10 Febbraio 2018 di Ulrike Schmidleithner

Dedicato ai bambini

Dedico il primo articolo della “Rubrica della Mamma” ai bambini, che sono la parte più importante e allo stesso tempo più vulnerabile della società.

Loro sono completamente nelle nostre mani e abbiamo una responsabilità enorme nei loro confronti. Non è accettabile che vengano sacrificati sull’altare dell’ignoranza!  

Ognuno di noi può contribuire a proteggerli dai pericoli. A volte succede che siano i genitori stessi a mettere a repentaglio la loro salute e addirittura la loro vita. Anche se lo fanno con le migliori intenzioni, rimane il fatto che espongono i propri figli a gravi rischi. Rimandare, distanziare o addirittura evitare alcune o tutte le vaccinazioni è decisamente un modo per ridurre le probabilità che i figli arrivino sani e salvi all’età adulta. In questa rubrica cercherò di dimostrarlo con tanti esempi concreti.

Sono una mamma che non ha studiato medicina, ma che ha scelto di fidarsi della Scienza, più che dei singoli scienziati che, come tutti gli esseri umani, possono sbagliare. Se uno scienziato e addirittura dei premi Nobel possono cadere in errore e correre dietro ad un’idea strampalata, a maggior ragione noi genitori dobbiamo essere consapevoli che la nostra semplice opinione vale molto poco, se non è sostenuta da solide prove scientifiche. Le vaccinazioni sono un tema estremamente complesso, non è affatto semplice per un non-esperto separare il grano dal loglio. Anch’io non faccio parte degli esperti, ma sono comunque quasi 16 anni che studio molto attentamente quello che i movimenti antivaccinali combinano. Conosco molto bene le loro tattiche e trappole che in fondo non sono tanto diverse da quelle usate nel diciannovesimo secolo.

A scanso di equivoci, le critiche e le proteste sono benvenute: senza di loro forse vivremmo ancora nelle caverne. È bene che ci siano persone che spulciano tutte le affermazioni. Ma dev’essere fatto con cognizione di causa. La Scienza stessa progredisce non solo perché gli scienziati scoprono cose nuove, ma anche perché tanti altri scienziati le mettono alla prova, sempre usando il metodo scientifico. Solo così si ha la conferma della validità delle nuove conoscenze.

Se per esempio uno scienziato pensa di aver scoperto qualcosa e pubblica uno studio basato su 12 bambini affetti dalla malattia X non c’è niente di male, succede tutti i giorni. Ma se poi, invece di aspettare con umiltà che gli altri scienziati facciano le pulci alla sua ricerca, e accettare i risultati di altri studi di qualità molto migliore, racconta al mondo intero le proprie conclusioni e le spaccia per fatti accertati, allora non va più bene. La Scienza non funziona così: questo comportamento somiglia di più a quello del Signor Itarocchi Nonmentono, mago di qualche canale TV privato, che si affaccia nei nostri soggiorni.

Questi scienziati-maghi non accettano che li si contraddica e recitano (con successo) la parte della vittima del “sistema”, perseguitati ingiustamente dalla comunità scientifica che vuole a tutti i costi impedire alla verità di venire alla luce.  

Disgraziatamente ci sono genitori che dopo aver saputo delle “scoperte sensazionali” del mago di turno si spaventano e cercano conferme di queste notizie. Se uno cerca le conferme di qualunque informazione, anche delle più assurde, le trova, soprattutto navigando su Internet. Dopo pochissimo tempo si ritrova iscritto a uno dei numerosi gruppi di genitori che hanno percorso più o meno la stessa strada. A questo punto è facile venire infettati dallo spirito generale di quelle congregazioni virtuali. Ogni messaggio e ogni commento conferma e consolida il sospetto iniziale, che presto diventerà una certezza. “Finalmente ho aperto gli occhi!” è un’espressione che ho letto tante volte. Ma allo stesso tempo comincia anche l’ansia, che diventa un leitmotiv. Per placarla è necessario continuare a rimanere in questi gruppi per trovare la forza di resistere alle critiche dei parenti e degli amici. Tante persone insicure che si rassicurano a vicenda.

I bambini sono troppo preziosi per affidare la loro salute al primo che capita e che attribuisce la convinzione dell’intera comunità scientifica della bontà delle vaccinazioni a un complotto mondiale, denigrando a raffica tutti i medici che raccomandano le vaccinazioni. Anche senza sapere nulla sul tema vaccini e vaccinazioni, basta la sola logica per capire che tra le due possibilità è molto più verosimile che sia sbagliato un costrutto che si reggerebbe in piedi soltanto se veramente esistesse un complotto che dura da più di duecento anni e di cui fanno parte milioni di medici e scienziati in tutto il mondo. Inoltre, non sarebbe affatto un buon affare, per chi produce i vaccini, dover pagare il silenzio a vita a così tanta gente.

Nella rubrica della mamma condividerò con voi i tanti dati raccolti, la mia esperienza decennale con le persone che guardano le vaccinazioni con sospetto, e le mie riflessioni su questo importante e difficile tema. Sono dalla parte di tutti i bambini e di tutti i genitori, e credo che la cosa migliore sia concentrarsi sulle cose che ci accomunano: vogliamo il bene dei nostri figli. Scoprire quale sia realmente la cosa migliore per la loro salute è un nostro dovere e un loro diritto.

Ulrike Schmidleithner

Autore Ulrike Schmidleithner

Una mamma che segue dall’inizio del 2002 con grande passione la questione vaccini. In tutti questi anni ha approfondito ogni aspetto di questo tema. Conosce praticamente tutti gli argomenti usati dalle persone contrarie alle vaccinazioni. Ha controllato accuratamente ciascuno di questi assunti e ha scritto moltissimi articoli sul suo blog Vaccinar...SI’! e sulla pagina Facebook omonima, per spiegare in modo pacato e comprensibile anche a chi non ha studiato medicina come stanno realmente le cose secondo il parere della comunità scientifica. Ha sempre fatto controllare i suoi articoli da uno o più esperti per assicurare la correttezza scientifica, che è indispensabile per un tema così importante. Sul nostro sito cura “La rubrica della mamma” in cui si rivolge ai genitori stando al loro fianco.
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