L’interferone può curare Covid-19?

10 Maggio 2021 di Giada Savini (Pensiero Scientifico Editore)

Al momento non esiste un solo farmaco in grado di risolvere la malattia Covid-19. La malattia viene spesso trattata con terapie di supporto e, nei casi più gravi, con aiuto meccanico alla respirazione [1]. Dalle raccomandazioni espresse dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), elaborate sulla base delle numerose evidenze scientifiche che si sono accumulate negli ultimi mesi, si apprende che esistono due farmaci utilizzati come standard di cura in ambiente ospedaliero, in grado di ridurre la mortalità nei pazienti con una forma grave di malattia, e altri che aiutano a risolvere i sintomi della malattia lieve e moderata nelle cure domiciliari [2].

Le raccomandazioni fornite dall’AIFA vengono aggiornate in relazione alla rapida evoluzione degli studi clinici che progressivamente vengono messi a disposizione della comunità scientifica. Tra questi, alcuni studi clinici preliminari sono stati condotti per valutare l’efficacia di interferone in pazienti ospedalizzati con Covid-19.

Dottore, cos’è l’interferone?

L’interferone è una proteina prodotta naturalmente dalle cellule del corpo, necessaria a guidare la risposta del sistema immunitario. Questa molecola svolge un ruolo essenziale nelle infezioni virali: in estrema sintesi agisce da “campanello di allarme”, come spiegano i ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità [3]. Dalle molteplici capacità di questa proteina – per esempio inibire la crescita di cellule normali e maligne e agire sull’attività del sistema immunitario – derivano le diverse applicazioni terapeutiche, che spaziano dalle infezioni virali ai tumori e alle malattie autoimmuni (ad esempio la forma recidivante-remittente della sclerosi multipla) [4].

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Perché c’è interesse per questa molecola per la cura di Covid-19?

L’interferone è stato oggetto di studio anche in due pubblicazioni apparse sulla rivista Science, in cui è stata analizzata la capacità di alcuni auto-anticorpi in grado, probabilmente, di influenzare negativamente la risposta contro il SARS-CoV-2. Gli autori dei due studi hanno mostrato che circa il 15% delle forme gravi di Covid-19 sarebbe dovuta a una predisposizione genetica [5,6].

Nel primo studio i ricercatori, analizzando i tessuti provenienti da oltre 900 persone con forme gravi di Covid-19, hanno scoperto che nel 10% dei casi erano presenti auto-anticorpi contro l’interferone [5].

Il secondo studio, invece, ha rivelato che un ulteriore 3,5% di pazienti con forme gravi di Covid-19 presentava mutazioni genetiche capaci di influenzare la corretta produzione dell’interferone-1 [6].

Gli auto-anticorpi sono un tipo di anticorpi che non riconosce le cellule e i tessuti del proprio corpo e li aggredisce. Normalmente, il sistema di difesa dell’organismo – chiamato sistema immunitario – è in grado di distinguere le sostanze estranee dalle cellule del proprio corpo e produce anticorpi solo quando percepisce che è stato esposto a una minaccia derivante da fattori esterni. Quando il sistema immunitario smette di riconoscere uno, o più, dei normali costituenti del nostro corpo può produrre autoanticorpi per distruggere le proprie cellule, tessuti e/o organi, causando infiammazioni, danni o disfunzioni che possono determinare la comparsa delle manifestazioni cliniche delle malattie autoimmuni.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità.

Quando può essere utilizzato l’interferone contro Covid-19?

L’interferone può curare Covid-19?: ricercatrice in laboratorioAl momento molti degli studi clinici disponibili per valutare l’efficacia e la sicurezza dell’interferone sono stati condotti su pazienti con Covid-19 ricoverati in ospedale o in osservazione presso un ambulatorio.
Vediamo i risultati ottenuti nei pazienti con malattia grave e curati in ambiente ospedaliero. Nel Regno Unito, in uno studio randomizzato controllato – ricordiamo che questa tipologia di studi rappresenta la metodologia preferenziale per l’analisi dell’efficacia di qualsiasi intervento sanitario [7] – la somministrazione di interferone tramite inalazione si è dimostrata efficace [8].

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Lancet Respiratory Medicine, è stato condotto su 98 pazienti ricoverati in nove ospedali diversi. La terapia ha raddoppiato la probabilità di miglioramento clinico al quindicesimo o sedicesimo giorno rispetto all’esito della cura ottenuto nei pazienti che non hanno ricevuto terapie farmacologiche. Il 22% dei pazienti che non hanno ricevuto l’interferone si è gravemente ammalato rendendo necessaria la ventilazione meccanica, a cui è stato fatto ricorso solo nel 13% dei pazienti che hanno ricevuto l’interferone. Tutti i 48 pazienti del gruppo dell’interferone sono sopravvissuti, mentre 3 dei 50 che non l’hanno ricevuto sono andati incontro a esiti fatali [8].

Tra gli studi in cui è stata valutata l’efficacia di interferone in ambiente ospedaliero vi è anche “Solidarity”, un grande studio internazionale elaborato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità al fine di ottenere in tempi brevi robuste evidenze scientifiche sull’efficacia dei trattamenti per Covid-19 [9]. Lo studio ha valutato quattro farmaci, tra cui l’interferone beta, usato per il trattamento della sclerosi multipla, su oltre 11mila pazienti in fase avanzata di malattia. Lo scopo era verificare il loro effetto sul tasso di mortalità a 28 giorni dei pazienti trattati col farmaco oggetto di studio, rispetto a quelli trattati con l’abituale standard di cura. Gli altri tre farmaci sono: remdesivir, un antivirale; lopinavir/ritonavir, una combinazione di farmaci correntemente utilizzata per il trattamento dell’HIV; idrossiclorochina, farmaco utilizzato per il trattamento della malaria (di cui abbiamo parlato nella scheda “L’idrossiclorochina può essere usata per prevenire Covid-19?”).

L’interferone può curare Covid-19?: medici con paziente covidL’Istituto per Malattie infettive Lazzaro Spallanzani riporta gli esiti dello studio in dettaglio, in un comunicato aggiornato al 12 aprile in cui si legge che “i risultati indicano chiaramente che questi farmaci hanno mostrato scarso o nessun effetto sulla mortalità a 28 giorni, sull’inizio del trattamento di ventilazione e sulla durata della degenza ospedaliera” [1]. I pazienti con una forma lieve o moderata di malattia sono stati valutati in un altro studio – condotto su 60 pazienti seguiti tramite follow-up in ambulatorio – da cui è emerso che la somministrazione di una singola dose di interferone “ha accelerato la diminuzione della carica virale”. Così hanno dichiarato i ricercatori che hanno aggiunto di aver riscontrato “un chiaro effetto antivirale” dell’interferone [10].

L’interferone può essere usato a casa?

L’interferone può curare Covid-19?: sintomiLa terapia domiciliare per pazienti che hanno Covid-19 con sintomi lievi costituisce uno degli aspetti più importanti e discussi nella gestione clinica delle persone contagiate da SARS-CoV-2. Inoltre, rappresenta una fondamentale barriera per evitare il sovraffollamento degli ospedali. In questo contesto si inserisce un recente studio promosso dall’Istituto di Farmacologia Traslazionale del Consiglio Nazionale delle Ricerche, disegnato in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e approvato dall’Agenzia Italiana del Farmaco [11]. L’obiettivo dello studio sarà valutare l’efficacia dell’interferone beta nella cura delle persone con Covid-19 nel proprio domicilio.

Dal comunicato stampa dell’ISS, in cui si ufficializza l’avvio dello studio clinico, si apprende che la sperimentazione sarà svolta presso l’Istituto Nazionale per le Malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” che, in collaborazione con l’Unità Speciale di Continuità Assistenziale Regionale, monitorerà gli effetti della terapia in 60 pazienti con pochi sintomi e non gravi (paucisintomatici) di età superiore ai 65 anni e assistiti presso il proprio domicilio [11]. I risultati saranno analizzati dall’ISS per valutare l’efficacia del trattamento nel ridurre la progressione a forme più gravi della malattia e il tempo necessario per raggiungere un esito negativo ai test che identificano la presenza del virus nel corpo (di cui abbiamo parlato nella scheda “I test per Covid-19 sono tutti uguali?).

Dottore, quindi l’interferone funziona o no come cura a Covid-19?

È troppo presto per dirlo. Ancora non ci sono risultati di cui possiamo realmente fidarci che confermino l’efficacia dell’interferone contro Covid-19. Sono in corso, però, ulteriori studi clinici per verificare l’efficacia e la sicurezza di questo trattamento.

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Autore Giada Savini (Pensiero Scientifico Editore)

Giada Savini è Web content editor in ambito medico-scientifico. Dopo gli studi classici e dopo aver collaborato con Medici Senza Frontiere onlus, ha abbracciato la carriera editoriale. Collabora con Il Pensiero Scientifico Editore, dove si occupa di medicina, salute e scienza.
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