8 giugno 2018 di Ulrike Schmidleithner

Due immunità a confronto: naturale vs. naturale

È proprio così, l’immunità è sempre una reazione naturale nei confronti degli antigeni con cui il nostro sistema immunitario viene a contatto. Un antigene è una sostanza capace di sollecitare una risposta immunitaria dopo essere stata riconosciuta dalle cellule del sistema immunitario. Questa risposta determina la produzione di anticorpi specifici che, in caso di secondo contatto con l’antigene, lo bloccheranno rapidamente grazie a un meccanismo di tipo chiave-serratura. Non importa da dove arrivano. Possono entrare nell’organismo dal naso, attraverso l’aria che respiriamo, dalla bocca, con quello che mangiamo o beviamo, oppure da una ferita, sia da quelle importanti che da quelle trascurabili.

Le vaccinazioni che si somministrano con una siringa possono essere classificate come “ferite quasi impercettibili”. Al contrario delle ferite accidentali che avvengono quando uno meno se l’aspetta, spesso in un contesto non igienico, la vaccinazione, che ha lo scopo di presentare al sistema immunitario specifici antigeni, avviene in modo controllato. Gli antigeni altamente purificati vengono selezionati con grande cura e il tutto si svolge in condizioni perfettamente igieniche dopo un’accurata anamnesi del paziente.

Se un bambino si ferisce accidentalmente non c’è nessuno che si prende cura della dose o del tipo di antigeni che entrano nel suo corpo attraverso la ferita, e nessuno che fa un’anamnesi per vedere se è nelle migliori condizioni di salute per fronteggiare quella moltitudine di antigeni.

Verosimilmente, infatti, gli antigeni con cui verrà a contatto a causa della ferita potranno essere svariati milioni, visto che ogni singolo batterio è composto da circa 3000 antigeni e che un grammo di terriccio contiene da 6.400 a 38.000 specie di batteri.

Un numero di antigeni inimmaginabile! Svariati milioni in confronto ai soli 23 che si trovano, per esempio, nell’esavalente.

Quando un bambino, dopo essersi sbucciato la pelle delicata con la corteccia di un albero, corre piangendo dalla mamma e le fa vedere dove si è fatto male, lei gli lava la ferita e la disinfetta. La madre, a meno che non sia una persona particolarmente apprensiva, non tremerà dalla paura che il sistema immunitario del suo piccino sia compromesso per il resto della vita per qualche oscuro sbilanciamento di cui ha letto su Internet. Non avrà paura che suo figlio sviluppi presto un’allergia o una malattia autoimmune. Mette semplicemente un cerotto e poi torna alle sue attività. Non fonda gruppi di protesta contro le cortecce chiedendo al sindaco di far togliere dal parco tutti gli alberi. Se il suo bambino è stato vaccinato contro il tetano, non ha niente da temere. A proposito, il vaccino antitetanico contiene un (1) solo antigene.

Per una strana avversione che alcuni hanno contro qualcosa che non viene provocato dal caso ma dalla volontà precisa di un essere umano, ci sono genitori che non battono ciglio se vedono il figlio ruzzolare nel prato e salire sugli alberi ma provano un’inspiegabile ansia se devono portarlo all’ambulatorio vaccinale. Per loro è meglio una ferita provocata dalla sporca corteccia di un albero che una puntura con cui si imita in modo elegante e in condizioni altamente controllate quello che in natura succede in continuazione.

Si fidano della natura, forse a causa del fatto che non si può sospettare che abbia secondi fini, mentre non si fidano del prossimo perché effettivamente una persona può avere cattive intenzioni. Infatti, qualunque persona potrebbe teoricamente essere malintenzionata. Ma è assurdo estrapolare questa possibilità bollando l’intera categoria alla quale appartiene un singolo malintenzionato. Il razzismo si basa proprio su questo tipo di cieco pregiudizio e deplorevole ingiustizia.

Il concetto di immunità artificiale non ha alcun senso. Se ci si vuole liberare da paure infondate, spesso basta riflettere con calma e guardare le cose con semplicità, senza farsi tirare da una parte o dall’altra. L’amore che sentiamo per i nostri figli dovrebbe bastare come motivazione per usare il raziocinio e prendere la decisione che meglio salvaguarda la loro salute.

L’immunità indotta dalle vaccinazioni ha delle implicazioni sulla durata della protezione, proprio a causa della loro straordinaria purezza che riduce il rischio di reazioni spiacevoli. Su questo scriverò in un’altra occasione.

Ulrike Schmidleithner

Autore Ulrike Schmidleithner

Una mamma che segue dall’inizio del 2002 con grande passione la questione vaccini. In tutti questi anni ha approfondito ogni aspetto di questo tema. Conosce praticamente tutti gli argomenti usati dalle persone contrarie alle vaccinazioni. Ha controllato accuratamente ciascuno di questi assunti e ha scritto moltissimi articoli sul suo blog Vaccinar...SI’! e sulla pagina Facebook omonima, per spiegare in modo pacato e comprensibile anche a chi non ha studiato medicina come stanno realmente le cose secondo il parere della comunità scientifica. Ha sempre fatto controllare i suoi articoli da uno o più esperti per assicurare la correttezza scientifica, che è indispensabile per un tema così importante. Sul nostro sito cura “La rubrica della mamma” in cui si rivolge ai genitori stando al loro fianco.
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