6 luglio 2018 di Ulrike Schmidleithner

C’era una volta: di fiabe e bufale

Le fiabe sono un prezioso genere letterario che con poche pennellate evoca, con suggestive analogie, situazioni della vita reale. Come le bufale fanno ricorso alla fantasia, ma a parte questo hanno poco in comune. Le fiabe sono un arricchimento culturale, le bufale una piaga, frutto di analfabetismo culturale.

Le fiabe insegnano a separare la fantasia dalla realtà. Con frasi semplici, ma allo stesso tempo ricche di significati, rispecchiano le nostre esperienze di vita. All’inizio di molte fiabe si presenta un problema o un forte desiderio che spinge il protagonista ad affrontare una sfida. Anche se la vicenda è ambientata in un luogo di fantasia, dove le leggi della natura non sempre valgono, questi racconti sono strutturati seguendo comunque delle regole intrinseche. Le fiabe mettono ordine nelle cose, separano in modo netto il giusto dallo sbagliato, il bello dal brutto, il buono dal cattivo. Le bufale invece sono soltanto la loro brutta copia. Non ci aiutano a separare la fantasia dalla realtà ma, al contrario, vogliono sostituirsi a quest’ultima. Le bufale partono da fatti reali ma li capovolgono, creando il caos. Lo sbagliato prende il posto del giusto, il brutto quello del bello e il cattivo quello del buono. Così come le fiabe arricchiscono la nostra vita, le bufale la appiattiscono. Sfruttano le nostre debolezze, al contrario delle fiabe che ci aiutano a riconoscerle e stimolano la parte migliore di noi.

Un tema ricorrente nelle fiabe sono le analogie che mettono in guardia proprio dalle falsità. I personaggi che le popolano vengono messi alla prova. La grettezza, l’avidità, la pigrizia e l’egoismo portano verso la strada della rovina mentre l’amore per la verità, la generosità, la diligenza e l’altruismo aiutano a trovare il sentiero giusto e a non cadere nelle trappole che ci vengono tese.

In molte fiabe i personaggi incontrano lungo il loro cammino qualche saggio consigliere che possiede la chiave per un futuro migliore. Soltanto chi interagisce con questi messaggeri in modo corretto viene alla fine premiato perché, grazie alle loro indicazioni, trova la strada che porta al lieto fine. Gli altri fanno invece una brutta fine, per esempio trasformandosi in pietra.

Anche le bufale attingono alla fantasia e questo le fa somigliare un po’ alle fiabe. Ma il loro unico scopo è trarre in inganno le persone, mettendo in pericolo la loro felicità o addirittura la salute e, in casi estremi, la vita. Vengono seminate da gente ignobile, senza scrupoli o semplicemente molto ignorante. Anche se chi crede alle bufale non si trasforma in pietra, questa analogia simboleggia i rischi che corre chi non riesce a separare il grano dal loglio.

Tradotto nella realtà, le fiabe rappresentano gli eventi della vita di tutti noi, ogni volta che ci troviamo davanti a un dubbio o a una sfida e dobbiamo prendere delle decisioni, scegliendo di quali consiglieri fidarci o quale informazione considerare corretta. Il mondo è pieno di insidie e di personaggi di dubbia moralità che cercano di ingannarci per trarne un profitto personale. Se teniamo alla nostra sicurezza dobbiamo verificare quello che ci dicono, soprattutto se le loro affermazioni sono proprio quello che speravamo di sentire. Dobbiamo imparare a riconoscere i ciarlatani e le loro tattiche, per poterli smascherare. La pigrizia mentale può costarci molto cara e quando si tratta della salute potrebbe avere conseguenze molto gravi, paragonabile alla pietrificazione simbolica delle fiabe.

Ovviamente la fantasia non è scienza, ma storie emozionanti e analogie azzeccate possono diventare un prezioso alleato nel tentativo di spiegare concetti complessi e farli diventare patrimonio comune.

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Ulrike Schmidleithner

Autore Ulrike Schmidleithner

Una mamma che segue dall’inizio del 2002 con grande passione la questione vaccini. In tutti questi anni ha approfondito ogni aspetto di questo tema. Conosce praticamente tutti gli argomenti usati dalle persone contrarie alle vaccinazioni. Ha controllato accuratamente ciascuno di questi assunti e ha scritto moltissimi articoli sul suo blog Vaccinar...SI’! e sulla pagina Facebook omonima, per spiegare in modo pacato e comprensibile anche a chi non ha studiato medicina come stanno realmente le cose secondo il parere della comunità scientifica. Ha sempre fatto controllare i suoi articoli da uno o più esperti per assicurare la correttezza scientifica, che è indispensabile per un tema così importante. Sul nostro sito cura “La rubrica della mamma” in cui si rivolge ai genitori stando al loro fianco.
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