Gianluigi Spata – Informare correttamente il cittadino sui rischi di reperire informazioni sanitarie online

9 febbraio 2018 di Redazione

Nella prevenzione primaria e secondaria delle principali patologie, in particolare quelle croniche, ruolo fondamentale è costituito dall’adozione di corretti  stili di vita.

Le malattie croniche (malattie cardiovascolari, bronchite cronica, diabete, tumori, ecc) sono in costante crescita in Italia e nel mondo e causa di aumentate disabilità e mortalità; dagli ultimi dati diffusi dall’OMS circa 40 milioni di persone all’anno muoiono nel mondo per malattie croniche e al primo posto tra le cause ci sono le malattie cardiovascolari, seguite dai tumori, dalle malattie respiratorie e dal diabete.

In uno scenario così preoccupante è bene quindi ricordare che al fianco della terapia farmacologica tradizionale assume un ruolo molto importante adottare una serie di misure comportamentali come l’abolizione del fumo, un moderato consumo di alcool, l’attività fisica e una corretta alimentazione.

Purtroppo proprio l’alimentazione è il campo dove maggiormente si reperiscono informazioni scorrette e non scientificamente provate che arrivano a costituire, in alcune situazioni, un pericolo per la salute del cittadino.

Parto dalla premessa che la dieta mediterranea (dal greco “diaita”, stile di vita)  è quella che garantisce i migliori successi sia in termini di salute che di prevenzione e proprio per questo  il 16 novembre del 2010, a Nairobi, è stata riconosciuta dal Comitato Intergovernativo patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO con questa motivazione:

“La dieta mediterranea rappresenta un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, alle colture, la raccolta, la pesca, conservazione, trasformazione, preparazione e, in particolare, il consumo di cibo.  La dieta mediterranea è caratterizzata da un modello nutrizionale che è rimasto costante nel tempo e nello spazio, che consiste principalmente di olio di oliva, cereali, frutta fresca o secca e verdure, una moderata quantità di pesce, latticini e carne, condimenti e spezie molti, tutti accompagnato da vino, sempre rispettando le convinzioni di ogni comunità.”

Purtroppo le bufale sul cibo sono tantissime e trovano in Internet un amplificatore micidiale delle notizie più svariate, arrivando a portare alla diffusione di consigli dietetici molto pericolosi per la salute del cittadino.

In modo particolare moltissime patologie sono erroneamente ricondotte ad allergie o intolleranze alimentari (obesità, sovrappeso, disturbi gastroenterici e dermatologici e così via) e quindi abbondano consigli a diete di esclusione (le più gettonate quelle prive di glutine) che potrebbero provocare anche deficit nutrizionali importanti, soprattutto se adottati in età pediatrica o in pazienti che sono affetti anche da patologie croniche. Per non parlare dei test diagnostici per le intolleranze alimentari in vivo (vega test, biorisonanza, pulse test, test del capello, dria test, test kinesiologico, iridologia ecc.) o in vitro, su sangue venoso o capillare (test di citotossicità) che sono pubblicizzati e utilizzati da anni ma che in realtà non hanno mai dimostrato, in studi scientifici controllati, la loro attendibilità e riproducibilità.

L’alimentazione, e quindi la dieta, è a tutti gli effetti una terapia e come tale deve essere prescritta da un medico, l’unico che dopo un’attenta valutazione clinica e una corretta anamnesi alimentare, completata da mezzi diagnostici validati, può decidere quale programma alimentare prescrivere al proprio paziente.

È quindi opportuno che il cittadino sia informato adeguatamente sul rischio che può correre utilizzando informazioni non scientifiche e fuorvianti, anche se apparentemente affascinanti e di semplice utilizzo, che trova pubblicizzate su siti o canali non scientificamente attendibili. Il sito “dottoremaveroche” della FNOMCeO  è  aperto a tutti coloro che vogliono risposte serie a qualsiasi quesito medico, in contrapposizione a tutte quelle notizie false  definite “fake news”.

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