Ogni anno, in occasione della festa di Halloween, la programmazione in TV si riempie di film dell’orrore, case stregate, e cominciano serate a tema e scherzi tra amici. In queste occasioni tornano frasi come “mi è preso un colpo” o “mi hai fatto venire un infarto”, e c’è chi si chiede se, con il cuore già delicato, sia meglio evitare certe emozioni.
Ma uno spavento può davvero far male al cuore? Vediamo cosa dicono gli studi, cosa è provato e quali segnali non vanno mai sottovalutati.
Dottore, perché il cuore batte così forte quando ci spaventiamo?
È una normale reazione di difesa del corpo [1]. Davanti a un pericolo, vero o percepito, il corpo rilascia ormoni come l’adrenalina: il cuore batte più forte, la pressione sale e arriva più sangue ai muscoli: è la cosiddetta risposta “attacco o fuga” che ci rende pronti a reagire o a scappare [1].
Lo si vede anche nelle attrazioni dell’orrore: in uno studio in una casa stregata, chi dichiarava più paura aveva in media un battito più alto [2]. È una risposta normale, che ci prepara ad affrontare una minaccia. Quando il pericolo passa, tutto torna ai valori di partenza [1].
Dottore, ma è vero che uno spavento può far venire un infarto?
Un’emozione molto forte può contribuire a scatenare un infarto in chi ha già problemi alle arterie del cuore, ma i dati riguardano soprattutto emozioni come la rabbia e la forte tensione, non la paura da film [3, 4, 5]. Una rassegna scientifica non sistematica spiega che lo stress improvviso e molto intenso può peggiorare problemi già presenti, soprattutto in chi ha le arterie del cuore danneggiate. Tra le cause cita la rabbia, la paura e il lutto [3].
Un esempio viene dai Mondiali di calcio del 2006: nei giorni delle partite della nazionale tedesca le emergenze cardiache in Baviera sono state più del doppio rispetto ai giorni di confronto, soprattutto tra chi aveva già una malattia delle coronarie [4].
Anche la rabbia è stata studiata: nelle due ore successive a un’esplosione di rabbia il rischio di infarto è più alto, ma resta temporaneo e piccolo per la singola persona [5]. Sono studi osservazionali: mostrano un legame, ma non dimostrano da soli che le emozioni siano la causa [4, 5].
Dottore, ho sentito parlare anche della sindrome del cuore spezzato, è vera?
È un problema temporaneo del cuore, spesso scatenato da emozioni intense o da una malattia improvvisa, che può dare sintomi simili a quelli di un infarto [6]. Ne abbiamo parlato nella scheda “Esiste la sindrome del cuore spezzato?”. A differenza dell’infarto le arterie del cuore non sono ostruite, e la maggior parte delle persone migliora in fretta [6]. Colpisce più spesso le donne e le persone sopra i 50 anni [6].
Un’emozione forte non è però il fattore più frequente: in un grande registro internazionale uno stress emotivo precedeva la sindrome in poco più di un caso su quattro, mentre un fattore fisico (per esempio una malattia improvvisa o un intervento chirurgico) in più di un caso su tre [7]. Nei casi più gravi può dare complicanze serie, paragonabili a quelle dell’infarto [7], ma raramente può causare la morte [6].
Ma quindi, i film horror e le case stregate sono pericolosi per chi ha problemi di cuore?
Non lo sappiamo con certezza: gli studi a disposizione non hanno valutato questo rischio. Lo studio sulle attrazioni dell’orrore citato all’inizio misurava il battito, non le malattie [2], e i dati sulle partite di calcio riguardavano una tensione diversa dalla paura da film [4]. Sappiamo però che in quei dati l’aumento delle emergenze cardiache era più marcato in chi aveva già una malattia delle coronarie [4].
Chi ha una malattia del cuore nota, o ha dubbi, può parlarne con il proprio medico di medicina generale prima di esporsi a emozioni molto forti.
Dottore, quali sintomi non devo sottovalutare?
Un dolore o un peso al petto, anche se non sempre il dolore c’è, soprattutto nelle donne [8]. Nell’infarto il dolore al petto viene descritto come una sensazione di pressione, costrizione o pesantezza, che può estendersi a braccia, mandibola, collo o schiena [8]. Possono esserci anche respiro corto, sudorazione, vertigini, nausea o vomito.
Ne abbiamo parlato approfonditamente nella scheda “Conoscere i sintomi dell’infarto aumenta le probabilità di salvarsi?”.
Ma quindi, dottore, cosa fa davvero male al cuore?
Più di uno spavento isolato contano le abitudini di tutti i giorni [3, 9]. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità i principali fattori di rischio comportamentali sono una dieta non sana, l’inattività fisica, il fumo di tabacco e l’uso dannoso di alcol [9]. Anche lo stress che dura a lungo sembra avere un ruolo più importante di un singolo spavento [3], ma su questo gli studi sono difficili da confrontare e le prove che ridurlo protegga il cuore sono scarse [3].
Per qualsiasi dubbio sulla salute del proprio cuore, il consiglio è di parlarne con il proprio medico di medicina generale.
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