, professore presso la Scuola di Sanità Pubblica dell’Università di Boston ed esperto di disturbi da dipendenza.

Quanto più precocemente una persona inizia a bere, tanto più è probabile che sviluppi un periodo di dipendenza da alcol” era il punto di vista di Rosenbloom, riportato dal giornalista. “Un ragazzo che inizia a bere a 13 o 14 anni ha fino a nove volte più probabilità di sviluppare un episodio di dipendenza da alcol rispetto a una persona che inizia a bere solo a 21 anni”.

Un rischio molto rilevante che sembra essere dovuto al fatto che l’alcol danneggia o ritarda la maturazione di aree cerebrali deputate al controllo degli impulsi, che sono tra le ultime a maturare [8].

Dunque, Dottore, è meglio evitare di brindare con i bambini?

Sì, è senz’altro preferibile evitare che i bambini assaggino il vino o lo spumante. Non tanto per i danni che il “bagnarsi le labbra” potrebbe provocare, ma per impedire o comunque ritardare la familiarità con le bevande alcoliche.

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Autore Rebecca De Fiore (Pensiero Scientifico Editore)

Rebecca De Fiore ha conseguito un master in Giornalismo presso la Scuola Holden di Torino. Dal 2017 lavora come Web Content Editor presso Il Pensiero Scientifico Editore/Think2it, dove collabora alla creazione di contenuti per riviste online e cartacee di informazione scientifica. Fa parte della redazione del progetto Forward sull’innovazione in sanità e collabora ad alcuni dei progetti istituzionali con il Dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio.
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