Una analisi del sangue può dirci la nostra età biologica?

12 Ottobre 2026 di Benedetta Ferrucci (Pensiero Scientifico Editore)

Che possa esistere una differenza tra età biologica ed età anagrafica è vero: oltre alla genetica, sono soprattutto gli stili di vita e l’esposizione a fattori ambientali ad incidere su un invecchiamento precoce, o meno, dei nostri organi.

Nel mese di giugno del 2026 uno studio su Nature Medicine ha parlato di un esame del sangue in grado di dirci non solo la nostra età biologica, ma anche qual è il rischio di ammalarci in futuro. Andiamo con calma, e vediamo cosa dice la scienza.

Dottore, qual è la differenza tra età anagrafica ed età biologica?

L’età anagrafica è semplicemente il numero di anni trascorsi dalla nascita: è quella che si usa per il compleanno o per compilare un modulo in ospedale. L’età biologica, invece, cerca di descrivere come il corpo sta effettivamente invecchiando, tenendo conto di diversi fattori e “biomarcatori”, cioè misurazioni che fotografano cosa succede dentro le cellule del nostro corpo e nell’organismo in generale.

Non esiste un singolo biomarcatore o test in grado di determinare l’età biologica di una persona [1]. In genere, si prendono in considerazione diversi biomarcatori, sia di laboratorio, come ad esempio gli esami del sangue, sia clinici, come la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna.

Dottore, cos’è l’epigenetica e cosa c’entra con l’età biologica?

L’epigenetica è quella branca della genetica che studia i cambiamenti che modificano il modo in cui i geni si “accendono” o si “spengono”, senza alterare la sequenza del DNA. Uno di questi meccanismi si chiama metilazione: piccole molecole (gruppi metile) si attaccano a specifici punti del DNA e questo pattern cambia in modo abbastanza prevedibile con il passare degli anni.

Analizzando questi pattern di metilazione in un campione di sangue, i ricercatori hanno costruito dei modelli matematici chiamati “orologi epigenetici”, capaci di stimare un’età biologica a partire dal DNA [2]. Quando l’età calcolata dall’orologio epigenetico è più alta di quella anagrafica, si parla di “accelerazione” dell’invecchiamento biologico [2].

Dottore, ma quali sono i fattori che possono influenzare l’età biologica di una persona?

Sono molti i fattori che determinano l’invecchiamento cellulare, alcuni sono modificabili, altri no.

Tra i fattori modificabili troviamo ad esempio:

  • il fumo di sigaretta;
  • una alimentazione poco sana;
  • il consumo eccessivo di alcol;
  • l’assenza di attività fisica regolare.

Ci sono anche condizioni che non dipendono da noi:

  • un’assistenza medica gratuita e di qualità;
  • l’accesso a cibo sano a prezzi accessibili;
  • l’assenza di inquinamento atmosferico [1].

Infine, come riportano gli studi, un tassello importante del puzzle è rappresentato dalla genetica: si stima che circa il 25% della variabilità nella durata della vita umana sia determinata dalla genetica, ma quali geni siano coinvolti e in che modo contribuiscano alla longevità non è ancora del tutto chiaro [3].

Dottore, ho letto che un esame del sangue può dirci la nostra età biologica e predire le malattie future, è vero?

Uno studio pubblicato su Nature Medicine nel giugno 2026, coordinato dall’università di Stanford, ha misurato oltre 7.000 proteine nel plasma sanguigno di 60.542 persone appartenenti a tre gruppi di studio indipendenti [4]. Poiché ogni tipo di cellula del corpo (per esempio le cellule del cuore, dei muscoli o del cervello) rilascia nel sangue un insieme caratteristico di proteine, i ricercatori hanno costruito modelli matematici capaci di stimare, per oltre 40 tipi di cellule, quanto quella specifica popolazione di cellule fosse “invecchiata” rispetto all’età anagrafica della persona.

L’obiettivo era verificare se il cosiddetto “age gap”, cioè la differenza tra età biologica e anagrafica di un organo, potesse anticipare il rischio di specifiche patologie. I risultati indicano che organi biologicamente più vecchi sono associati a un rischio maggiore di malattie e mortalità.

Tuttavia, lo studio non va interpretato come un test capace di stabilire con certezza chi si ammalerà. Le associazioni osservate sono di tipo probabilistico e devono essere confermate in ulteriori popolazioni, più giovani e diversificate, per poter estendere la generalizzabilità dei risultati [4]. Inoltre, resta da capire quanto l’età biologica degli organi sia modificabile e quali interventi siano davvero efficaci per rallentarla o invertirla.

Dottore, ma c’è qualcosa che posso fare per invecchiare in salute?

Come ci ricorda l’OMS, essere liberi da malattie o infermità non è un requisito per un invecchiamento sano, poiché molti anziani presentano una o più patologie che, se ben controllate, hanno un impatto minimo sul loro benessere. Sempre l’OMS definisce infatti l’invecchiamento sano come “il processo di sviluppo e mantenimento della capacità funzionale che consente il benessere nell’età avanzata” [5]. La capacità funzionale consiste nell’avere le capacità che permettono a tutte le persone di essere e fare ciò che ritengono importante: dal soddisfare i propri bisogni primari al costruire e mantenere relazioni, fino a contribuire alla società.

Questa capacità funzionale dipende sia dalla “capacità intrinseca” della persona, cioè l’insieme delle sue capacità fisiche e mentali (camminare, vedere, sentire, ricordare), sia dall’ambiente in cui vive e dall’interazione tra i due fattori [5]. Ad esempio, come abbiamo visto in articoli precedenti, essere soli può diventare un fattore di rischio per la salute, così come sono considerati fattori protettivi mantenere uno stile di vita attivo e stimolante.

Per qualsiasi dubbio sul proprio stato di salute e di invecchiamento, il consiglio resta sempre quello di parlarne con il proprio medico di medicina generale.

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Autore Benedetta Ferrucci (Pensiero Scientifico Editore)

Benedetta Ferrucci lavora dal 2001 come Web Content Editor presso Il Pensiero Scientifico Editore/Think2it, dove si occupa di tradurre informazioni scientifiche in contenuti chiari e accessibili per siti di informazione medica, riviste online e progetti di formazione a distanza per professionisti sanitari.
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