Lo yoga è efficace per il trattamento del mal di schiena?

24 Luglio 2018 di Fabio Ambrosino (Pensiero Scientifico Editore)

Si stima che in Italia siano circa due milioni le persone che fanno yoga: una pratica meditativa e fisica originaria dell’India ma divenuta, negli ultimi decenni, estremamente popolare anche nel mondo occidentale. Ne esistono moltissimi tipi – derivanti da altrettante dottrine filosofiche – ma praticamente tutti si concentrano sulla ripetizione di posture specifiche, sul controllo del respiro e sul raggiungimento di uno stato di elevata concentrazione mentale [1]. Per yoga terapeutico, invece, si intende l’utilizzo di questa pratica al fine di aiutare i pazienti a gestire una patologia o alleviarne i sintomi [2]. In questo senso, le tecniche in questione sono state utilizzate nell’ambito di moltissimi disturbi diversi. Tuttavia, uno dei campi di applicazione più diffusi è quello del trattamento dei disturbi muscolo-scheletrici, come ad esempio il mal di schiena lombare non-specifico.

In cosa consiste il mal di schiena lombare non-specifico?

Questa condizione viene definita come un generico “dolore nell’area della schiena compresa tra le costole e i glutei” [3] ed è molto diffusa in tutto il mondo: la probabilità di soffrire di questo problema nel corso della propria vita varia, a seconda degli studi e dei Paesi presi in considerazione, tra il 38,0% [4] e l’85% [5]. Oltre a essere potenzialmente disabilitante, il mal di schiena lombare non-specifico si associa spesso a una ridotta produttività lavorativa, a una peggiore qualità della vita e a maggiori spese sanitarie [6,7].
Il trattamento consigliato consiste generalmente nel prendersi qualche giorno di riposo o nell’assumere farmaci senza ricetta come il paracetamolo o altri antiinfiammatori per la gestione del dolore. Per quanto riguarda le forme croniche, tuttavia, viene spesso consigliato di fare esercizio o di sottoporsi a terapie manuali [8].

Da dove nasce l’idea di utilizzare lo yoga?

Una seduta di yoga può durare una o due ore e consiste genericamente nella riproduzione di una serie di posture, accompagnate da esercizi di meditazione e di concentrazione. Da un sondaggio realizzato negli Stati Uniti nel 2012 è emerso che il 13,2% dei quasi 35.000 soggetti considerati aveva praticato yoga almeno una volta nella vita: di questi, il 19,2% lo aveva fatto per risolvere un problema alla schiena [10]. I benefici associati a questa pratica in termini di trattamento delle condizioni dolorose sono infatti molteplici, a livello sia fisiologico che comportamentale e psicologico [11]. Quelli potenzialmente coinvolti nel trattamento dei problemi muscolo-scheletrici includono il raggiungimento di una maggiore flessibilità e forza muscolare – come risultato della componente fisica e posturale della pratica yoga –, di una maggiore rilassatezza a livello sia fisico che mentale e, infine, di una maggiore consapevolezza del proprio corpo [12].

Dottore… ma funziona?

Dal momento che lo yoga rappresenta un intervento terapeutico molto diffuso per il trattamento di un problema, come quello del mal di schiena lombare non-specifico, caratterizzato da una prevalenza molto elevata, è importante valutare con attenzione le evidenze relative alla sua efficacia. In un sondaggio condotto nel 2008 negli Stati Uniti la maggior parte delle persone che praticava yoga per problemi muscolo-scheletrici dichiarava di aver percepito un beneficio da questo genere di interventi [13]. Tuttavia, un’analisi della Cochrane Collaboration che ha preso in considerazione i risultati di 12 studi (per un totale di 1800 partecipanti) è giunta invece a questa conclusione: “Ci sono evidenze di certezza bassa-media che lo yoga si associ, rispetto a nessun intervento terapeutico, a un miglioramento lieve o moderato della funzionalità della schiena a tre e a sei mesi dal trattamento. Lo yoga potrebbe poi essere efficace nel ridurre il dolore, ma l’effetto non è tale da essere clinicamente significativo”. Non è del tutto chiaro, quindi, se questa pratica sia realmente efficace e se si associ a risultati migliori rispetto ad altri interventi terapeutici finalizzati a ridurre il dolore associato al mal di schiena lombare non-specifico [14].  Per poter stabilire con certezza l’efficacia dello yoga in questo senso sono necessari ulteriori studi per valutare gli effetti a lungo termine di questi interventi, e stabilire la loro efficacia rispetto ad altre tipologie di trattamento.

Autore Fabio Ambrosino (Pensiero Scientifico Editore)

Fabio Ambrosino ha conseguito un master in Comunicazione della Scienza presso la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste. Dal 2016 lavora come Web Content Editor presso Il Pensiero Scientifico Editore/Think2it, dove collabora alla creazione di contenuti per siti di informazione e newsletter in ambito cardiologico. È particolarmente interessato allo studio delle opportunità e delle sfide legate all’utilizzo dei social media in medicina.
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Bibliografia