Il vaccino contro il morbillo è ancora efficace?

21 Giugno 2019 di Ulrike Schmidleithner

Il vaccino contro il morbillo è ancora efficace?

A volte mi è capitato di sentire che, a causa delle strategie vaccinali contro il morbillo, si siano sviluppati “ceppi mutati” dai quali il vaccino non è in grado di proteggerci. Si tratta di una delle tante dicerie che rischiano di far prendere una decisione pericolosamente sbagliata, cioè di non far vaccinare i figli perché non ci si fida dell’efficacia del vaccino. Anche se di solito il rifiuto vaccinale è dovuto in prima linea alla paura ingiustificata di gravi reazioni o addirittura di danni da vaccino.

In realtà gli antigeni del virus del morbillo sono straordinariamente stabili. La parola antigene è composta dall’abbreviazione delle parole “anti(corpo)” e “gen(erator)” cioè una molecola che genera anticorpi nel momento in cui viene a contatto con il sistema immunitario. Del virus del morbillo esiste un solo sierotipo (cioè portatore delle caratteristiche antigeniche) e questo spiega perché da tempi immemori si osserva che generalmente chi ha avuto il morbillo non lo contrae una seconda volta. Infatti, il morbillo dà immunità a vita.

È vero che del virus del morbillo si conoscono attualmente 24 differenti genotipi (1) (2) ma per nostra fortuna queste differenze non riguardano la risposta immunitaria. Altrimenti non sarebbe possibile rimanere immuni per il resto della vita, dopo aver contratto il morbillo: ci si ammalerebbe varie volte, ogni volta che si viene infettati da un genotipo diverso.

Se facciamo un paragone con un paese e i suoi abitanti è come se il sierotipo rappresentasse la nazionalità e il genotipo il nome proprio degli abitanti. Il determinante che il virus del morbillo deve manifestare per essere riconosciuto dal sistema immunitario corrisponde alla nazionalità (il sierotipo) a prescindere dal nome proprio (il genotipo).

La varietà dei genotipi permette agli esperti della salute pubblica di monitorare la catena di trasmissione del virus e aiuta nelle indagini per scoprire da quale Paese il virus è stato importato. Inoltre si può confermare o escludere che si è di fronte a una reazione vaccinale (in una piccola percentuale dei vaccinati si possono manifestare febbre e rash). Importante è sottolineare che il virus vaccinale non è trasmissibile, quindi se un vaccinato ha questo tipo di reazione non rappresenta una fonte di contagio. Infatti, fino a oggi tutti i focolai ed epidemie sono stati causati dai genotipi dei virus selvaggi (classificati da B – per esempio B2, B3 -, C, D, E, F…). Il virus vaccinale appartiene al gruppo A, al quale non appartiene nessun virus selvaggio.

Per ricapitolare: due (sempre due!) dosi di vaccino antimorbillo (che è contenuto nel cosiddetto MPR, il quale protegge contemporaneamente anche da parotite e rosolia) sono molto efficaci, e chi ha a cuore la salute dei figli preferisce senza dubbio la protezione messa a disposizione grazie all’ingegno dell’uomo e che si sostituisce elegantemente all’immunità “naturale” che invece richiede uno scotto molto alto: vite umane! A rischio sono soprattutto i bambini nei primi cinque anni di vita e pazienti immunodepressi o con altre gravi patologie. La vaccinazione è un ottimo scudo contro queste disgrazie ed è quindi decisamente la scelta più saggia.

Bibliografia

(1) World Health Organization, Geneve
Weekly epidemiological Record , N°. 30, 24 July 2015
Genetic diversity of wildtype measles viruses and the global measles nucleotide surveillance database (MeaNS)

(2) Centers of Disease Control and Prevention, Atlanta (CDC)
Genetic Analysis of Measles Viruses

Ulrike Schmidleithner

Autore Ulrike Schmidleithner

Una mamma che segue dall’inizio del 2002 con grande passione la questione vaccini. In tutti questi anni ha approfondito ogni aspetto di questo tema. Conosce praticamente tutti gli argomenti usati dalle persone contrarie alle vaccinazioni. Ha controllato accuratamente ciascuno di questi assunti e ha scritto moltissimi articoli sul suo blog Vaccinar...SI’! e sulla pagina Facebook omonima, per spiegare in modo pacato e comprensibile anche a chi non ha studiato medicina come stanno realmente le cose secondo il parere della comunità scientifica. Ha sempre fatto controllare i suoi articoli da uno o più esperti per assicurare la correttezza scientifica, che è indispensabile per un tema così importante. Sul nostro sito cura “La rubrica della mamma” in cui si rivolge ai genitori stando al loro fianco.
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