Se ho il diabete posso sostituire lo zucchero con il miele?

22 Febbraio 2023 di Sara Mohammad (Pensiero Scientifico Editore)

La risposta a questa domanda è tutt’altro che scontata. A causa dell’elevato contenuto di carboidrati, il miele è classificato dal punto di vista biochimico come uno zucchero e per questo è stato a lungo escluso dalla dieta del paziente diabetico. La stessa etimologia di diabete conferisce a questa sostanza zuccherina un’accezione negativa. “Mellito” era infatti l’aggettivo utilizzato dagli antichi greci per definire il diabete, una sindrome metabolica caratterizzata dalla presenza eccessiva di glucosio nel sangue, e quindi nelle urine, che risultavano appunto “mellite”, cioè dolci come il miele. D’altra parte il miele oggi è considerato un’alternativa più salutare allo zucchero bianco perché, a differenza di quest’ultimo, contiene anche vitamine e sali minerali. Non è raro quindi che le persone diabetiche si sentano consigliare il miele al posto dello zucchero. Cosa dice la scienza in proposito?

Dottore, quali sono gli effetti del miele sulla glicemia?

se ho il diabete posso sostituire lo zucchero con il mieleNel 2018 un team di ricercatori ha passato in rassegna gli studi fino ad allora disponibili che suggerivano di utilizzare il miele come coadiuvante nel trattamento del diabete di tipo 2, il tipo di diabete che insorge con l’età e che sembra correlato anche a un’alimentazione scorretta [1]. Molti di questi studi dimostrano che il miele ha un effetto ipoglicemizzante negli animali. In particolare, alcuni esperimenti realizzati su topi con valori glicemici tipici del diabete hanno riscontrato un abbassamento della glicemia a digiuno dopo che questi animali avevano ricevuto piccole quantità di miele tutti i giorni per alcune settimane [2,3].

Va bene, ma questi studi sono realizzati sui topi…

È vero, ma esistono evidenze che, anche negli esseri umani, un consumo moderato di miele può influenzare positivamente i valori glicemici e altri parametri collegati al metabolismo del glucosio. Pur trattandosi di studi che arrivano a conclusioni diverse, è interessante notare come l’aumento della glicemia in seguito all’assunzione di miele risulta, anche nelle persone diabetiche, meno marcato di quello provocato dal saccarosio, lo zucchero bianco [4,5]. Il miele infatti ha un indice glicemico (IG; ne abbiamo parlato nella scheda “Eliminare i carboidrati dalla dieta è utile?”) più basso di quello del saccarosio.

Quindi il miele ha un indice glicemico più basso dello zucchero bianco?

In realtà il miele presenta un IG inferiore rispetto non solo allo zucchero, ma anche a molti altri alimenti ricchi di carboidrati. Un vecchio esperimento realizzato su un gruppo di pazienti con diabete di tipo 2, in cui veniva misurata la glicemia in seguito al consumo di mele, patate, pane, miele o carote, ha dimostrato che solo le carote avevano un IG più basso del miele [6].

Perché il miele ha un indice glicemico così basso?

se ho il diabete posso sostituire lo zucchero con il mieleIl fatto che questo dolcificante non provochi lo stesso rialzo glicemico dello zucchero bianco potrebbe essere dovuto alle numerose altre sostanze chimiche che compongono il miele ma che non si trovano nello zucchero. Mentre lo zucchero raffinato è composto quasi esclusivamente da zuccheri semplici (glucosio e fruttosio) in parti uguali, la percentuale di questi ultimi nel miele può arrivare complessivamente all’80 per cento circa, con la restante parte costituita da vitamine, sali minerali e altri composti che variano a seconda della provenienza geografica e dall’influenza botanica del miele.

Ma la teoria più accreditata individua come responsabile dell’azione ipoglicemizzante del miele il fruttosio, presente nei vari tipi di miele in percentuali leggermente più alte rispetto al glucosio (35-40 per cento contro 30-35 per cento) [1]. Studi su modelli animali di diabete suggeriscono infatti che la somministrazione di fruttosio, da solo o in combinazione con il glucosio, potrebbe regolare la glicemia in maniera più efficace del solo glucosio, stimolando le cellule del fegato a prelevare il glucosio dal sangue e immagazzinarlo come riserva energetica sotto forma di glicogeno [7,8]

Quindi, se ho il diabete, è meglio che usi il miele al posto dello zucchero?

se ho il diabete posso sostituire lo zucchero con il mieleTenendo conto del fatto che il miele ha una composizione nutrizionale più ricca, un potere dolcificante maggiore e un indice glicemico più basso rispetto al saccarosio, possiamo rispondere a chi desidera sostituire lo zucchero bianco con il miele che non ci sono controindicazioni per quanto riguarda la glicemia.

Bisogna però fare due precisazioni. Innanzitutto attenzione alle quantità: è bene ricordare che tre cucchiaini colmi di miele equivalgono a circa 25 grammi di zucchero, cioè la metà del fabbisogno giornaliero di zuccheri liberi in una dieta con cui si introducono 2000 calorie al giorno [9,10].

In secondo luogo l’invito a sostituire lo zucchero con il miele non deve diventare un via libera al consumo di questo dolcificante solo perché ricco di micronutrienti: per chi deve tenere sotto controllo la quantità di zuccheri nel sangue sarebbe più opportuno consumare verdura e frutta a basso IG (di cui abbiamo già parlato “Mangiare frutta fa sempre bene?”), che contengono vitamine e sali minerali in quantità notevolmente maggiori rispetto a quelle presenti nel miele.

Autore Sara Mohammad (Pensiero Scientifico Editore)

Sara Mohammad ha conseguito un master in Comunicazione della Scienza presso la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste. Si occupa principalmente di ricerca, neuroscienze e salute mentale. Scrive su MIND, LeScienze, Rivista Micron, Il Tascabile, e collabora con Mondadori Education e Il Pensiero Scientifico Editore. Oltre a lavorare nell'ambito della comunicazione scientifica, insegna scienze alle scuole superiori.
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