Si può guarire dal cancro con la Nuova Medicina Germanica?

2 Maggio 2018 di Fabio Ambrosino (Pensiero Scientifico Editore)

Alla base del concetto di Nuova Medicina Germanica, sviluppato negli anni Ottanta dal medico internista tedesco Ryke Geerd Hamer (è infatti nota anche come “Metodo Hamer”), c’è l’idea per cui ogni malattia fisica rappresenterebbe in realtà la manifestazione di un conflitto psichico. In particolare, le patologie organiche sarebbero naturali reazioni dell’organismo a una sofferenza emozionale che gli impedisce di vivere in serenità [1].  Di conseguenza, i trattamenti proposti dalla Nuova Medicina Germanica prevedono la risoluzione della tensione psicologica alla base del problema fisiologico, spesso senza bisogno di farmaci o di altre terapie organiche, considerate inutili e dannose. Infatti, dietro il Metodo Hamer si nasconde un’opinione molto netta, oltre che razzista, nei confronti della medicina moderna, la quale farebbe parte di una complessa cospirazione ebraica finalizzata a ridurre il numero di non ebrei. Purtroppo, benché la Nuova Medicina Germanica rappresenti – secondo i suoi adepti – una teoria potenzialmente applicabile a ogni area della medicina, essa ha avuto una certa diffusione nell’ambito della cura dei tumori. Hamer riteneva che il cancro non è mai, di per sé, una malattia mortale. Al contrario, le patologie oncologiche causerebbero la morte del paziente solo indirettamente, per la perdita di peso e di energie prodotte dallo stress psichico associato alla diagnosi.

Da dove nasce la teoria della Nuova Medicina Germanica?

L’origine del Metodo Hamer è legata a un episodio ben preciso. Nel 1978, a causa di una lite che coinvolgeva terzi, il figlio di Hamer, Dirk, fu implicato in un incidente sull’Isola di Cavallo, in Corsica. In particolare, il giovane fu colpito nel sonno da un colpo di fucile partito – sembrerebbe – dalla carabina di Vittorio Emanuele di Savoia, il figlio dell’ultimo Re d’Italia. Dopo qualche mese, Dirk Hamer morì per le complicazioni associate a tale episodio. Secondo Hamer, il trauma emotivo da lui affrontato in quell’occasione fu talmente profondo da causargli, qualche anno più tardi, lo sviluppo di un cancro ai testicoli. Guarito, l’ex medico si convinse sempre di più della relazione tra i due eventi e cominciò a gettare le basi di quella che, in antitesi alla medicina ufficiale (da lui considerata filo-ebraica), chiamò la Nuova Medicina Germanica. Nel 1986, dopo essere stato ritenuto responsabile della morte di numerosi pazienti, venne radiato dall’Ordine dei Medici tedesco. Da quel momento Hamer fu più volte accusato di esercizio abusivo della professione medica dalle autorità tedesche, francesi, spagnole, austriache e belghe. Morì a Sandjeford, in Norvegia, nel luglio del 2017.

Ci sono prove scientifiche a supporto della teoria?

No. Come si legge nella conclusione di una pagina dedicata sul sito dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC), “la teoria alla base del Metodo Hamer non ha nulla di scientifico, e anzi contraddice molto di ciò che si sa essere dimostrato sul funzionamento del corpo umano e sullo sviluppo delle patologie tumorali” [2]. Nel 2001, un gruppo di esperti dello Swiss Group for Complementary and Alternative Methods in Cancer (SCAC), commissione patrocinata dalla Swiss Society for Oncology (SGO), dalla Swiss Society for Medical Oncology (SGMO) e dallo Swiss Institute for Applied Cancer Research (SIAK), ha preso in esame la teoria della Nuova Medicina Germanica, arrivando alla seguente conclusione: “Dopo un’attenta analisi, non sono state individuate evidenze a supporto delle asserzioni di Ryke Geerd Hamer o dei trattamenti oncologici che egli propone” [3]. Dello stesso parere è David Gorsky, chirurgo oncologo del Barbara Ann Karmanos Cancer Institute di Detroit, il quale in un articolo pubblicato nel 2009 sul sito Science-Based Medicine ha definito la teoria di Hamer “una ciarlataneria” [4]. Inoltre, secondo il medico statunitense, tale approccio è tanto più condannabile in quanto “si nutre di un elemento tipico della ‘medicina alternativa’: la tendenza a incolpare le vittime. (…) Se il malato di cancro non riesce a superare questo ‘trauma’ e muore, la colpa è sua, in quanto evidentemente non ha creduto abbastanza nella cura”.

La Nuova Medicina Germanica è pericolosa?

È molto pericolosa. Come si legge nella relazione dello SCAC, “i pazienti che si affidano esclusivamente ai trattamenti oncologici proposti dal Metodo Hamer rischiano di perdere tempo prezioso”. L’ex medico tedesco, infatti, convinceva i suoi pazienti che la chemioterapia e la radioterapia fossero assolutamente inutili, così come le biopsie e altre tipologie di chirurgia esplorativa. Dal suo punto di vista un tumore doveva essere operato solo in caso di pressione su nervi vitali, arterie e vasi escretori. Inoltre, egli riteneva che il dolore non dovesse essere trattato e invitava i pazienti a sopportare sofferenze estreme con la convinzione che queste fossero utili al processo di cura.

In Italia si è parlato del Metodo Hamer nel 2016, in seguito alla morte di una paziente affetta da melanoma trattata secondo i principi dell’omeopatia e della Nuova Medicina Germanica. La dottoressa responsabile di tali indicazioni è stata poi condannata a due anni e sei mesi di detenzione [5].

Autore Fabio Ambrosino (Pensiero Scientifico Editore)

Fabio Ambrosino ha conseguito un master in Comunicazione della Scienza presso la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste. Dal 2016 lavora come Web Content Editor presso Il Pensiero Scientifico Editore/Think2it, dove collabora alla creazione di contenuti per siti di informazione e newsletter in ambito cardiologico. È particolarmente interessato allo studio delle opportunità e delle sfide legate all’utilizzo dei social media in medicina.
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