Sudare fa dimagrire?

3 Agosto 2026 di Maria Frega (Pensiero Scientifico Editore)

Persona che beve acqua durante una corsa estiva, con evidente sudorazione, per mantenere una corretta idratazione durante l'attività fisica.Con le temperature che in questi giorni d’estate sfiorano e spesso superano i 35 gradi, capita di ritrovarsi completamente coperti di sudore dopo una semplice passeggiata. La tentazione di leggerlo come un buon segno per la linea è quasi automatica. Ma è davvero così? E soprattutto, quanto è sicuro sudare così tanto quando il caldo si fa eccessivo?

Approfondiamo cosa succede davvero al nostro corpo quando suda, sfatando qualche mito di stagione e spiegando come reintegrare correttamente ciò che si perde.

Dottore, sudare aiuta a dimagrire?

No. Sudare non comporta la riduzione del grasso corporeo e non brucia calorie. Si tratta, dunque, di un falso mito [1,2]. Quando si suda si perde soprattutto acqua. Può capitare che, dopo un’intensa attività fisica o dopo la sauna, la bilancia possa segnare un peso leggermente inferiore. Si tratta, tuttavia, di una perdita temporanea e di soli liquidi, che si recupera non appena ci si reidrata [2].

Il dimagrimento, infatti, non dipende dalla quantità di sudore prodotta, ma dal dispendio energetico: per ridurre la massa grassa è necessario consumare più calorie di quante se ne introducano con l’alimentazione [1]. Ne abbiamo parlato spesso nelle nostre schede sull’alimentazione corretta.

Non a caso, anche attività che fanno sudare molto – come la sauna o il bagno turco – non favoriscono il dimagrimento: non comportano, infatti, il dispendio energetico necessario alla riduzione della massa grassa [2]. Allo stesso modo, allenarsi con felpe pesanti o indumenti che impediscono al sudore di evaporare non aiuta a perdere più grasso: aumenta soltanto la perdita di liquidi e può rendere più difficile al corpo disperdere il calore, con il rischio di disidratazione e surriscaldamento [1].

Attenzione, quindi, a praticare attività fisica nelle ore più calde della giornata, oppure farlo indossando indumenti caldi e non traspiranti, pensando di dimagrire più facilmente. Non è utile, né salutare.

Dottore, perché sudiamo?

Sudare, comunque, fa bene: permette al corpo di raffreddarsi, di tornare alla temperatura corretta. È un processo fisiologico: la termoregolazione [3].

Per proteggersi da un aumento elevato della temperatura, potenzialmente dannoso, l’organismo produce il sudore. Questo, evaporando dalla superficie della pelle, contribuisce a disperdere il calore in eccesso. Grazie a questa funzione, quindi, siamo in grado di fare attività fisica o lavorare all’aperto e possiamo sopportare il caldo estivo in relativa sicurezza [3,4].

Non si suda solo quando fa troppo caldo e occorre dissipare il calore: la traspirazione aumenta quando si fa esercizio fisico, se si è ansiosi o mentre si ha la febbre alta e può accentuarsi in condizioni particolari come la menopausa o durante alcune terapie farmacologiche [3]. In ogni caso, si mette in atto lo stesso processo che permette all’organismo di mantenere la temperatura ottimale [3,4].

Di cosa è fatto il sudore?

Il sudore è composto per circa il 99% da acqua. Il restante 1% contiene soprattutto elettroliti, come sodio, cloruro, potassio e magnesio, e in quantità molto piccole anche altre sostanze, tra cui proteine e amminoacidi.

La sudorazione prodotta dalle ghiandole apocrine, localizzate nelle ascelle, nell’area del pube e nel petto, può contenere anche lipidi, cioè grassi. Le quantità, tuttavia, sono talmente irrisorie da non determinare cali di peso.

Sono i minerali come il sodio e il cloruro a dare il gusto leggermente salino al sudore; si tratta degli stessi componenti del sale da cucina.


Fonti:

  • Cleveland Clinic. “Sweat”. Ultimo aggiornamento: 15 agosto 2024

Sudare troppo è pericoloso per la salute?

Donna in abbigliamento sportivo che cammina dopo l'allenamento con un asciugamano sulle spalle, esempio di recupero e reidratazione dopo l'esercizio.Può esserlo, se a causa di una sudorazione molto abbondante non si reintegrano adeguatamente i liquidi e i sali minerali persi [4]. In queste condizioni si può andare incontro a disidratazione e a squilibrio elettrolitico, cioè un’alterazione della concentrazione di minerali, in particolare sodio e potassio, fondamentali per il corretto funzionamento dell’organismo [3,4].

I primi segnali possono essere sete intensa, stanchezza, riduzione della capacità di svolgere attività fisica e, in alcuni casi, crampi muscolari [1] soprattutto durante un esercizio intenso e se non si beve a sufficienza. Nei casi più gravi, la disidratazione può compromettere la capacità dell’organismo di regolare la temperatura corporea, aumentando il rischio di colpi di calore [4].

Un altro falso mito è che sudare molto aiuti a “depurare” l’organismo. Sebbene con il sudore vengano eliminate piccole quantità di alcune sostanze, il compito di eliminare le scorie metaboliche e le sostanze di rifiuto spetta principalmente ai reni e al fegato [3]. Una grande sudata, quindi, non purifica l’organismo, mentre una perdita eccessiva di liquidi può avere conseguenze negative per la salute.

Per questo motivo, durante le giornate molto calde o quando si pratica attività fisica intensa e prolungata, è importante reintegrare i liquidi persi: la sudorazione è un prezioso meccanismo di difesa, ma può diventare un rischio se provoca una perdita eccessiva di acqua e sali minerali [1,4].

Come integrare i sali minerali dopo aver sudato?

Primo piano di pelle coperta di gocce di sudore, che mostra il naturale processo di termoregolazione del corpo umano.L’organismo non è in grado di produrre da solo i sali minerali, che devono quindi essere introdotti attraverso l’acqua e gli alimenti. Poiché vengono continuamente persi con il sudore, le urine e altri fluidi corporei, è importante reintegrarli regolarmente con una dieta equilibrata.

In caso di attività fisiche impegnative e prolungate, oppure quando il clima provoca un’anomala sudorazione, molte persone ricorrono a un’integrazione di sali minerali. In commercio esistono bevande pronte o altre formulazioni, come bustine con soluzioni solubili o in formato gel, pratico da utilizzare senza aggiungere acqua o servirsi di un bicchiere [4].
Verificare l’efficacia di tali prodotti alimentari non è semplice: la maggior parte degli studi sul tema sono commissionati e finanziati dagli stessi produttori di bevande sportive.

Per reintegrare i liquidi persi con il sudore, nella maggior parte dei casi è sufficiente bere acqua. Se l’attività fisica è intensa, dura più di un’ora e comporta una sudorazione abbondante, può essere utile ricorrere a bevande contenenti acqua, sali minerali e, in alcuni casi, carboidrati.

Le bevande sportive si distinguono in base alla loro “tonicità”, cioè alla concentrazione di zuccheri e sali rispetto a quella del sangue: si parla di bevande:

  • ipotoniche (meno concentrate);
  • isotoniche (equivalenti);
  • ipertoniche (più concentrate) [5].

Una revisione sistematica con meta-analisi che ha confrontato questi diversi tipi di bevande mostra che le bevande ipotoniche offrono il maggior beneficio nel mantenere l’idratazione durante l’esercizio continuo e prolungato. L’acqua resta essenziale nella vita quotidiana e negli sforzi di breve durata, ma potrebbe non reintegrare completamente il sodio perso con il sudore, e parte dei liquidi ingeriti viene eliminata rapidamente con le urine.

Attenzione, invece, alle bevande ipertoniche, ricche di zuccheri: sono sconsigliate durante l’attività fisica perché rallentano lo svuotamento dello stomaco e l’assorbimento dell’acqua, rendendo la reidratazione meno efficace [6].

In ogni caso, l’integrazione con abbondante acqua non va contrastata con bevande alcoliche, che provocano disidratazione né con caffè. Inserire frutta e verdura fresche, invece, aiuta molto sia a contrastare gli effetti del caldo sia a reintegrare la perdita di sali minerali e di altri micronutrienti, come le vitamine.
Se si pensa sia utile ricorrere agli integratori, è sempre raccomandabile chiedere consiglio al medico di medicina generale.

Autore Maria Frega (Pensiero Scientifico Editore)

Maria Frega è sociologa, specializzata in comunicazione, e scrittrice. Si occupa di scienza, innovazione e sostenibilità per un'agenzia di stampa e altri media. Sugli stessi temi cura contenuti per testi scolastici e organizza eventi di divulgazione con associazioni ed enti pubblici. È inoltre editor di saggistica e tiene corsi di scrittura anche nelle scuole e in carcere. I suoi ultimi libri sono Prossimi umani e Filosofia per i prossimi umani, con Francesco De Filippo per Giunti Editore.
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