La sensazione di assopimento dopo aver mangiato è molto comune. Ma cosa provoca esattamente il bisogno di addormentarsi, soprattutto dopo i pranzi natalizi e i cenoni delle feste? Le cause sono molteplici: la combinazione di pietanze ricche di carboidrati e grassi, il consumo di alcol, gli orari disordinati provocano stanchezza, torpore e interferiscono con il ciclo sonno-veglia.
Per restare vigili dopo i pasti, è utile conoscere alcune strategie pratiche e capire perché si verifica questa sonnolenza postprandiale. Nella maggior parte dei casi si tratta di un fenomeno fisiologico, ma quando diventa eccessiva può essere utile approfondire con il medico.
Dottore, dopo un pasto abbondante mi capita di aver sonno: è normale?
La sensazione di assopimento dopo aver mangiato più del solito si chiama sonnolenza postprandiale ed è molto comune. Assopirsi per qualche decina di minuti, occasionalmente, non è dannoso: capita nel periodo natalizio quando, oltre a ricche portate, ci si concede panettone, pandoro, cioccolata.
Spesso si attribuisce questo fenomeno alla digestione, ipotizzando che il flusso sanguigno si concentri sullo stomaco e sull’apparato digerente a scapito del cervello. Si tratta però di una credenza popolare. Se fosse vera, infatti, avremmo sonno anche durante l’attività fisica, quando il maggior afflusso di sangue è diretto ai muscoli [1].
Non esiste un’unica causa della sonnolenza dopo pranzo, ma più fattori, spesso combinati [1]:
- ritmi circadiani: sono le naturali oscillazioni di più funzioni corporee (temperatura corporea, ormoni, metabolismo) nell’arco delle 24 ore. Dopo il picco mattutino necessario per svegliarsi, questo ritmo rallenta nel pomeriggio;
- spinta al sonno (o colpo di sonno): aumenta con il tempo trascorso da svegli; per questo capita dopo pranzo o cena e non dopo la colazione;
- rallentamento dell’attività cerebrale: anche le funzioni cognitive diventano meno intense dopo mangiato;
- variazioni ormonali: diminuiscono gli ormoni associati allo stato di allerta e aumentano quelli che favoriscono il sonno (melatonina e serotonina).
Dottore, il sonno postprandiale può essere il sintomo di una malattia?
Una lieve sonnolenza dopo i pasti è, come abbiamo visto, fisiologica. Se però è intensa e accompagnata da nausea, vertigini o difficoltà di concentrazione, meglio approfondire con il medico di medicina generale. L’assopimento potrebbe segnalare condizioni patologiche in corso, come diabete, ipotiroidismo, anemia, disturbi digestivi.
In particolare, l’anemia, causata da carenza di ferro, può compromettere la qualità del sonno notturno, provocando anche crampi e sindrome delle gambe senza riposo [1, 2].
Anche l’alcol è causa di letargia, ma produce un sonno notturno frammentato. Un brindisi durante le feste non si nega, ma attenzione a non esagerare con aperitivi e amari [3]. A questo proposito vi ricordiamo che l’amaro dopo un pasto non fa digerire e che ai bambini è vietato anche far assaggiare un goccio di spumante durante il brindisi.
Ciò che mangiamo influisce sulla sonnolenza postprandiale?
Iniziamo dicendo, come ormai sapranno i lettori affezionati di Dottore ma è vero che, che gli studi sull’alimentazione sono difficili da svolgere e che quindi è spesso difficile arrivare a conclusioni definitive. In generale, però, sembrerebbe che la sensazione di sonno aumenti quando si consumano cibi ricchi di grassi saturi (come fritture con burro, formaggi stagionati, carni rosse o lavorate) e carboidrati (come pane raffinato, dolci, succhi di frutta) che facendo aumentare rapidamente la glicemia possono provocare anche stanchezza.
Diversi alimenti – tra cui pomodori, banane, uova – contengono la melatonina, l’ormone che regola il ciclo sonno-veglia e favorisce l’addormentamento, ma perché abbiano un impatto bisogna mangiarne in grandissime quantità. Una dieta “plant based”, dunque, sembrerebbe impattare meno sulla sonnolenza postprandiale [4].
Oltre alla dieta corretta, come possiamo evitare la sonnolenza nei momenti di festa?
Alcuni accorgimenti sono utili per limitare il rischio di addormentarsi sul divano subito dopo il dessert. Nelle ricette con i carboidrati, come la pasta o i risotti, è bene dosare con equilibrio i condimenti e non esagerare con le quantità.
Inoltre: porzioni più piccole, da assaporare con un ritmo più lento e fermandosi prima di sentirsi sazi, senza affettarsi nel chiedere un “bis”. Anche mantenersi idratati aiuta a sentirsi meno stanchi: bere acqua durante i pasti, e non solo, favorisce la regolarità intestinale. Consumare invece troppo caffè potrebbe alterare l’addormentamento la sera. Subito dopo il pasto, fare una camminata accelera la digestione e impedisce la formazione di gas intestinali; sono sufficienti quindici minuti.
In generale, non solo durante le feste, è bene curare la qualità e la durata del sonno e praticare regolarmente attività fisica per prevenire la stanchezza. E, naturalmente, se avvertiamo sonnolenza, è sconsigliato mettersi alla guida [1, 2].
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