16 novembre 2018 di Ulrike Schmidleithner

Vade retro polio! Qualche considerazione sul vaccino anti-polio

In Italia, nel 1958 c’è stata un’epidemia di polio che ha causato circa 8.000 casi di paralisi e centinaia di morti: i più alti numeri mai raggiunti. I genitori erano naturalmente terrorizzati e questo si può riscontrare per esempio nell’esordio di questa mozione con cui la Camera chiedeva al Governo di mettere a disposizione almeno 4 milioni di dosi di vaccino per poter immunizzare la gran parte dei bambini da 0 a 6 anni (resoconto della seduta del 24 ottobre 1958):

“La Camera, facendosi interprete dell’angoscia suscitata nell’opinione pubblica italiana dalla diffusione della poliomielite, che ha tragiche conseguenze in molte province italiane e che ha rivelato ancora una volta il grave stato di inadeguatezza dell’attuale organizzazione sanitaria in Italia; tenuto conto che le recenti dichiarazioni del ministro della sanità alla Camera e al Senato riconfermano lo sviluppo continuamente crescente del terribile male nel nostro Paese, mentre la scienza medica mette oggi a disposizione dell’umanità i mezzi per limitarlo fortemente, come dimostrano le statistiche di tutti i Paesi che nel corso degli ultimi tre anni hanno organizzato la vaccinazione antipolio della popolazione, almeno di quella infantile (…)”

Sappiamo tutti com’è finita questa storia: con la sconfitta della polio in Italia, grazie ai vaccini. Nei primi anni il Salk con virus inattivato, che si usa anche oggi (solo che quello attuale è potenziato e quindi più efficace), e a partire dal 10 marzo 1964 con il Sabin a virus vivo attenuato, che si somministra per bocca.

Ma insieme alla polio è sparita anche la paura della polio. Se solo pochi decenni fa i genitori chiedevano ad alta voce il vaccino per proteggere i figli, oggi ci sono genitori (relativamente pochi, per fortuna) che chiedono a voce altrettanto alta, piena di rabbia e angoscia, di poter negare ai propri figli questa protezione. La paura della polio è stata sostituita dalla paura del vaccino antipolio.

Questa richiesta di non vaccinare i figli non è del tutto priva di logica, perché nel momento in cui la polio sarà definitivamente sconfitta ed eliminata da ogni angolo della terra tutta la comunità scientifica sarà contro la vaccinazione antipolio, perché a quel punto sarà rimasto solo il (bassissimo) rischio dato dal vaccino, mentre i benefici, cioè la protezione dalla polio, saranno scomparsi. In questa situazione anche un bassissimo rischio non sarebbe più accettabile, nemmeno se fosse 1 su 100 milioni di dosi.

I genitori italiani che protestano contro questa vaccinazione fanno lo stesso ragionamento logico, vedendo solo i rischi ma nessun beneficio. È fuori dalla loro immaginazione, per mancanza di esperienza diretta o indiretta, pensare che finché ci sarà anche un solo caso di polio nel mondo, anche se lontanissimo, questa malattia potrebbe essere re-importata e colpire un bambino o un adulto che per un qualunque motivo non è immune. È difficile immaginare uno scenario così, ma oggi i virus si spostano facilmente, per esempio come passeggeri clandestini sugli aerei. Non è proprio il caso di illudersi di essere al sicuro.

Quindi vaccinare è l’opzione che offre la maggiore garanzia per non far tornare questa terribile malattia.

I genitori che contano di rimandare la vaccinazione dei figli fino al momento in cui leggeranno sui giornali del primo caso di polio in Italia dopo decenni, dovrebbero pensare a ciò che quell’ipotetico primo caso significa. Un caso di polio vuol dire che una famiglia dovrà soffrire inutilmente, perchè quella disgrazia sarebbe stata quasi sicuramente evitata se tutti fossero stati vaccinati.

La sconfitta definitiva della polio è comunque più complessa di come l’ho descritta, perché dopo aver eliminato tutti e tre i tipi di virus selvaggio dovrà essere sostituita in tutto il mondo la vaccinazione OPV (che contiene i virus vivi attenuati) dall’IPV (che contiene virus inattivati). In Italia e nella maggior parte dei Paesi occidentali questo è già stato fatto da diversi anni. Nel mondo intero questa sostituzione è stata organizzata nell’aprile 2016, ma solo per il poliovirus 2 che dopo il 1999 non si è più visto e che quindi nel 2015 è stato dichiarato ufficialmente eradicato dall’Organizzazione Mondiale di Sanità.

Il motivo per il passaggio dall’OPV all’IPV è che in rarissime occasioni il virus vivo attenuato può subire una mutazione che lo rende nuovamente virulento (cioè capace di causare la paralisi). Questo si osserva solo nei Paesi che usano ancora il vaccino OPV e in cui per un qualsiasi motivo c’è una bassa copertura vaccinale. Queste due circostanze permettono al virus vaccinale di circolare quasi indisturbato per molti mesi e con il passare del tempo può riacquistare i geni che con l’attenuazione aveva perso, diventando nuovamente pericoloso come quello selvaggio.

Grazie alla vaccinazione abbiamo quasi sconfitto la polio e, anche se ci sono ancora diversi ostacoli da superare, c’è motivo per essere ottimisti che alla fine riusciremo ad azzerare i casi di polio.

Nel sito www.polioeradication.org ci si può aggiornare sull’attuale numero di casi nel mondo: http://polioeradication.org/polio-today/polio-now/this-week/

Qualcuno, guardando questi dati, potrebbe pensare che non abbia più senso vaccinare i nostri figli, visto che vivono in Italia, lontani dai casi di polio. Ma questo è un pensiero pericoloso perché i poliovirus si trovano solo alla distanza di un volo di aereo! Non possiamo impedire che arrivino da noi, ma possiamo e dobbiamo proteggere i nostri figli nell’eventualità di un contagio.

Ulrike Schmidleithner

Autore Ulrike Schmidleithner

Una mamma che segue dall’inizio del 2002 con grande passione la questione vaccini. In tutti questi anni ha approfondito ogni aspetto di questo tema. Conosce praticamente tutti gli argomenti usati dalle persone contrarie alle vaccinazioni. Ha controllato accuratamente ciascuno di questi assunti e ha scritto moltissimi articoli sul suo blog Vaccinar...SI’! e sulla pagina Facebook omonima, per spiegare in modo pacato e comprensibile anche a chi non ha studiato medicina come stanno realmente le cose secondo il parere della comunità scientifica. Ha sempre fatto controllare i suoi articoli da uno o più esperti per assicurare la correttezza scientifica, che è indispensabile per un tema così importante. Sul nostro sito cura “La rubrica della mamma” in cui si rivolge ai genitori stando al loro fianco.
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