20 luglio 2018 di Ulrike Schmidleithner

Il vaccino MPR (morbillo, parotite, rosolia) e le convulsioni febbrili

Il vaccino MPR è considerato sicuro, ma questo naturalmente non significa che sia del tutto esclusa la possibilità di reazioni avverse.

Anche il treno è un mezzo di trasporto sicuro ma a volte succedono incidenti, di solito per un errore umano. Anche se uno cercasse di evitare qualsiasi rischio e decidesse di non uscire più nemmeno di casa, perché potrebbe essere investito da una macchina o gli potrebbe cadere un vaso di fiori o una tegola sulla testa, o potrebbe essere colpito da un fulmine ecc., non vivrebbe comunque senza rischi. Perciò ognuno di noi, di solito senza pensarci nemmeno, soppesa ogni giorno tante volte il rapporto rischio/beneficio. Saliamo in macchina perché riteniamo maggiore il beneficio (trasportare i bambini a scuola, andare al supermercato o fare un viaggio) e non diamo molto peso al rischio di avere un grave incidente. Ci mettiamo a tavola a gustare un buon piatto e non pensiamo di frullarlo prima per evitare il rischio di morire soffocati se un boccone di cibo ci dovesse entrare nella trachea. Al supermercato non chiediamo alla cassa di firmare una dichiarazione che le uova o i frutti di mare che stiamo per comprare non provocheranno a nessuno della nostra famiglia uno shock anafilattico. Pensiamo solo al beneficio di poter cucinare qualche buona ricetta, per esempio un dolce o degli spaghetti.

I vaccini non sono diversi da tantissime delle cose di cui ci serviamo tutti i giorni, quindi anche loro non sono completamente liberi da rischi. In cambio ci offrono un grande beneficio, quello di proteggerci da malattie molto pericolose. Le malattie invece hanno solo rischi, e nessun beneficio.

Che senso ha scegliere un grave rischio senza beneficio e rifiutare un rischio minuscolo che ci offre un grande beneficio?

Analizziamo per esempio una delle potenziali reazioni avverse del vaccino MPR, le convulsioni febbrili.

Il CDC di Atlanta, un importantissimo ente statunitense che si occupa della prevenzione e del controllo delle malattie, spiega così di che cosa si tratta:

A volte, la febbre può causare a un bambino spasmi o movimenti a scatti chiamati convulsioni. Le convulsioni causate dalla febbre sono conosciute come “convulsioni febbrili”. Sono più comuni quando la febbre sale a 38,9° C o più, ma possono verificarsi anche a temperature corporee inferiori o quando la febbre cala. La maggior parte delle convulsioni febbrili dura meno di uno o due minuti.

Le convulsioni febbrili possono essere spaventose, ma quasi tutti i bambini che hanno una convulsione di questo tipo si riprendono rapidamente. Le convulsioni febbrili non causano alcun danno permanente e non hanno effetti duraturi.

La febbre può essere causata da comuni malattie infantili come raffreddore, influenza, un’infezione all’orecchio o la sesta malattia. I vaccini a volte possono causare la febbre, ma le convulsioni febbrili dopo le vaccinazioni sono rare.

Per un bambino piccolo il rischio di avere un episodio di convulsione febbrile causato dal MPR è circa 1 su 3.000 vaccinati, quindi molto basso. Equivale alla probabilità di pescare una specifica carta tra tutte le carte di ben 57 mazzi di carte da gioco francesi in cui ciascuna singola carta è diversa da tutte le altre.

Invece per un bambino che si ammala di morbillo il rischio di convulsione febbrile è 1 su 200, quindi come pescare la stessa carta, però dalle carte di soli 4 mazzi.

Se si vuole ridurre al minimo il rischio di convulsione febbrile, basta far vaccinare il bambino seguendo i tempi raccomandati dagli esperti. Se si rimanda la vaccinazione a dopo i 16 mesi la probabilità che si manifesti questa reazione avversa, se paragonata con la probabilità se si fa vaccinare il bambino all’età tra 12 e 15 mesi, aumenta. Comunque, il rischio assoluto continua a essere molto basso. Dopo i 24 mesi il rischio di avere questa reazione diminuisce gradualmente, ma al prezzo di lasciare il bambino senza protezione dal morbillo proprio nel periodo di vita di maggiore rischio di gravi complicanze se dovesse ammalarsi.

Non si sa perché i bambini siano generalmente più soggetti ad avere una convulsione febbrile nella seconda metà del secondo anno di vita. Forse è la conseguenza di una più vigorosa risposta immunitaria.

È una reazione che va segnalata alla farmacovigilanza come evento avverso e viene considerata una reazione grave, nonostante sia benigna e autolimitante.

Il vaccino MPR può provocare anche altre reazioni avverse che, se paragonate a quello che può capitare a chi si ammala di morbillo, parotite o rosolia, significano comunque una forte riduzione del rischio.

Nella tabella si può vedere il confronto tra le reazioni al virus attenuato del morbillo, contenuto nel MPR, e la malattia stessa.

* la frequenza di encefalite è uguale a quella dei non vaccinati, quindi il vaccino non aumenta il rischio ** quando bambini molto piccoli contraggono il morbillo il rischio di PESS è più alto: 18/100.000.   Fonte: Vaccine Information Statement – MMR Vaccine Centers for Disease Control and Prevention (CDC)

Vaccinarsi si traduce sempre in una riduzione del rischio. L’opzione zero rischi purtroppo non esiste per niente nella vita, ma penso che sia già un grande vantaggio se abbiamo l’opportunità di scegliere il rischio minore, cioè il vaccino nei tempi e nelle modalità raccomandati dagli esperti.

Bibliografia

Ulrike Schmidleithner

Autore Ulrike Schmidleithner

Una mamma che segue dall’inizio del 2002 con grande passione la questione vaccini. In tutti questi anni ha approfondito ogni aspetto di questo tema. Conosce praticamente tutti gli argomenti usati dalle persone contrarie alle vaccinazioni. Ha controllato accuratamente ciascuno di questi assunti e ha scritto moltissimi articoli sul suo blog Vaccinar...SI’! e sulla pagina Facebook omonima, per spiegare in modo pacato e comprensibile anche a chi non ha studiato medicina come stanno realmente le cose secondo il parere della comunità scientifica. Ha sempre fatto controllare i suoi articoli da uno o più esperti per assicurare la correttezza scientifica, che è indispensabile per un tema così importante. Sul nostro sito cura “La rubrica della mamma” in cui si rivolge ai genitori stando al loro fianco.
Tutti gli articoli di Ulrike Schmidleithner