La gravidanza cambia il cervello della madre?

8 Maggio 2026 di Benedetta Ferrucci (Pensiero Scientifico Editore)

La gravidanza trasforma profondamente il corpo della donna: la pancia cresce, le abitudini cambiano, i ritmi del sonno si modificano. Ma cosa accade al cervello? Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha dimostrato che anche il cervello subisce trasformazioni reali e misurabili durante la gestazione, alcune delle quali durano ben oltre il parto.

Non si tratta di semplici stati d’umore passeggeri, ma di cambiamenti strutturali visibili alle risonanze magnetiche. Capire cosa accade al cervello durante la gravidanza aiuta a comprendere meglio questa profonda trasformazione nella vita di una donna.

Dottore, la scienza ha davvero dimostrato che la gravidanza modifica il cervello?

Sì, ed è una delle scoperte più sorprendenti delle neuroscienze degli ultimi anni. Uno studio fondamentale pubblicato nel 2017 sulla rivista Nature Neuroscience ha seguito un gruppo di donne prima e dopo la loro prima gravidanza, confrontandole con donne che non erano rimaste incinte e con i loro compagni [1]. I ricercatori hanno usato risonanze magnetiche per misurare il volume delle diverse aree del cervello. I risultati hanno mostrato una riduzione della cosiddetta “materia grigia” (lo strato più esterno e attivo del cervello) in zone legate alla comprensione delle emozioni altrui e alla vita sociale. Questi cambiamenti erano ancora presenti e misurabili a distanza di due anni dal parto.

Potrebbe sembrare un dato preoccupante, ma gli scienziati lo interpretano in modo positivo: il cervello si “raffina”, eliminando le connessioni meno utili per diventare più efficiente, come quando si pota una pianta, e in modo simile a quanto accade durante l’adolescenza. Non si perde materia cerebrale in modo negativo: il cervello si riorganizza.

Significativamente, le donne che mostravano i cambiamenti più marcati presentavano anche un legame più forte con il proprio figlio, misurato attraverso questionari specifici sulla qualità dell’attaccamento [1].

La ricerca in questo campo è ancora aperta: il progetto BeMother, finanziato dal Consiglio Europeo della Ricerca e attualmente in corso in Spagna, sta seguendo centinaia di donne prima, durante e dopo la loro prima gravidanza proprio per rispondere ad ulteriori domande con maggiore precisione [2].

Questi cambiamenti durano nel tempo?

Sì, almeno in parte. Una ricerca successiva, pubblicata nel 2022 su Nature Communications dallo stesso gruppo di ricerca, ha analizzato non solo la struttura del cervello ma anche il modo in cui le diverse aree comunicano tra loro a riposo, la composizione della sostanza bianca e i livelli di alcuni metaboliti cerebrali [3]. I risultati hanno confermato che alcune modificazioni persistono per anni dopo il parto. Le aree legate alla capacità di riconoscere le emozioni e di capire il punto di vista degli altri risultavano ancora diverse rispetto a quelle delle donne che non avevano mai avuto figli.

I ricercatori ritengono che questi cambiamenti siano funzionali: il cervello della madre si adatta per rispondere meglio ai bisogni del neonato, diventando più “sintonizzato” sui segnali del bambino: un pianto, un’espressione, un gesto. Va comunque sottolineato che gli studi disponibili riguardano soprattutto le prime gravidanze e campioni relativamente piccoli: sono necessarie ulteriori ricerche per capire se e come questi cambiamenti variano con le gravidanze successive.

Dottore, ma è vero che in gravidanza si diventa più smemorate?

Molte donne riferiscono di sentirsi più smemorate durante e subito dopo la gravidanza: dimenticate le chiavi, la lista della spesa, gli appuntamenti. Questo fenomeno, noto in letteratura come baby brain e mommy brain, è reale, anche se spesso sopravvalutato.

Una revisione sistematica di numerosi studi ha rilevato lievi difficoltà in compiti che richiedono memoria e attenzione sostenuta, in particolare nella fase avanzata della gravidanza [4]. Le cause sembrano legate ai profondi cambiamenti ormonali, soprattutto dell’estrogeno e del progesterone, e alla frequente riduzione della qualità del sonno [5].

È importante però chiarire che si tratta di cambiamenti modesti, che non compromettono la capacità di svolgere le normali attività della vita quotidiana. Alcune funzioni cognitive, come la capacità di riconoscere rapidamente le emozioni altrui o di rispondere a situazioni di potenziale pericolo per il neonato, potrebbero addirittura migliorare durante la gravidanza [1]. Le difficoltà di memoria, nella grande maggioranza dei casi, si attenuano progressivamente dopo il parto.

Dottore, anche il cervello del padre cambia con l’arrivo di un figlio?

La ricerca ha cominciato a esplorare anche il cervello dei padri. Uno studio pubblicato nel 2021 su Cerebral Cortex ha analizzato le risonanze magnetiche di uomini che diventavano padri per la prima volta, confrontandoli con uomini senza figli [6]. I risultati hanno mostrato che anche nei padri si osservano riduzioni di volume nella materia grigia in aree legate alla pianificazione e all’attenzione, con un andamento simile, ma meno marcato, a quello osservato nelle madri. Questo suggerisce che la capacità del cervello di trasformarsi in risposta alla genitorialità non è esclusiva delle donne.

Come abbiamo visto nella scheda “Il maternity blues è diverso dalla depressione post-parto?” il coinvolgimento emotivo e la cura del bambino sono stimoli potenti che riorganizzano la mente di chiunque si prenda cura di una nuova vita.

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Autore Benedetta Ferrucci (Pensiero Scientifico Editore)

Benedetta Ferrucci lavora dal 2001 come Web Content Editor presso Il Pensiero Scientifico Editore/Think2it, dove si occupa di tradurre informazioni scientifiche in contenuti chiari e accessibili per siti di informazione medica, riviste online e progetti di formazione a distanza per professionisti sanitari.
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