Giocare all’aperto fa bene alla salute fisica e mentale dei più piccoli: favorisce il raggiungimento delle tappe fondamentali dello sviluppo emotivo e cognitivo, è una palestra per sviluppare e mettere alla prova le proprie capacità, aiuta lo sviluppo delle capacità motorie. Per questo, impegni permettendo, bisognerebbe cercare ogni giorno di portare i propri figli all’aperto, facendoli giocare liberamente. Ma, soprattutto d’estate, si possono esporre i bambini al sole?
Se da un lato è vero che il sole apporta benefici veri, dall’altro nei bambini piccoli la pelle è più sottile e le cellule che producono melanina, la difesa naturale dai raggi ultravioletti (UV), sono meno reattive rispetto a quelle di un adulto. Per questo l’esposizione dei più piccoli va gestita con regole precise, soprattutto nei primi mesi di vita.
Dottore, quali sono i rischi dell’esposizione al sole?
Nei bambini la pelle è più sottile e delicata, e le cellule che producono melanina, il pigmento che protegge dai raggi ultravioletti, sono meno reattive rispetto a quelle degli adulti [1]. L’esposizione al sole, dunque, soprattutto per i più piccoli comporta diversi rischi. Il primo rischio che si corre è certamente l’ustione, che è anche la conseguenza più immediata. In caso di ustione di primo grado, senza bolle, applicare creme emollienti o cortisoniche. In caso di ustione di secondo grado, con la comparsa di bolle, rivolgersi al più vicino pronto soccorso, se siete in vacanza, al pediatra o a un dermatologo, per le eventuali terapie [1, 2].
Altre conseguenze sono quelle del medio e lungo termine, che si avranno da adulti. Tra queste, l’invecchiamento precoce della pelle e il rischio di sviluppare tumori cutanei [2]. L’esposizione a livelli elevati di sole durante l’infanzia è infatti un determinante importante del rischio di melanoma, un tumore della pelle molto aggressivo, anche se l’esposizione in età adulta gioca a sua volta un ruolo [3,4].
Dottore, fino a che età bisogna evitare il sole diretto e in quali orari?
Innanzitutto bisogna considerare che in estate i raggi solari sono più intensi e che l’esposizione al sole (e di conseguenza il rischio di scottature) è maggiore in montagna e/o in presenza di superfici che riflettono i raggi, come per esempio la neve, l’acqua o la sabbia [5].
Sotto i sei mesi di vita i bambini non devono mai essere esposti al sole diretto, nemmeno in città [6]. Per i bambini più grandi, va evitata l’esposizione diretta nelle ore centrali della giornata, indicativamente tra le 11 e le 17, mentre gli orari più sicuri restano la mattina, fino verso le 10.30, e il pomeriggio, dopo le 17 [5, 6, 7].
Dottore, come proteggo mio figlio dal sole?
Il primo filtro per proteggere i più piccoli dal sole sono le barriere fisiche. Anche in spiaggia bisognerebbe far indossare ai bambini indumenti protettivi (indumenti anti-UV), un cappellino e occhiali da sole. Per i bambini con la pelle più delicata esistono particolari indumenti protettivi che filtrano i raggi del sole ma lasciano traspirare e si asciugano rapidamente, per cui possono essere indossati anche durante il bagno [7].
Gli occhiali da sole scelti per i bambini devono garantire una protezione di almeno il 99% dai raggi UVA e UVB, e non vanno considerati un semplice accessorio [7]. Ricordate, poi, che il sole filtra anche attraverso i vestiti e l’ombrellone e in presenza di nuvole.
E la crema solare?
Nei bambini sotto i sei mesi bisogna evitare di utilizzare la crema solare, così come di esporli al sole. Qualora dovesse presentarsi una situazione in cui non si può fare a meno di esporli chiedere consiglio al pediatra. Inoltre, fino a circa 3 anni di età la crema solare è l’ultima delle barriere consigliate: bisogna preferire l’ombra ed evitare il sole; bisogna preferire gli indumenti con tessuti che filtrano i raggi UV, i cappelli e gli occhiali da sole, così da proteggere fisicamente la pelle dalle radiazioni. La crema solare rappresenta una barriera in più, che deve però aggiungersi a quanto detto e non sostituirlo [8]. Anche perché è bene sapere che nessuna crema filtra completamente i raggi ultravioletti [5].
Bisogna, poi, seguire una serie di raccomandazioni [5, 6, 8, 9]:
- Utilizza una protezione molto alta, SPF 50 o 50+;
- Nei bambini più grandi utilizza ugualmente fattori di protezione elevati per poi diminuire solo quando si è sviluppata una abbronzatura sufficiente (mai meno di SPF 30);
- Applica la crema solare almeno venti minuti prima dell’esposizione;
- Applica nuovamente la crema solare ogni due ore e dopo ogni bagno, tenendo conto che l’asciugatura con l’asciugamano rimuove gran parte della crema;
- Utilizza uno strato di crema spesso;
- Se utilizzi spray solari, spesso preferiti dai bambini per la maggiore facilità d’uso, fai attenzione all’applicazione sul viso e alla quantità di crema (con gli spray è più probabile che si usi meno crema di quella necessaria per avere una protezione adeguata).
Dottore, una crema vale l’altra?
No, bisogna sapere scegliere la crema solare adeguata all’età del bambino. Esistono, infatti, prodotti solari dedicati ai bambini (che riportano spesso in etichetta il termine “kids”), che sono in genere ad alta o altissima protezione e che spesso contengono meno ingredienti critici e fragranze che potrebbero provocare allergie, trattandosi di un prodotto destinato alla pelle sensibile dei bambini [5].
Bisogna poi preferire le creme solari con filtri fisici, a base di ossido di zinco, che restano sulla superficie della pelle senza penetrarla. Alcune creme con filtri solari di tipo chimico, infatti, possono contenere ingredienti che, assorbiti attraverso la pelle, possono interferire con il sistema endocrino [5]. In ogni caso, per essere tranquilli, è sempre meglio chiedere un consiglio al pediatra sulla crema da utilizzare e sulle modalità di impiego.
Dottore, oltre ai pericoli del sole devo preoccuparmi anche del caldo?
In generale in estate occorre proteggere i bambini piccoli dal caldo, poiché la loro temperatura corporea aumenta velocemente a causa di una minore capacità di termoregolazione. Inoltre, sudando di più possono andare incontro a disidratazione.
Qui qualche consiglio [1, 10]:
- Offri spesso al bambino acqua da bere e allatta i neonati più frequentemente;
- Scegli un’alimentazione ricca di frutta e verdura, con alto contenuto di liquidi e di sali minerali;
- Controlla la temperatura corporea dei lattanti e dei bambini piccoli, rinfresca il loro corpo con una doccia tiepida e quando possibile apri il pannolino;
- Mantieni freschi i locali dove soggiorna il bambino (per saperne di più, leggi la scheda sull’aria condizionata);
- In caso di sintomi lievi di una esposizione eccessiva al caldo (tra cui nausea, vomito, affaticamento, mal di testa) tieni il bambino all’ombra, rinfrescandolo con acqua e lasciando ampie parti del corpo scoperte; in caso di sintomi moderati o gravi (tra cui urine ridotte, sete intensa, spossatezza, irritabilità fino all’abbassamento della pressione, polso accelerato, febbre) contatta immediatamente il pediatra o i servizi di emergenza.
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