16 Marzo 2018 di Ulrike Schmidleithner

Agatha Christie e la rosolia

Probabilmente conoscete il giallo Assassinio allo specchio di Agatha Christie, pubblicato nel 1962.

Nell’ultimo capitolo si viene a sapere che tutta la vicenda è cominciata con l’incontro di due donne che non si erano mai viste prima. Una è una famosa attrice mentre l’altra una sua giovane ammiratrice.

Nessuna delle due poteva sapere in quel momento che quei pochi minuti avrebbero cambiato per sempre le loro vite. Marina Gregg, l’attrice, era nel primo trimestre di gravidanza, Heather Badcock, la sua ammiratrice, aveva la rosolia. Sarebbe dovuta rimanere a casa ma ci teneva troppo a vedere Marina Gregg, perciò si è alzata dal letto, ha nascosto i segni della malattia, truccandosi per bene, ed è andata a quell’evento. Si sono parlate per almeno tre minuti, Marina ha dato all’emozionatissima Heather un autografo, naturalmente senza sospettare di essere stata infettata, in quei pochi attimi, dal virus della rosolia, e che il bambino che stava aspettando sarebbe nato con un grave ritardo mentale a causa della rosolia congenita. Il vaccino non esisteva ancora.

Naturalmente, come in quasi tutti i libri gialli, la storia del contagio viene svelata solo nelle ultime pagine del libro.

Nel primo capitolo c’è però un passaggio sul quale Vi invito a riflettere perché ci riguarda tutti, oggi più che mai.

Miss Marple incontra casualmente Heather Badcock e questa le racconta del suo incontro nel lontano passato con Marina Gregg.

Riporto questo passaggio dalla traduzione di Oscar Mondadori:

Heather: “La più grande gioia della mia vita la provai quando seppi che Marina Gregg avrebbe partecipato, come ospite d’onore, a un grande spettacolo organizzato per i feriti dell’ospedale militare di St. John nell’isola di Bermuda. Ero emozionatissima, ma quando giunse il gran giorno, mi venne la febbre e il medico mi disse che non dovevo muovermi. Io, però, non volli rinunciare. Non stavo molto male, perciò mi alzai dal letto, mi truccai bene il viso e andai ugualmente allo spettacolo. Fui presentata a Marina Gregg, e lei, dopo avermi parlato per almeno tre minuti, mi diede l’autografo. Fu un’esperienza meravigliosa. Non dimenticherò mai quel giorno.”

Miss Marple la guardava fissamente. “Spero che non abbia avuto… spiacevoli conseguenze” disse in tono sollecito.

Heather Badcock rise: “No, nel modo più assoluto. Io sono convinta di questo: se si desidera fortemente una cosa, bisogna correre dei rischi.”

Ecco, per lei – almeno fino a quel momento – non ci sono state spiacevoli conseguenze. È guarita, la sua vita è continuata, si è sposata, ha messo su casa, era una donna serena. Una malattia da niente, da dimenticare o, nel caso di Heather, da raccontare orgogliosamente in tutte le occasioni. Ma ad altri invece ha rovinato la vita!

Poi, anni dopo, sono arrivate le conseguenze anche per lei, perché è stata assassinata da Marina Gregg quando questa ha saputo che cosa era successo anni prima. Ovvio che questo finale è troppo “da libro giallo” e lontano dalla vita reale. Però il resto del racconto è fin troppo realistico.

Purtroppo sentiamo tutti i giorni di persone che non pensano alle conseguenze della loro “decisione” di non vaccinare se stessi o i figli contro il morbillo e la rosolia. Quelli che dicono: “Io e tutti i miei compagni di scuola abbiamo avuto il morbillo e siamo vivi e vegeti”. Ma chi ha subito gravi conseguenze è stato infettato per forza da qualcuno. E a questo qualcuno a sua volta è stato trasmesso il virus da qualcun altro. Ecco, “Qualcuno” e “Qualcun Altro” stanno bene e forse si vantano anche. Come Heather nel giallo di Agatha Christie con la sua decisione di andare da malata tra la gente, pensando solo al proprio sciocco desiderio di vedere una famosa attrice. Lei rappresenta un po’ quelli che scelgono di non vaccinare.

Ecco, in Italia in questo momento ci sono purtroppo tante Heather Badcock e tante Marina Gregg. Non so tra i più di 5000 casi di morbillo (e 6 decessi) segnalati dal 1 gennaio 2017 al 31 gennaio 2018 (e in aggiunta tutti quei casi che non vengono segnalati) chi rappresenti l’una o l’altra categoria. Intanto il 6% dei casi segnalati aveva meno di un anno e non poteva ancora essere vaccinato, quindi questi sono sicuramente Marina. Poi ci sono tra i casi più di 300 operatori sanitari ed è una vergogna che ci siano tutti questi Heather tra di loro.

Chi ci tiene alla salute propria e di tutti quelli che lo circondano dovrebbe parlare con un medico (bisogna specificare: un medico che sia aggiornato sul tema vaccini) e – se non ha le prove certe dell’immunità per tutte e tre le malattie (morbillo, parotite e rosolia) – far vaccinare con due dosi di MPR se stesso e i propri figli, a meno che non ci sia una vera controindicazione medica.

Dopo che mi è venuta l’idea di citare il giallo di Agatha Christie, sono andata nel garage per cercare il libro e il passaggio che ho citato. Così il libro si è svegliato da molti anni di sonno per dare il suo umile contributo alla causa contro la pericolosa ignoranza che viene spacciata per “libertà di scegliere”.

Bibliografia

Ulrike Schmidleithner

Autore Ulrike Schmidleithner

Una mamma che segue dall’inizio del 2002 con grande passione la questione vaccini. In tutti questi anni ha approfondito ogni aspetto di questo tema. Conosce praticamente tutti gli argomenti usati dalle persone contrarie alle vaccinazioni. Ha controllato accuratamente ciascuno di questi assunti e ha scritto moltissimi articoli sul suo blog Vaccinar...SI’! e sulla pagina Facebook omonima, per spiegare in modo pacato e comprensibile anche a chi non ha studiato medicina come stanno realmente le cose secondo il parere della comunità scientifica. Ha sempre fatto controllare i suoi articoli da uno o più esperti per assicurare la correttezza scientifica, che è indispensabile per un tema così importante. Sul nostro sito cura “La rubrica della mamma” in cui si rivolge ai genitori stando al loro fianco.
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