Posso dare il ciuccio a mio figlio?

18 Settembre 2026 di Rebecca De Fiore (Pensiero Scientifico Editore)

Il ciuccio è uno degli strumenti più usati per calmare i neonati, ma i dubbi sul suo utilizzo rimangono. Disturba l’allattamento? Aumenta il rischio di otiti? Rovina i denti? Protegge davvero dalla morte in culla? Le risposte non sono sempre nette come si crede: alcuni benefici ci sono, altri restano ipotesi, i rischi dipendono soprattutto da quanto a lungo il ciuccio viene usato.

Vediamo che cosa dice la ricerca, punto per punto.

Dottore, perché i bambini hanno bisogno di succhiare?

La suzione è uno dei riflessi più precoci dell’essere umano: già dalla fine del primo trimestre di gravidanza il feto compie movimenti di suzione. Dopo la nascita esistono due forme: quella nutritiva, legata all’alimentazione, e quella non nutritiva, che avrebbe un ruolo nel calmare il bambino e regolarne gli stati di veglia e sonno [1].

Le raccomandazioni internazionali su quanto a lungo sia opportuno lasciar proseguire la suzione non nutritiva (dito o ciuccio) non sono uniformi, ma tendono a indicare i 3 anni come età limite; la maggioranza dei bambini abbandona spontaneamente questa abitudine entro quell’età, e comunque entro i 4-5 anni se accompagnata con pazienza dagli adulti, senza giudizi negativi [1].

Dottore, il ciuccio disturba l’allattamento al seno?

Una revisione sistematica – un rigoroso studio che raccoglie, valuta e sintetizza tutte le prove scientifiche disponibili sull’efficacia di un determinato trattamento o intervento sanitario – ha provato a rispondere a questa domanda. L’uso del ciuccio nei neonati sani allattati al seno, iniziato dalla nascita o dopo l’avvio dell’allattamento, non sembra aver influenzato in modo significativo la prevalenza o la durata dell’allattamento esclusivo e parziale fino a quattro mesi di età [2]. Le madri partecipanti, però, erano tutte molto motivate ad allattare, per cui il risultato potrebbe non valere allo stesso modo per chi ha più difficoltà [2].

Per prudenza, quindi, resta comunque un consiglio diffuso attendere che l’allattamento sia ben avviato, generalmente dopo le prime 3-4 settimane, prima di introdurre il ciuccio [3, 7].

Dottore, è vero che il ciuccio protegge dalla morte in culla (SIDS)?

È un’affermazione diffusa, ma va precisata. Sebbene fosse un consiglio molto in voga in passato non è stata dimostrata la sua efficacia [4]. Gli unici studi sull’argomento che hanno riscontrato un’associazione tra uso del ciuccio e riduzione del rischio di SIDS sono studi osservazionali, ma questo tipo di studio non permette di stabilire un rapporto di causa-effetto [4].

Per approfondire l’argomento della SIDS, potete leggere la scheda dedicata: “Si può prevenire la sindrome della morte in culla?”.

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Dottore, il ciuccio causa le otiti?

Uno studio ha trovato che l’uso del ciuccio non aumentava in modo significativo il rischio di un singolo episodio di otite media acuta, ma era associato a un aumento significativo del rischio di otite ricorrente [5].

In linea con questo, le raccomandazioni dei dentisti pediatrici indicano che ridurre o eliminare il ciuccio nel secondo semestre di vita può contribuire a ridurre l’incidenza di otite media acuta [3]. Va ricordato che il rischio di otite è comunque più basso proprio nei primi sei mesi di vita: ogni genitore potrà quindi fare un bilancio tra rischi e benefici.

Dottore, il ciuccio rovina i denti o il linguaggio?

Sul fronte dentale, i bambini che usano il ciuccio per 36 mesi o più hanno un’incidenza significativamente maggiore di morso aperto anteriore – quando i denti anteriori superiori e inferiori non si toccano a bocca chiusa, lasciando uno spazio verticale visibile – rispetto a chi non lo usa. Questo tende a migliorare se il ciuccio viene tolto prima dei 3 anni e conta più la durata complessiva dell’abitudine che la frequenza [3].

L’uso prolungato si associa anche a un aumento del morso incrociato posteriore – quando i denti superiori laterali chiudono all’interno di quelli inferiori, anziché all’esterno – per cui si consiglia di limitare o interrompere il ciuccio già intorno ai 18 mesi, quando spuntano i canini [3].

Sul fronte del linguaggio, le evidenze sono più limitate. Uno studio su quasi 200 bambini in età prescolare non ha trovato alcuna associazione significativa tra la storia di abitudini di suzione – ciuccio compreso – e la presenza o gravità di disturbi del linguaggio [6].

Dottore, come usare il ciuccio in sicurezza e quando toglierlo?

Ecco alcuni accorgimenti pratici [1, 3]:

  • È importante scegliere un ciuccio conforme alle normative di sicurezza vigenti e adatto all’età del bambino. È bene preferire un ciuccio monopezzo (i modelli a due pezzi possono rompersi e causare soffocamento), con scudo rigido dotato di fori di ventilazione, senza mai attaccarlo a lacci o nastri lunghi intorno al collo.
  • Nei primi mesi di vita è consigliata una sterilizzazione regolare, successivamente è sufficiente un accurato lavaggio con acqua e detergente idoneo. È importante evitare di pulire il ciuccio mettendolo nella bocca dell’adulto, perché questo può favorire il passaggio di microrganismi responsabili della carie e di altre infezioni.
  • Il ciuccio dovrebbe essere sostituito non appena mostra segni di deterioramento e, anche in assenza di danni evidenti, è consigliabile cambiarlo periodicamente seguendo le indicazioni del produttore.
  • Non intingerlo mai in sostanze dolci o miele, che sappiamo essere dannose per i più piccoli.
  • Non realizzare ciucci artigianali con tettarelle di biberon o altri oggetti, per il rischio di soffocamento.

Riguardo ai tempi di svezzamento dal ciuccio, non c’è un’indicazione chiara. Come abbiamo visto, abbandonarlo tra i 6 e i 12 mesi sembrerebbe essere la cosa migliore, soprattutto per ridurre il rischio di otiti. In ogni caso è bene non drammatizzare se il distacco tarda, cercando però di non superare i 3 anni di età [3].

A differenza della suzione del dito, il ciuccio è un oggetto esterno che può semplicemente essere allontanato; può essere utile procedere gradualmente, coinvolgendo il bambino nella decisione (per esempio scegliendo insieme di gettarlo via), premiando i progressi con attenzione e incoraggiamento piuttosto che con rimproveri, scegliendo un periodo sereno e privo di cambiamenti importanti, come l’inserimento al nido o la nascita di un fratellino.

In ogni caso, se avete dubbi sull’uso del ciuccio nel vostro bambino, è sempre bene parlarne con il pediatra o con il medico di medicina generale, che potrà valutare la situazione specifica e i tempi più adatti per l’eventuale sospensione.

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Autore Rebecca De Fiore (Pensiero Scientifico Editore)

Rebecca De Fiore ha conseguito un master in Giornalismo presso la Scuola Holden di Torino. Dal 2017 lavora come Web Content Editor presso Il Pensiero Scientifico Editore/Think2it, dove collabora alla creazione di contenuti per riviste online e cartacee di informazione scientifica. Fa parte della redazione del progetto Forward sull’innovazione in sanità e collabora ad alcuni dei progetti istituzionali con il Dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio.
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