Sui social sono diffusissimi i video che mostrano gli “otto movimenti” del Qi Gong, una forma di ginnastica cinese tradizionale caratterizzata da esercizi lenti, semplici e alla portata di tutti. Bastano pochi minuti, un piccolo spazio in casa e nessun attrezzo: una combinazione che ha contribuito alla popolarità di questa ginnastica, prima in Cina e poi anche in Occidente.
A rendere ancora più attraente il Qi Gong sono le promesse diffuse online: secondo molti divulgatori, infatti, questi esercizi potrebbero contribuire a ridurre stress e sedentarietà, ma anche a ridurre l’ipertensione. Il Qi Gong e il Tai Chi possono davvero offrire benefici per la salute? E ci sono rischi nella loro pratica?
Dottore, cosa si intende per ginnastica cinese?
In questa generica categoria sono incluse diverse pratiche tradizionali nate quasi mille anni fa in Cina. In realtà, molto spesso non si tratta soltanto di ginnastica: sono attività che, oltre all’impegno del fisico, comprendono esercizi di respirazione e, talvolta, meditazione.
Le tipologie più diffuse in Occidente sono il Tai Chi (noto anche come Tai Chi Chuan) e, più recentemente, il Qi Gong. Quest’ultimo sta spopolando sui social, sul cinese TikTok in particolare, dove vengono diffusi brevi video che illustrano i movimenti previsti.
A sua volta, il Qi Gong prevede stili diversi [1]:
- Baduanjin: lo stile più noto, è un esercizio aerobico di bassa intensità, diviso in otto movimenti che combinano stretching e respirazione;
- Guolin: popolare anche come “camminata cinese” o “camminata della salute”, prevede passi accompagnati da movimenti delle braccia e torsioni del bacino;
- Dantian: prevede esercizi di mobilità e respirazione controllata.
In tutti i casi, i divulgatori di queste attività fisiche ne assicurano l’efficacia nel contrastare la sedentarietà e lo stress. Il vantaggio della ginnastica cinese, e il motivo del suo successo, è la semplicità. Non occorre, infatti, iscriversi in palestra o utilizzare attrezzi: basta avere un piccolo spazio, in casa o all’aperto, e 10-15 minuti liberi.
Altrettanto allettante è l’obiettivo di questi esercizi che, secondo i promotori, promettono di ottenere un equilibrio tra corpo e mente [2].
Dottore, il Qi Gong è simile al Tai Chi?
Pur condividendo molti principi, Tai Chi e Qi Gong non sono la stessa cosa. Il Tai Chi nasce come arte marziale, mentre il Qi Gong comprende un insieme molto più ampio di esercizi finalizzati al benessere psicofisico. Entrambi prevedono movimenti lenti e controllati, coordinati con la respirazione e sono oggi praticati soprattutto come attività fisica non competitiva e a bassa intensità. Lo scopo principale sembra essere, infatti, la promozione di uno stile di vita attivo, come forma di prevenzione contro alcune malattie (come quelle cardiovascolari, il diabete, l’obesità) [3].
Come la ginnastica dolce o lo yoga, il Tai Chi è inserito dal Ministero della Salute tra le attività per migliorare l’equilibrio, la flessibilità, la forza, ed è adatto anche ai pazienti oncologici [4]. Ne abbiamo parlato proprio in relazione all’esercizio fisico dedicato alla terza età.
Né il Qi Gong né il Tai Chi sono però pratiche mediche. Entrambi derivano dalla medicina tradizionale cinese, che comprende anche interventi come l’agopuntura e la coppettazione. Queste pratiche, quando vengono utilizzate, possono affiancare le cure convenzionali, ma non devono sostituire i trattamenti raccomandati dalle linee guida.
Allora, perché si parla molto del Qi Gong come rimedio contro la pressione alta?
Negli ultimi mesi ha avuto molta risonanza uno studio pubblicato sulla rivista dell’American College of Cardiology. Il lavoro suggerisce che il Baduanjin, se praticato con regolarità, possa contribuire a ridurre la pressione arteriosa. Dopo tre mesi, i partecipanti che lo praticavano avevano una pressione più bassa rispetto al gruppo di controllo e il beneficio è rimasto evidente anche a un anno. Si tratta di risultati interessanti, ma i benefici osservati sono risultati paragonabili a quelli della camminata veloce. Lo studio, quindi, non dimostra che il Baduanjin sia più efficace di altre forme di attività fisica né che possa sostituire i farmaci o le modifiche dello stile di vita raccomandate per trattare l’ipertensione lieve [5].
Per valutare se il Qi Gong possa davvero prevenire le malattie cardiovascolari è utile guardare alle revisioni sistematiche, che sintetizzano i risultati di tutti gli studi disponibili. Una revisione Cochrane del 2015 ha osservato alcuni possibili benefici sulla pressione arteriosa e sui livelli di colesterolo. Tuttavia, gli autori hanno giudicato le prove molto limitate o di bassa qualità [1].
Analoghe considerazioni si possono fare sul Tai Chi come esercizio utile alla prevenzione del rischio cardiovascolare. Non esistono studi a lungo termine e abbastanza solidi per dimostrare una riduzione di infarti, ictus o mortalità cardiovascolare [6].
Dottore, ci sono invece rischi nella pratica del Qi Gong?
Dal punto di vista fisico, il Qi Gong è considerato un’attività a basso rischio. Gli studi disponibili non hanno evidenziato effetti indesiderati gravi e, proprio per la sua bassa intensità, può essere praticato anche da anziani e persone con malattie croniche, purché gli esercizi siano adattati alle condizioni della persona. In alcuni casi possono comparire disturbi lievi e transitori, come indolenzimento muscolare o mal di testa, soprattutto nelle persone che soffrono già di dolori cervicali o muscoloscheletrici.
Come per qualunque attività fisica, è opportuno iniziare gradualmente e chiedere consiglio al proprio medico, soprattutto in presenza di condizioni che richiedono di limitare gli sforzi. Lo stesso vale in gravidanza: le informazioni sulla sicurezza del Qi Gong per le donne incinte sono ancora limitate [3,4].
Il rischio principale non deriva dagli esercizi in sé, ma da come vengono presentati, per esempio sui social. Potrebbe infatti essere pericoloso pensare che questa ginnastica possa sostituire terapie farmacologiche necessarie o controlli medici.
Se il Qi Gong aiuta una persona sedentaria a praticare con regolarità attività fisica, è già un risultato importante.
Tuttavia, per ridurre il rischio cardiovascolare rimangono fondamentali le strategie raccomandate dalle linee guida: seguire un’alimentazione equilibrata, svolgere regolarmente attività fisica, non fumare, limitare il consumo di alcol e, quando necessario, seguire le terapie prescritte dal medico [7].
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