Babbo Natale, ma è vero che i vaccini…

22 Dicembre 2020 di Luca De Fiore (Pensiero Scientifico Editore)

Ho visto su internet la fotografia di una signora inglese: è la prima persona al mondo che si è fatta l’iniezione del vaccino contro Covid-19. Ha detto che è stato “il miglior regalo di compleanno anticipato” che avrebbe potuto ricevere. Perché la signora Margaret Keenan – si chiama così – sta per compiere 91 anni. Ma tu, Babbo Natale, quanti anni hai?

Ho 1.750 anni, anno più, anno meno. Non so bene neanche dove sono nato, in realtà: qualcuno dice in un piccolo villaggio in Turchia nel 270 dopo Cristo. Comunque sia, se non dico quanti anni ho è perché onestamente non riesco a ricordarlo. Ho smesso di contare gli anni molto tempo fa. A volte a tarda notte mi siedo sulla mia poltrona preferita e cerco di contare tutti i Natali che riesco a ricordare, ma mi addormento sempre prima di arrivare a cento… [1].

La signora inglese ha detto che il vaccino è stato un bellissimo regalo: certo che avresti potuto pensarci tu a portare un dono del genere per Natale…

È vero, la signora inglese era felicissima [2]. Ma non sarebbe stato giusto se fossi stato io a portare questo dono. A farci il regalo sono state le persone che per tanti mesi hanno lavorato per sviluppare questo vaccino. Migliaia di ricercatori in tutto il mondo si sono impegnati giorno e notte e hanno raggiunto degli obiettivi che talvolta potevano sembrare solo dei piccoli passi ma erano invece indispensabili per arrivare al punto in cui siamo oggi: abbiamo a disposizione diversi vaccini per un virus che un anno fa neanche conoscevamo.Babbo Natale, ma è vero che i vaccini…

È stato un anno difficilissimo, terribile, ma per i rapporti della scienza con tutti noi, con tutte le persone – anche con i bambini – questo è stato un anno di grandi cambiamenti: nel modo con cui comunichiamo, nella fiducia che abbiamo l’un l’altro e che abbiamo nei confronti delle persone che sono al Governo. Molti di noi si sentono di appartenere a una comunità in modo molto più forte rispetto a prima che scoppiasse questa pandemia [3].
Riguardo ai regali, non ti preoccupare: in Italia stanno già arrivando quasi due milioni di dosi di un primo vaccino. Per la precisione, un milione e ottocentomila. Presto, ne arriveranno altri due milioni e cinquecentomila.

covid coronavirus icon

Non dovevamo aspettarcela, in qualche modo, questa malattia?

Guarda, io che vado in giro per il mondo ne ho sentito parlare tantissimo per molti anni: la minaccia di un virus mortale, nuovo per l’uomo e capace di diffondersi con le goccioline che escono dalla bocca e dal naso quando respiriamo. Ti dico una cosa: sai cos’ha detto uno dei più grandi scienziati del mondo? “Se cinque anni fa mi avessi chiesto cosa non mi faceva dormire, ti avrei descritto la mia paura di una pandemia causata da un agente come il coronavirus” [4].

Perché tanti nonni sono morti?

Perché sono più fragili. Considera che su dieci persone che non sono riuscite a superare la malattia, sei avevano più di 75 anni e 8 su dieci avevano oltre 65 anni [5]. Ma più in generale quello che sta combinando questo disastro è il sovrapporsi di due epidemie: quella causata dal coronavirus e quella che già colpisce tantissimi nonni, che soffrono di malattie che i nipotini spesso non vedono ma che sono gravi e pericolose per la loro salute. Avrai sentito parlare di alcune di queste: si chiamano diabete, pressione alta, problemi al cuore, difficoltà a respirare quando si fanno le scale o anche semplicemente quando si cammina… Se la malattia causata dal coronavirus colpisce una persona avanti negli anni e già sofferente di una o più di queste malattie, ci si può ammalare in modo molto grave [6].

E c’è ancora un altro aspetto di cui tener conto: la malattia non colpisce tutti allo stesso modo. Purtroppo, i nonni delle famiglie più povere e i nonni più soli sono i più colpiti dalla malattia. La salute non è uguale per tutti e occorre tenerne sempre conto. Oltre al vaccino, infatti, domani serviranno delle medicine che funzionino per curare la malattia ma anche altre cose e soprattutto sarà importante proteggere e sostenere di più i nonni: facendoli vivere in case più comode e meglio riscaldate, aiutandoli a mangiare meglio e, quando tutto questo sarà passato, trascorrendo più tempo con loro [7].
Ti sei mai chiesto perché io sono sempre allegro? Pensa per un secondo a quanto possa essere divertente ogni giorno dell’anno passato a pensare ai bambini di tutto il mondo, a immaginare e costruire i tuoi giocattoli e al divertimento di consegnarli. In fin dei conti, avrò pure migliaia di anni ma mi mantengo giovane e questo mi impedisce di invecchiare.

Intanto però potresti fare in modo che qualche nonno venga vaccinato, non credi?

Considera che in quasi tutti i Paesi del mondo tra le prime persone a essere vaccinate ci saranno i medici e gli infermieri perché lavorano a stretto contatto con i malati e non devono assolutamente contagiarsi. Ma subito dopo, il vaccino sarà per le persone che vivono nelle residenze per anziani [8].

Bisogna considerare che il vaccino non sarà subito disponibile per tutti. In una nazione grande come gli Stati Uniti – che ha più di 328 milioni di abitanti – si prevede che entro la fine dell’anno non saranno disponibili più di 20 milioni di dosi di vaccino e la vaccinazione richiede due dosi, quindi due diverse iniezioni a distanza di qualche giorno. Di conseguenza, in un primo periodo sarà necessario fare delle scelte ed è possibile che subito dopo gli operatori sanitari e gli anziani sia il turno degli insegnanti, degli agenti di polizia, dei vigili del fuoco e dei lavoratori di settori utili a tutti come quello della produzione delle cose da mangiare e degli autobus e dei treni [8].

E tu quando ti vaccinerai?

Me lo stanno chiedendo in tanti, soprattutto dopo che anche Gandalf – il capo del Bianco Consiglio del Signore degli Anelli – si è vaccinato [9].

Non avrei nessuna difficoltà a fare il vaccino, anche perché dalle parti mie non ci sarebbe neanche il problema della conservazione: alcuni vaccini si conservano solo se sono tenuti a temperature polari… Però, come sa bene il mio amico Anthony Fauci – il direttore dell’Istituto nazionale statunitense per lo studio delle malattie infettive – tra le tante qualità di Babbo Natale c’è anche quella di essere protetto dalle malattie [10]. Insomma, mi ammalo raramente e l’ultima volta che ho preso un raffreddore è stato proprio cent’anni fa… [11].

Anche gli elfi che ti aiutano a costruire i regali non possono ammalarsi?

Babbo Natale, ma è vero che i vaccini…Mah, in realtà loro dovrebbero stare attenti. Un medico statunitense molto esperto proprio di vaccini – si chiama Peter Hotez e lavora in un posto che si chiama il Baylor College of Medicine di Houston, nel Texas – non sapeva che io fossi al sicuro ed era preoccupato sia per me, sia per i miei aiutanti: “Ho sentito dire che la ventilazione nella bottega di Babbo Natale non è delle migliori e aprire le finestre negli inverni del Polo Nord non è mica uno scherzo.

La buona notizia è che gli elfi stanno attenti a stare distanziati l’uno con l’altro e le renne ora guidano il tracciamento dei contatti” [10]. Il dottor Greg Poland, direttore del gruppo di ricerca sui vaccini della Mayo Clinic, ha detto invece di aver parlato al telefono con il Polo Nord: “Ci sono stati due contagi tra gli elfi, ma nessuno grave”, ha dichiarato.

Anche io vorrei vaccinarmi ma so che i bambini dovranno aspettare. Lo sai però che molti miei amici hanno paura che il vaccino possa far male?

In realtà, può succedere che il punto del braccio dove viene fatta l’iniezione possa diventare un po’ rosso o fare un po’ male. Può anche venire un po’ di mal di testa o una reazione allergica simile a quelle che capitano quando si mangia qualcosa di strano. Ma quasi sempre tutto passa al massimo in due giorni. Insomma, fare il vaccino conviene sicuramente rispetto al rischio di ammalarsi.

Ad ogni modo, dovremmo aspettarci che una mamma o un papà di qualche tuo amico dica che il vaccino non è sicuro, che è stato costruito troppo in fretta, che potrebbe dare dei disturbi gravi che tarderanno a venire fuori e così via. Considera però che sono abbastanza vecchio da poter guardare all’indietro alla storia dei vaccini: le persone contrarie alle vaccinazioni dicono sempre le stesse cose. Se guardi il braccio di tuo nonno, vedrai una specie di bottoncino, un rigonfiamento della pelle: ebbene, quello è il segno lasciato su di lui dalla vaccinazione contro una malattia terribile – il vaiolo – che oggi non esiste più, proprio grazie al vaccino. In passato, la vaccinazione contro il vaiolo è stata fortemente criticata, nonostante ci fossero tante dimostrazioni che chi si vaccinava non si ammalava [12]. Pensa che su dieci persone che si ammalavano di vaiolo, tre o quattro morivano ma per le persone che contestavano il vaccino era normale affermare che il vaiolo non era una minaccia e che si trattava di una malattia banale. Dire che una malattia non è poi così grave è una vecchia tecnica: molti di coloro che sono contrari alla vaccinazione affermano che i vaccini sono più pericolosi della malattia [12]. Ma non è vero.

Se tu che sei Babbo Natale mi dici che conviene vaccinarsi, io ti credo…

Sono contento e spero di meritare la tua fiducia. Come sai, conosco la tua età come quella di tutti i bambini del mondo: hai sei anni e ancora per due continuerai a “credere” nella mia esistenza. Poi, comunque, resteremo amici. Pensa che in media i bambini credono a Papà natale fino agli otto anni: chissà perché i bambini americani, invece, smettono prima [13,14]. Ma non per questo, da adulti, resisteranno alla tentazione di credere alle promesse di personaggi corpulenti e con i capelli strani…

A proposito, ecco il regalo che ti ho portato: il libro La fabbrica di cioccolato. Magari avrai visto il film… Parecchi anni fa, l’autore del libro – Roald Dahl – scrisse una bellissima lettera per raccomandare a tutti i genitori del mondo di far fare ai propri figli il vaccino contro il morbillo, una malattia che può essere terribile e che gli aveva portato via la sua bambina, Olivia. “Il vaccino” scriveva, “dobbiamo considerarlo un atto d’amore verso i propri figli” [15].
È molto importante che i bambini sappiano queste cose, come funziona la ricerca e come si fa a sapere se una cura o un vaccino funzionano. Dei giovani medici di Firenze – Camilla e Raffaele – hanno iniziato a parlarne ai bambini di una scuola elementare della loro città insieme alle loro maestre [16]: è un progetto molto bello, sostenuto dai medici di Firenze attraverso l’Ordine dei medici di quella città [17]. Sarebbe bello che fossi tu, un giorno, a spiegare ai tuoi genitori l’importanza dei vaccini e di non dar retta alle favole. Parola di Babbo Natale…

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Autore Luca De Fiore (Pensiero Scientifico Editore)

Luca De Fiore è stato presidente della Associazione Alessandro Liberati – Network italiano Cochrane, rete internazionale di ricercatori che lavora alla produzione di revisioni sistematiche e di sintesi della letteratura scientifica, utili per prendere decisioni cliniche e di politica sanitaria (www.associali.it). È direttore del Pensiero Scientifico Editore. Dirige la rivista mensile Recenti progressi in medicina, indicizzata su Medline, Scopus, Embase, e svolge attività di revisore per il BMJ sui temi di suo maggiore interesse: conflitti di interesse, frode e cattiva condotta nel campo della comunicazione scientifica. Non ha incarichi di consulenza né di collaborazione – né retribuita né a titolo volontario – con industrie farmaceutiche o alimentari, di dispositivi medici, produttrici di vaccini, compagnie assicurative o istituti bancari.
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