31 Maggio 2019 di Ulrike Schmidleithner

L’eliminazione del morbillo

Negli Stati Uniti d’America il morbillo è stato eradicato nel 2000. Ma com’è possibile che nei media si legga sempre più spesso di preoccupanti epidemie di morbillo che avvengono negli USA? Allora, è stato eliminato o no?

L’OMS definisce l’eliminazione del morbillo così: “L’assenza di trasmissione endemica in un’area geografica definita, per più di 12 mesi in presenza di un sistema di sorveglianza adeguato” [1]. Si dice che una malattia infettiva è endemica in un Paese quando la catena di trasmissione non si interrompe mai perché i virus o batteri trovano continuamente nuovi suscettibili da infettare.

Naturalmente per una malattia come il morbillo – che è facilmente trasmissibile e che causa ancora grandi epidemie in molte parti del mondo – non sarebbe realistico aspettarsi l’assenza totale dei casi, nemmeno nelle regioni in cui grazie all’alta copertura vaccinale il virus non circola più. Ci sarà sempre qualche viaggiatore proveniente da uno dei Paesi in cui il morbillo è ancora presente che si infetta all’estero e porta il virus come un souvenir indesiderato. In seguito bastano anche piccole sacche di individui suscettibili con cui il viaggiatore viene a contatto per dare al morbillo l’occasione di diffondersi e far ammalare un certo numero di persone. Queste epidemie di solito si esauriscono velocemente, perché a un certo punto il virus incontra solo persone protette grazie alla vaccinazione e viene quindi rapidamente individuato dalla “polizia invisibile” che, nei Paesi con alta copertura vaccinale, pattuglia nel sistema immunitario della grande maggioranza della popolazione, simili a un incendio che si espande velocemente dove trova tanto materiale altamente infiammabile ma si spegne quando non c’è più niente che possa nutrire il fuoco.

È proprio questo che sta succedendo negli USA [2]. Il virus viene importato da Paesi dove il morbillo, essendo endemico, causa vaste epidemie perché trova abbondanza di individui non protetti, poiché non vaccinati con due dosi di MPR. Per esempio la più importante epidemia attualmente in atto negli USA, localizzata nello Stato di New York, è partita da un contagio in Israele [3]. La gran parte dei casi che sono stati notificati nello Stato di New York riguarda individui non vaccinati. Il morbillo ha trovato un piccolo paradiso in cui pattugliavano pochi “poliziotti invisibili”, in una comunità dove molte persone hanno rifiutato la vaccinazione perché, purtroppo, si fidavano di chi sparge con fervore religioso informazioni non corrette riguardanti la vaccinazione MPR.

La disinformazione è la migliore amica del virus del morbillo, ma è molto nociva per la salute delle persone.

C’è solo da sperare che anche i focolai attualmente in atto negli USA si spengano presto, come gli altri degli ultimi anni, che la popolazione comprenda che è pericoloso fidarsi delle persone sbagliate, e che facciano vaccinare senza indugio i propri figli e se stessi per creare insieme un muro resistente contro il virus che, in questo modo, non ha altro destino che l’estinzione.

Chi rifiuta la vaccinazione non fa altro che offrire i propri bambini e se stesso come terreno di coltura a un virus il cui unico scopo è la propria sopravvivenza, anche a costo di causare sofferenza e gravissimi danni inclusa la morte alle persone.

Bibliografia

Ulrike Schmidleithner

Autore Ulrike Schmidleithner

Una mamma che segue dall’inizio del 2002 con grande passione la questione vaccini. In tutti questi anni ha approfondito ogni aspetto di questo tema. Conosce praticamente tutti gli argomenti usati dalle persone contrarie alle vaccinazioni. Ha controllato accuratamente ciascuno di questi assunti e ha scritto moltissimi articoli sul suo blog Vaccinar...SI’! e sulla pagina Facebook omonima, per spiegare in modo pacato e comprensibile anche a chi non ha studiato medicina come stanno realmente le cose secondo il parere della comunità scientifica. Ha sempre fatto controllare i suoi articoli da uno o più esperti per assicurare la correttezza scientifica, che è indispensabile per un tema così importante. Sul nostro sito cura “La rubrica della mamma” in cui si rivolge ai genitori stando al loro fianco.
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