L’asma è una malattia cronica che colpisce le vie respiratorie. Nel mondo ne soffrono circa 300 milioni di persone, in Italia si stima circa tre milioni e mezzo [1, 2]. Chi ha l’asma può avere episodi di respiro affannoso, tosse, senso di costrizione al petto e fiato corto. Una domanda che molti pazienti e familiari si pongono è: si può guarire definitivamente dall’asma?
La risposta non è semplice e dipende da diversi fattori, tra cui l’età in cui la malattia ha avuto inizio e la sua gravità. In occasione della Giornata Mondiale dell’Asma, che si celebra ogni anno il primo martedì di maggio, rispondiamo ad alcune domande su questa patologia cronica.
Dottore, dall’asma si può guarire del tutto?
La parola “guarigione” non è quella giusta quando si parla di asma. In medicina, si preferisce parlare di “remissione”: un periodo più o meno lungo in cui i sintomi scompaiono e non è necessario assumere farmaci. Tuttavia, remissione non significa che la malattia sia sparita per sempre.
Secondo le linee guida internazionali della Global Initiative for Asthma (GINA), l’obiettivo della terapia non è la guarigione, ma il controllo della malattia [3]. Controllare bene l’asma significa ridurre al minimo i sintomi, prevenire le crisi e mantenere una qualità di vita normale. Con i trattamenti oggi disponibili, questo risultato è raggiungibile per la grande maggioranza dei pazienti [1, 3].
Dottore, ma è vero che i bambini con l’asma spesso migliorano crescendo?
Sì, è un fatto documentato dalla letteratura scientifica. Molti bambini che soffrono di asma notano un miglioramento dei sintomi durante l’adolescenza, fino a sembrare del tutto “guariti”. Questo accade più spesso nei maschi e in chi ha una forma di asma più lieve [4].
Tuttavia, uno studio a lungo termine condotto su una coorte di oltre mille persone seguite dall’infanzia fino all’età adulta ha dimostrato che in una parte significativa dei casi la malattia può ripresentarsi dopo anni di apparente benessere [4]. Per quanto riguarda l’asma che compare in età adulta, la remissione spontanea è più rara: la malattia tende a persistere nel tempo, anche se una buona terapia consente spesso di tenerla sotto controllo [3].
È importante sapere che l’asma non è uguale per tutti: esistono forme diverse, con cause e meccanismi differenti. Questa varietà spiega perché la terapia viene sempre personalizzata e perché ciò che funziona bene per una persona può non essere la scelta giusta per un’altra.
Dottore, esistono trattamenti che possono ridurre o eliminare i sintomi?
I farmaci attualmente disponibili non guariscono l’asma, ma permettono di controllare i sintomi in modo molto efficace. Le terapie più utilizzate sono i farmaci inalatori, che agiscono direttamente sui bronchi riducendo l’infiammazione e allargandone le vie [3].
È fondamentale non interromperli autonomamente, anche quando ci si sente bene. Questo è uno degli errori più comuni: molti pazienti smettono di assumere i farmaci nei periodi in cui stanno meglio, interpretando il benessere come guarigione. In realtà, spesso è proprio la terapia a mantenerli in quello stato. Interromperla senza indicazione medica è una delle cause più frequenti di crisi improvvise, anche in chi aveva la malattia ben controllata da tempo.
Per i casi di asma grave, non controllata dai trattamenti abituali, esistono oggi diverse terapie biologiche che agiscono su specifici meccanismi dell’infiammazione. Negli ultimi anni il numero di questi farmaci si è ampliato significativamente, con opzioni rivolte a profili di pazienti diversi. Le linee guida internazionali GINA documentano che questi trattamenti riducono significativamente le crisi e migliorano la qualità di vita nei pazienti con asma grave [3]. La scelta del biologico più adatto viene stabilita dallo specialista sulla base delle caratteristiche individuali del paziente.
Un’ulteriore opzione terapeutica, soprattutto per chi ha un’asma di origine allergica, è l’immunoterapia specifica, comunemente conosciuta come “vaccino antiallergico”. Le linee guida GINA riconoscono questa terapia come un approccio in grado di ridurre la sensibilità agli allergeni responsabili delle crisi, con benefici documentati in pazienti selezionati [3].
Cosa si può fare concretamente per stare meglio con l’asma?
Oltre ai farmaci, ci sono alcune abitudini che fanno davvero la differenza. Il fumo di sigaretta è il fattore di rischio più importante da evitare: peggiora i sintomi, riduce l’efficacia dei farmaci e accelera il declino della funzione respiratoria [1]. È utile anche limitare l’esposizione ad altri possibili fattori scatenanti, come polvere domestica, muffe, pollini e smog.
Come abbiamo visto nella scheda “Dottore, ma è vero che se ho l’asma non posso fare sport?”, anche l’attività fisica, se ben gestita, è raccomandata e può contribuire al controllo della malattia [3].
Controlli regolari dal medico di medicina generale o da uno specialista pneumologo sono indispensabili per adattare la cura nel tempo, perché l’asma può cambiare nel corso degli anni. In questo percorso, le linee guida GINA raccomandano che ogni paziente disponga di un piano d’azione scritto e personalizzato [3]: un documento semplice, concordato con il medico, che indica cosa fare in caso di peggioramento dei sintomi, quando intensificare la terapia e quando invece rivolgersi al pronto soccorso. Averlo a portata di mano può fare la differenza nelle situazioni di emergenza.
