I fiori di Bach combattono ansia e stress?

14 Settembre 2018 di Il Pensiero Scientifico Editore

Cosa sono?

I cosiddetti fiori di Bach sono una terapia alternativa ideata dal medico britannico Edward Bach (1886-1936), il quale riteneva che tutte le malattie avessero un’origine psicosomatica e che le essenze dei fiori potessero influire sulla psiche umana. Bach individuò 38 fiori e li divise in gruppi: secondo la sua classificazione esistono fiori “guaritori”, “aiuti” e “assistenti”.

All’epoca, per preparare i rimedi floreali di Bach si usavano due metodi: si lasciavano macerare al sole in una ciotola d’acqua o si bollivano per circa mezz’ora. In entrambi i casi al liquido ottenuto, chiamato “tintura madre”, veniva aggiunto del brandy per conservarlo. Oggi la tintura madre originale non si trova in commercio e le soluzioni di fiori di Bach sono ottenute da miscele di brandy a cui vengono aggiunte due gocce di tintura madre.

Per cosa sono prescritti?

I fiori di Bach vengono prescritti per trattare alterazioni delle emozioni e della personalità. Secondo la floriterapia, infatti, il singolo fiore trasformerebbe l’emozione negativa in una positiva facendo scomparire il sintomo fisico, ritenuto il disturbo finale e quindi il segno di un disagio più profondo. I fiori di Bach, secondo i fautori di questo metodo, possono aiutare in situazioni di stress, ansia o insonnia, o aumentare l’efficacia di altre terapie per la soluzione di disturbi e problemi comuni come allergie o dolori mestruali.

Ma è vero che funzionano?

La presunta efficacia dei fiori di Bach è stata ripetutamente invalidata dalla ricerca clinica e scientifica internazionale, che in numerosi studi ha evidenziato come il loro effetto sia simile a quello del semplice placebo [1, 2]. Inoltre, da una revisione sistematica delle ricerche scientifiche pubblicata nel 2009, è emerso che la maggior parte delle prove disponibili sull’efficacia e la sicurezza dei fiori di Bach presenta un elevato rischio di parzialità, dovuta principalmente all’assenza di rigore metodologico nello svolgimento degli studi [3, 4].
Uno studio randomizzato in doppio cieco ha valutato l’efficacia dei fiori di Bach nei disturbi d’ansia, giungendo alla conclusione di un’efficacia paragonabile a quella del placebo [5] (Walach 2001). Uno studio su 40 bambini tra i 7 e gli 11 anni ha confrontato i fiori di Bach e il placebo nel trattamento della ADHD (sindrome da deficit di attenzione e iperattività) non mostrando alcuna differenza tra le due strategie [6]. Anche la revisione sistematica prima citata non ha mostrato differenze di esito tra la somministrazione di fiori di Bach e placebo nel trattamento sia dell’ansia sia della ADHD [3].

Cosa dicono gli esperti?

Il potenziale terapeutico del placebo – quantomeno in termini di sollievo – è noto, ed è stato confermato da studi molto rigorosi. Ma guardare con favore al ricorso a rimedi come i fiori di Bach usando l’argomento “sono efficaci in quanto determinano un effetto placebo” sarebbe certamente improprio. Come scrive Giorgio Dobrilla, medico con grande esperienza su questi argomenti, “la medicina seria è una sola (…), quella che si propone obiettivi strategici (la guarigione) e non solo tattici (il momentaneo miglioramento sintomatico)” [6].

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Autore Il Pensiero Scientifico Editore

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