Gli integratori curano il dolore nell’endometriosi?

27 Marzo 2026 di Roberta Villa

Modello anatomico dell’utero con ovaie e tube di Falloppio, rappresentazione dell’endometriosi e delle aree colpiteL’endometriosi si verifica quando frammenti di tessuto simile all’endometrio, ovvero il tessuto che ricopre la parete interna dell’utero, si ritrovano in altre sedi, come l’ovaio, le tube di Falloppio, più raramente il peritoneo o l’intestino [1]. Ciò provoca una sintomatologia dolorosa che nei casi più lievi è controllata con i farmaci antinfiammatori o con terapie ormonali, ma che talvolta richiede l’intervento del chirurgo. Le linee guida delle principali società scientifiche europee e italiane non prevedono invece l’uso di integratori alimentari [2, 3, 4].

È una condizione frequente, che, in Italia, si stima interessi quasi 2 milioni di donne in età fertile, ma è verosimile che in molti casi non sia riconosciuta, dal momento che in media ci vogliono circa 7 anni prima che si arrivi a una diagnosi [5].

Il suo sintomo più comune e debilitante è il dolore pelvico cronico, che si può accentuare durante i rapporti sessuali fino a renderli impossibili (dispareunia) e soprattutto durante il periodo mestruale (dismenorrea). Questi disturbi possono creare nei casi più gravi quel fenomeno che viene definito “catastrofizzazione del dolore”, cioè una reazione cognitiva ed emotiva al disturbo per cui si pensa al sintomo anche quando non c’è, quasi anticipandolo, e si ha la percezione che non debba finire mai. Tutto ciò ha ovviamente un importante impatto sulla qualità di vita della paziente, soprattutto quando si tratta di una ragazza giovane o adolescente.

Ricordiamo inoltre che non esiste una “dieta che cura l’endometriosi”.

Dottore, ma quali integratori sono stati studiati per questa condizione?

Donna con dolore addominale sdraiata sul divano, sintomi del dolore pelvico cronico nell’endometriosiNel tempo sono stati effettuati moltissimi studi che hanno messo alla prova vari tipi di integratori alimentari alla ricerca di una soluzione, o almeno di un sintomatico, per una condizione dolorosa che ha un importante impatto sulla qualità di vita di chi ne è affetto.

La ricerca si è concentrata sulla possibile azione antinfiammatoria di miscele contenenti N-acetil-cisteina o prodotti a base di vitamine antiossidanti, come la vitamina C, vitamina E e vitamina D, nelle sue diverse forme. Alcuni di questi studi riferiscono un miglioramento del dolore ottenuto con questi trattamenti, ma il numero ristretto di donne coinvolte, l’assenza di un confronto con il placebo, altri aspetti metodologici della ricerca o la qualità della rivista su cui questi lavori sono stati pubblicati non permettono di considerare definitivi i loro risultati [6 – 9].

In una ricerca condotta negli Stati Uniti somministrando a una settantina di adolescenti con endometriosi vitamina D3, olio di pesce o un placebo non distinguibile dai prodotti attivi, nemmeno da parte di chi valutava i risultati, è stato osservato in tutte le partecipanti un miglioramento del dolore, senza però differenze significative tra chi era stata assegnata a un integratore o a un placebo [10].

Infine, un gruppo di ricercatori dell’Ospedale Policlinico e dell’Università Statale di Milano ha esaminato con criteri rigorosi una serie di studi che mettevano a confronto con placebo vari integratori, compresi alcuni di quelli citati sopra e altri a base di aglio, curcuma o melatonina. La loro conclusione è stata che al momento non esistono prove convincenti dell’efficacia di questi prodotti sul dolore da endometriosi. È bene quindi tenerne conto, anche in relazione al loro costo.

Dottore, ma è vero che i supplementi di magnesio invece possono servire?

Mano che tiene capsule di integratori con bicchiere d’acqua, uso di supplementi per il dolore da endometriosiIntegratori a base di magnesio sono spesso prescritti per la sindrome premestruale e per altri disturbi di natura ginecologica, come l’endometriosi, per la capacità di questo elemento di rilassare la muscolatura liscia, nel caso specifico quelle dell’utero e delle tube di Falloppio.
Una ricerca della letteratura scientifica, tuttavia, non mostra studi clinici a supporto di questa pratica così diffusa.

Se ne fa solo un breve cenno in uno studio scozzese dell’Università di Edimburgo, pubblicato nel 2025, in cui più di 2.000 pazienti con una diagnosi confermata di endometriosi hanno risposto a un’indagine online su quali interventi dietetici o integratori adottassero per controllare la sintomatologia dolorosa, e con quale esito. Di queste, circa 1.400 hanno provato a prendere vari supplementi, con la percezione di un miglioramento riferita solo da 4 donne su 10. Tra le oltre 800 che avevano assunto magnesio, meno di un terzo riferiva di averne tratto beneficio [13].

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Autore Roberta Villa

Giornalista pubblicista laureata in medicina, Roberta Villa ha collaborato per più di vent’anni con le pagine di Salute del Corriere della Sera e con molte altre testate cartacee e online, italiane e internazionali. Negli ultimi anni ha approfondito il tema delle vaccinazioni, soprattutto per quanto riguarda il ruolo della comunicazione, anche in risposta a bufale e fake news. Sul tema della comunicazione della scienza è attualmente impegnata nel progetto europeo QUEST come research fellow dell’Università di Ca’Foscari a Venezia. Insieme ad Antonino Michienzi è autrice dell’e-book “Acqua sporca” (2014), un’inchiesta sul caso Stamina disponibile gratuitamente online. Ha scritto “Vaccini. Il diritto di non avere paura” (2017), distribuito in una prima edizione con il Corriere della Sera e in una seconda (2019) per il Pensiero scientifico editore. È molto attiva sui social network (Youtube, Instagram, Facebook) su cui sta sperimentando un approccio semplice e confidenziale alla divulgazione.
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