Cosa sappiamo sul vaccino contro Covid-19

26 Dicembre 2020 di Luca De Fiore (Pensiero Scientifico Editore)

I vaccini a mRNA possono trasmettere Covid-19?
No, è un’ipotesi biologicamente impossibile perché viene utilizzato solo l’mRNA per la proteina spike, non l’intero genoma [1,2,3].

La ricezione di un vaccino a mRNA può risultare in un test virale positivo per Covid-19?
No, questo non può accadere. Si tratterebbe di una nuova diagnosi di Covid-19, non dell’effetto del vaccino.

È necessario eseguire il test Covid-19 di routine prima di ricevere il vaccino?
No.

Dopo aver ricevuto il vaccino, è necessario seguire tutte le normali indicazioni di salute pubblica?
Sì, anche dopo aver ricevuto il vaccino, sarà necessario continuare a fare attenzione. Tutte le persone vaccinate dovrebbero comunque portare la mascherina fuori dalla propria abitazione, dovrebbero restare a distanza di un metro e mezzo da altre persone, dovrebbero lavarsi frequentemente le mani e in modo accurato ed evitare di stare in mezzo alla gente. Proprio come facevano prima di aver ricevuto il vaccino [2,3].

I vaccini per Covid-19 sono stati studiati in modo scrupoloso e accurato?
Certamente. Sono stati sottoposti a una valutazione molto attenta. La rapidità con la quale sono stati sviluppati è unicamente dovuta allo straordinario sforzo messo in atto dai ricercatori di tutto il mondo [4,5]. Gli studi “hanno visto la partecipazione di un numero assai elevato di persone: dieci volte superiore agli standard degli studi analoghi per lo sviluppo dei vaccini. Perciò è stato possibile realizzare uno studio di grandi dimensioni, sufficienti per dimostrare efficacia e sicurezza” [6].

Quali sono i tipici sintomi post-vaccinazione?
Mal di testa, dolore muscolare, febbre, affaticamento [1]. Possono verificarsi dolore, prurito e arrossamento nel sito di iniezione e nausea. Il sito dell’Agenzia Italiana del Farmaco segnala anche la possibilità – remota, però – che si verifichi debolezza nei muscoli di un lato del viso. Si tratta comunque di disturbi che guariscono da soli [6].

Quando potrebbero verificarsi i sintomi post-vaccinazione con maggiore probabilità?
Entro i primi tre giorni dopo la vaccinazione (il giorno in cui si viene vaccinati è il giorno 1), soprattutto però dopo la seconda dose [6].

Quanto dovrebbero durare i tipici sintomi post-vaccinazione?
Meno di due giorni.

A cosa sono dovute le reazioni successive alla vaccinazione?
Alla risposta del sistema immunitario attivato dalla vaccinazione.

Quali sintomi NON dovrebbero essere attribuiti al vaccino?
Tosse, mancanza di respiro, naso che cola, mal di gola e perdita del gusto o dell’olfatto non dovrebbero essere considerati come una conseguenza della vaccinazione. È molto importante saperlo, per evitare che non venga segnalato un nuovo caso di Covid-19.

Cosa devo fare se mi accorgo di una reazione avversa?
Tutti i Paesi che avviano la somministrazione del vaccino estesa a tutta la popolazione raccoglieranno e valuteranno ogni segnalazione pervenuta al sistema di farmacovigilanza delle reazioni avverse al vaccino, così da poter definire con sempre maggior precisione il tipo di profilo di rischio legato alla vaccinazione. Ogni reazione avversa va comunicata al proprio medico di medicina generale o alla Azienda Sanitaria Locale, come del resto per le reazioni causate da medicinali [6].

Se soffro di allergie, posso vaccinarmi?
Le persone con una storia di gravi reazioni anafilattiche o di grave allergia, o che sono già a conoscenza di essere allergiche a uno dei componenti del vaccino Comirnaty (questo è il nome commerciale del primo prodotto autorizzato dalle principali agenzie per il controllo dei medicinali) dovranno parlarne col proprio medico prima di sottoporsi alla vaccinazione [4,6]. Come tutti i vaccini, anche questo deve essere somministrato dal medico, proprio per garantire un controllo successivo alla vaccinazione. Chi ha una reazione allergica grave dopo la prima dose di vaccino non deve ricevere la seconda [6]. Nei soggetti a cui è stato somministrato il vaccino sono state talvolta osservate reazioni allergiche (ipersensibilità). Comunque, i casi di grave reazione allergica già verificati sono molto pochi [6].

Cosa succede a chi dimentica o non riesce a fare la seconda dose di vaccino dopo 21 giorni?
Sarebbe meglio evitare di dimenticarlo, ma se ciò accadesse non sarebbe necessario ripetere la prima dose [4,5].

Posso abbinare diversi tipi di vaccino?
No, non ci sono dati che supportano questa operazione. Anche se in teoria potrebbe funzionare, qualora ne avesse la possibilità il singolo cittadino non dovrebbe  comunque “sperimentare” questa opzione.

Cosa devo fare avendo fatto di recente la vaccinazione antinfluenzale?
È consigliabile – come misura precauzionale [6] – aspettare 14 giorni dopo il vaccino antinfluenzale per chiedere ti sia somministrato il vaccino Covid-19.

Cosa succede se in precedenza ho avuto Covid-19, sintomatico o asintomatico?
Puoi vaccinarti: anzi, è consigliato [4].

Che devo fare se attualmente ho Covid-19?
Dovresti aspettare fino a quando avrai concluso il periodo di isolamento e la situazione clinica – vale a dire il tuo stato di salute – non sarà complessivamente migliorato. Allo stato attuale non esiste un periodo di tempo definito da attendere dopo essere stati malati di Covid-19 per ricevere il vaccino.

Come devono comportarsi i pazienti immunocompromessi?
Le persone con malattie autoimmuni che non abbiano controindicazioni possono ricevere il vaccino. I dati relativi all’uso nelle persone immunocompromesse (il cui sistema immunitario è indebolito) sono in numero limitato, spiega il sito dell’Agenzia Italiana del Farmaco [6]. Sebbene queste persone possano non rispondere altrettanto bene al vaccino, non vi sono particolari problemi di sicurezza. Le persone immunocompromesse possono essere vaccinate in quanto potrebbero essere ad alto rischio di Covid-19 [6].

E le donne in gravidanza o che allattano?
Di nuovo, non ci sono dati ufficiali di sicurezza o efficacia. Tuttavia, la vaccinazione dovrebbe essere presa in considerazione solo utilizzando un processo decisionale condiviso tra il medico e la paziente [6]. Ad ogni modo, i vaccini a mRNA non sono vaccini “a virus vivi”, quindi da un punto di vista teorico dovrebbero essere sicuri (se conosci l’inglese puoi leggere qui il punto di vista della società statunitense di ostetricia e ginecologia).

I bambini possono vaccinarsi?
Non è stato ancora studiato il vaccino nei bambini: quindi, non è ancora possibile prevedere la vaccinazione a persone di età inferiore ai 16 anni [6].

Quali criteri determineranno le priorità tra le categorie di persone da vaccinare?
Saranno considerati criteri di tipo organizzativo (per esempio considerando i professionisti sanitari a contatto con il pubblico), di ordine clinico (per esempio, privilegiando le persone potenzialmente più fragili) ed etico (garantendo, ad esempio, l’equità di accesso e la assoluta mancanza di discriminazioni nell’allocazione delle dosi di vaccino disponibili).

Qui trovi i criteri elaborati negli Stati Uniti e qui quelli proposti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Autore Luca De Fiore (Pensiero Scientifico Editore)

Luca De Fiore è stato presidente della Associazione Alessandro Liberati – Network italiano Cochrane, rete internazionale di ricercatori che lavora alla produzione di revisioni sistematiche e di sintesi della letteratura scientifica, utili per prendere decisioni cliniche e di politica sanitaria (www.associali.it). È direttore del Pensiero Scientifico Editore. Dirige la rivista mensile Recenti progressi in medicina, indicizzata su Medline, Scopus, Embase, e svolge attività di revisore per il BMJ sui temi di suo maggiore interesse: conflitti di interesse, frode e cattiva condotta nel campo della comunicazione scientifica. Non ha incarichi di consulenza né di collaborazione – né retribuita né a titolo volontario – con industrie farmaceutiche o alimentari, di dispositivi medici, produttrici di vaccini, compagnie assicurative o istituti bancari.
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