Il mal di gola ricorrente si cura con gli antibiotici?

13 Luglio 2018 di Fabio Ambrosino (Pensiero Scientifico Editore)

Conosciamo tutti i sintomi associati a un forte mal di gola: bruciore, arrossamento, gonfiore, ingrossamento dei linfonodi e altri ancora. Spesso, soprattutto se il problema si presenta con una certa frequenza, i medici tendono a prescrivere una terapia a base di antibiotici per tentare di risolverlo completamente. Ma questi farmaci sono veramente utili nel trattamento del mal di gola ricorrente? Una domanda, questa, molto importante in quanto è noto che un utilizzo inadeguato degli antibiotici contribuisce inutilmente al fenomeno della resistenza agli antibiotici, la quale può avere effetti negativi sulla nostra capacità futura di trattare le patologie infettive e di effettuare interventi chirurgici.

Da cosa è causato il mal di gola ricorrente?

In generale le infezioni della gola (spesso definite “mal di gola”, “faringiti” o “tonsilliti”, nei casi in cui riguardano principalmente le tonsille) sono caratterizzate da infiammazioni della mucosa della faringe, la gran parte delle quali (90%) tende a risolversi spontaneamente entro una settimana dall’esordio dei sintomi [1]. I principali agenti infettivi che possono scatenare un mal di gola sono batteri, virus e – anche se accade poco di frequente – funghi. La presenza di un virus rappresenta tuttavia la causa più comune, mentre un batterio (nella maggior parte dei casi lo Streptococco A) si rileva solo nel 5-20% dei casi [2, 3].

I mal di gola ricorrenti sono stati invece definiti in diversi modi [4]. Uno di questi è il cosiddetto “criterio Paradise”, adottato anche dall’American Academy of Otolaryngology & Head and Neck Surgery (AAO-HNS), il quale prevede una frequenza di sette episodi all’anno, di cinque episodi all’anno per due anni o di tre o più episodi all’anno per tre anni [5]. In altri casi, invece, il mal di gola viene considerato ricorrente semplicemente quando il paziente va incontro a tre episodi nel corso di un anno. Attualmente non sono però disponibili evidenze scientifiche relative alla storia naturale di questa condizione [6].

Gli antibiotici sono efficaci per il trattamento del mal di gola ricorrente?

La scelta del trattamento – tra antibiotici, analgesici, antiinfiammatori ecc. – dipende dalla causa sottostante il mal di gola. Tuttavia, anche se questa è riconducibile alla presenza di un agente batterico solo nel 5-20% dei casi, studi provenienti da diversi Paesi mostrano come una terapia antibiotica venga prescritta nel 30-75% dei casi [7,8]. Ciò suggerisce che gli antibiotici siano prescritti più spesso del necessario.

La loro somministrazione infatti si associa, nel trattamento del mal di gola acuto, a una lieve riduzione dei sintomi e a della probabilità di andare incontro a complicazioni [1]. Tuttavia, non è chiaro se l’impiego di farmaci antibiotici risulti efficace nel trattamento del mal di gola ricorrente. Per esempio, la sintesi di tutti gli studi pubblicati e giudicati di sufficiente affidabilità (revisione sistematica), condotta dalla Cochrane Collaboration nel 2015, è arrivata alla conclusione che “non ci sono evidenze a sufficienza per determinare l’efficacia di una terapia antibiotica per la prevenzione degli episodi di mal di gola ricorrente” sottolineando la necessità, data anche la diffusione di questo problema nella popolazione, di realizzare quanto prima degli studi clinici che mettano a confronto pazienti sottoposti a antibiotici con altri sottoposti a un placebo [6].

Prescrivere più antibiotici del necessario può avere effetti negativi?

Nella conclusione della revisione sistematica della Cochrane Collaboration qui sopra citata si legge che devono essere presi in considerazione i risultati degli effetti collaterali e dei costi della terapia antibiotica. Inoltre, come sottolineano gli stessi autori, un utilizzo frequente di questo genere di farmaci va a influire negativamente sul problema della resistenza agli antibiotici. L’abuso di antibiotici, infatti, contribuisce nel tempo alla comparsa di batteri geneticamente in grado di sfuggire alla loro azione. Questo, spiegano Julian Davies e Dorothy Davies, microbiologi della University of British Columbia, è un fenomeno particolarmente grave in quanto gli esseri umani dipendono ormai completamente da questo genere di farmaci: “I meccanismi di resistenza sono pandemici e determinano un problema finanziario per tutti i sistemi sanitari del mondo” [9]. È molto importante, quindi, che gli antibiotici vengano prescritti solo quando ci sono evidenze certe della loro efficacia e non siano disponibili strategie alternative.

Autore Fabio Ambrosino (Pensiero Scientifico Editore)

Fabio Ambrosino ha conseguito un master in Comunicazione della Scienza presso la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste. Dal 2016 lavora come Web Content Editor presso Il Pensiero Scientifico Editore/Think2it, dove collabora alla creazione di contenuti per siti di informazione e newsletter in ambito cardiologico. È particolarmente interessato allo studio delle opportunità e delle sfide legate all’utilizzo dei social media in medicina.
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