Lo stile di vita del padre prima del concepimento influisce sulla salute del bambino?

16 Dicembre 2022 di Maria Cristina Valsecchi

Alla donna che cerca un figlio si raccomanda di adottare uno stile di vita sano, mangiare in modo equilibrato, fare attività fisica, assumere un integratore di acido folico e bandire alcol e fumo per affrontare la gravidanza nelle condizioni fisiche migliori. È dimostrato che la salute della futura mamma durante l’attesa influisce sullo sviluppo del nascituro che cresce dentro di lei (per saperne di più leggi la nostra scheda “È importante anche il periodo prima della gravidanza?”).

Nel corso degli ultimi anni si sono accumulate prove del fatto che anche lo stile di vita del futuro papà prima del concepimento influisce sulla salute del figlio che verrà [1]. Studi epidemiologici e ricerche su modelli animali hanno dimostrato che l’alimentazione paterna condiziona il metabolismo della prole: una dieta troppo ricca di grassi e zuccheri o troppo povera di proteine è correlata a un aumento del rischio di diabete e ipercolesterolemia per la generazione successiva.

L’abuso paterno di alcool è correlato a malformazioni, difetti dello sviluppo fisico e mentale del bambino, anche se la madre non tocca alcolici per tutta la gravidanza.

L’esposizione del futuro papà ad alcuni composti tossici, come pesticidi, erbicidi e vernici, aumenta il rischio che il figlio sviluppi in futuro un linfoma o una leucemia. Una condizione di forte stress vissuta dal padre aumenta per il futuro figlio il rischio di depressione, disturbi dell’ansia, alterazioni comportamentali e di una risposta anomala allo stress [2].

In generale, quindi, le raccomandazioni normalmente rivolte alla futura mamma sulla necessità di adottare abitudini sane prima del concepimento valgono anche per gli aspiranti papà.

Dottore, in che modo questi rischi vengono trasmessi da padre a figlio?

lo stile di vita del futuro padre influisce sulla salute del nascituroIl nascituro eredita il 50% del suo patrimonio genetico dalla madre e il 50% dal padre, dunque se il padre o la madre sono affetti da una malattia o dalla predisposizione a una malattia di origine genetica il figlio può ereditare questo tratto. Se, per esempio, un uomo è in forte sovrappeso a causa di una predisposizione genetica all’obesità, suo figlio può ereditare la predisposizione e corre anch’egli un maggior rischio di obesità. Ma se il sovrappeso paterno è frutto di alimentazione scorretta e di uno stile di vita poco sano, il patrimonio genetico non è coinvolto e la trasmissione avviene per altra via.

Negli ultimi anni, gli studi su modelli animali hanno fatto luce su tre meccanismi probabilmente coinvolti [3]. Si tratta di meccanismi epigenetici, cioè che non coinvolgono le informazioni codificate nel DNA, ma l’espressione di queste informazioni. Il primo è il meccanismo della metilazione: piccole molecole chiamate gruppi metile si legano ad alcuni tratti del DNA bloccandone l’espressione, silenziando i geni corrispondenti. È un meccanismo necessario al funzionamento dell’organismo, perché il DNA di ogni nostra cellula contiene le istruzioni necessarie per produrre ogni proteina del nostro corpo, ma non tutte le cellule in ogni momento devono produrre tutte le proteine. La metilazione serve a modulare l’espressione dei geni perché si attivino quando serve. Fattori ambientali, come l’esposizione a determinate sostanze, provocano la metilazione e quindi il silenziamento di alcuni geni. Attraverso gli spermatozoi, il padre può passare all’embrione geni metilati e dunque silenziati. Le informazioni genetiche ci sono ma non vengono espresse.

Altre molecole potenzialmente coinvolte sono gli istoni, proteine che servono a impacchettare il DNA perché occupi poco spazio nel nucleo cellulare. A seconda di come lo impacchettano, possono rendere inaccessibili alcuni geni e impedirne l’espressione. Modifiche degli istoni provocate da fattori ambientali possono essere trasmesse di padre in figlio all’atto del concepimento. Infine, gli spermatozoi contengono anche piccole molecole di RNA che possono silenziare determinati geni dell’embrione.

Se il padre fuma prima del concepimento e in gravidanza nuoce alla salute del nascituro?

lo stile di vita del futuro padre influisce sulla salute del nascituroIl fumo paterno prima del concepimento e durante la gravidanza nuoce in diversi modi alla salute del nascituro. Nicotina, piombo, cadmio e altri composti tossici contenuti nel fumo raggiungono i testicoli, danneggiano il DNA degli spermatozoi e inducono la sua metilazione, uno dei meccanismi responsabili della trasmissione da padre a figlio della predisposizione a malattie [4]. Diversi studi, infatti, evidenziano un aumento del rischio di ipercolesterolemia e dislipidemie, oltre che di malattie respiratorie, nei figli di padri fumatori.

Inoltre, l’abitudine paterna al fumo durante la gravidanza espone la futura mamma a fumo passivo, che aumenta per il nascituro il rischio di sindrome della morte in culla, allergie e malattie respiratorie [5].

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Autore Maria Cristina Valsecchi

Maria Cristina Valsecchi lavora come giornalista scientifica freelance per diverse testate, occupandosi principalmente di salute riproduttiva e salute materno-infantile. Con la collega Valentina Murelli ha creato il sito web indipendente di informazione sulla salute della donna “Eva - Sapere è potere” (https://evasaperepotere.wordpress.com/).
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