Con l’arrivo dell’autunno le giornate si accorciano, le temperature scendono e cambiano le abitudini quotidiane, anche a tavola. Molte persone raccontano di avere più appetito e più voglia di cibi ricchi di grassi e zuccheri.
Ma esistono davvero meccanismi che fanno aumentare la fame con il cambio di stagione, come succede in natura per gli animali che preparano scorte per il letargo? Gli studi disponibili danno risposte meno nette di quanto si pensi. In questa scheda vediamo che cosa dicono e quali abitudini aiutano a stare bene.
Dottore, con l’arrivo del freddo e delle giornate più corte abbiamo più fame?
Molte persone riferiscono più appetito in autunno, ma i dati disponibili su larga scala non mostrano un aumento automatico e uguale per tutti. Occorre distinguere tra la sensazione soggettiva di fame e la quantità di cibo realmente consumata: la maggior parte degli studi, infatti, non misura quanto le persone si sentano affamate, ma valuta l’apporto energetico, cioè la quantità di energia introdotta con alimenti e bevande.
Diverse ricerche mostrano che l’apporto energetico varia nel corso dell’anno. Se in passato queste variazioni dipendevano dai raccolti e dalla disponibilità stagionale degli alimenti, oggi non è più così. A incidere sono altri fattori, come i comportamenti individuali e sociali, l’area geografica e il clima. Per questo le conclusioni degli studi non sono uniformi.
Per quanto riguarda l’autunno, alcuni studi hanno osservato una maggiore assunzione di energia rispetto all’estate, ma non ci sono prove sufficienti per affermare che la fame aumenti automaticamente nella popolazione generale [1, 2].
Dottore, cosa succede al nostro organismo quando le giornate si accorciano?
Le ore di luce possono influire sull’alimentazione attraverso la serotonina, un neurotrasmettitore coinvolto nella regolazione dell’appetito e del senso di sazietà. In inverno, quando le giornate sono più brevi, alcuni studi hanno osservato cambiamenti nel funzionamento del sistema serotoninergico rispetto all’estate. In alcune persone questo potrebbe modificare appetito e comportamento alimentare, ma non dimostra che la riduzione delle ore di luce provochi automaticamente un aumento della fame.
Nel rapporto tra luce e alimentazione possono entrare in gioco anche l’umore, la qualità e la durata del sonno, l’attività fisica e le abitudini quotidiane.
Anche la temperatura può influenzare l’assunzione di cibo. In alcuni studi condotti sull’esposizione al freddo sono stati osservati cambiamenti negli ormoni che regolano l’appetito: potrebbe aumentare la grelina, che stimola la fame, e ridursi la leptina, associata al senso di sazietà. Si tratta però di risultati ottenuti soprattutto in condizioni sperimentali, non sufficienti a dimostrare che il normale abbassamento delle temperature in autunno provochi un aumento della fame [1].
Le variazioni stagionali dell’alimentazione dipendono soprattutto dall’interazione tra fattori biologici, ambientali, psicologici e sociali. Le alterazioni dell’appetito possono essere anche una manifestazione di disturbi dell’umore legati proprio al passaggio tra estate e autunno. Ne abbiamo approfondito i sintomi e i rimedi nella scheda “Esiste la depressione stagionale?”.
Allora, non è vero che consumare cibi più ricchi di grassi e zuccheri ci protegge dal freddo?
Dopo un pasto il corpo consuma energia per digerire e assorbire i nutrienti e produce calore. Si chiama termogenesi indotta dalla dieta. In una dieta regolare, questo fenomeno rappresenta però solo una piccola quota del dispendio energetico quotidiano, circa il 10%, e non basta a proteggere dal freddo a lungo termine [4].
Inoltre, l’effetto termico non è uguale per tutti i nutrienti: di solito è maggiore dopo aver assunto proteine, minore dopo i carboidrati e più basso con i grassi. Pertanto non è corretto attribuire ai pasti più sostanziosi un potere protettivo contro il freddo [4].
Contrariamente a quanto si crede, nemmeno vino, birra o grappa aiutano nelle stagioni fredde: lo abbiamo analizzato nella scheda “Bere alcolici aiuta a combattere il freddo?”.
Eppure, dottore, mi sembra che in inverno sia più facile prendere peso…
Come abbiamo visto, il cambio di stagione non determina automaticamente un aumento dell’appetito né il rischio di un aumento di peso. Può però favorirli se si riduce l’attività fisica, come potrebbe accadere quando le giornate si accorciano e il tempo spesso piovoso porta a maggiore sedentarietà [5]. Esistono, tuttavia, numerose alternative alla corsa o alla camminata al parco.
Con l’arrivo del freddo è raccomandato anche variare l’alimentazione, scegliendo prodotti di stagione: sarà l’occasione per consumare alimenti locali, non processati, che oltre al vantaggio nutrizionale non hanno un impatto negativo sull’ambiente.
Attenzione, infine, alle “diete stagionali” che diventano virali sui social: attribuiscono poteri miracolosi a un singolo cibo o promettono un effetto detox dopo l’estate, non necessario se si segue un’alimentazione varia ed equilibrata [3].
Argomenti correlati:
AlimentazioneProblemi stagionali