Con le temperature che in questi giorni d’estate sfiorano e spesso superano i 35 gradi, capita di ritrovarsi completamente coperti di sudore dopo una semplice passeggiata. La tentazione di leggerlo come un buon segno per la linea è quasi automatica. Ma è davvero così? E soprattutto, quanto è sicuro sudare così tanto quando il caldo si fa eccessivo?
Approfondiamo cosa succede davvero al nostro corpo quando suda, sfatando qualche mito di stagione e spiegando come reintegrare correttamente ciò che si perde.
Dottore, sudare aiuta a dimagrire?
No. Sudare non comporta la riduzione del grasso corporeo e non brucia calorie. Si tratta, dunque, di un falso mito [1,2]. Quando si suda si perde soprattutto acqua. Può capitare che, dopo un’intensa attività fisica o dopo la sauna, la bilancia possa segnare un peso leggermente inferiore. Si tratta, tuttavia, di una perdita temporanea e di soli liquidi, che si recupera non appena ci si reidrata [2].
Il dimagrimento, infatti, non dipende dalla quantità di sudore prodotta, ma dal dispendio energetico: per ridurre la massa grassa è necessario consumare più calorie di quante se ne introducano con l’alimentazione [1]. Ne abbiamo parlato spesso nelle nostre schede sull’alimentazione corretta.
Non a caso, anche attività che fanno sudare molto – come la sauna o il bagno turco – non favoriscono il dimagrimento: non comportano, infatti, il dispendio energetico necessario alla riduzione della massa grassa [2]. Allo stesso modo, allenarsi con felpe pesanti o indumenti che impediscono al sudore di evaporare non aiuta a perdere più grasso: aumenta soltanto la perdita di liquidi e può rendere più difficile al corpo disperdere il calore, con il rischio di disidratazione e surriscaldamento [1].
Attenzione, quindi, a praticare attività fisica nelle ore più calde della giornata, oppure farlo indossando indumenti caldi e non traspiranti, pensando di dimagrire più facilmente. Non è utile, né salutare.
Dottore, perché sudiamo?
Sudare, comunque, fa bene: permette al corpo di raffreddarsi, di tornare alla temperatura corretta. È un processo fisiologico: la termoregolazione [3].
Per proteggersi da un aumento elevato della temperatura, potenzialmente dannoso, l’organismo produce il sudore. Questo, evaporando dalla superficie della pelle, contribuisce a disperdere il calore in eccesso. Grazie a questa funzione, quindi, siamo in grado di fare attività fisica o lavorare all’aperto e possiamo sopportare il caldo estivo in relativa sicurezza [3,4].
Non si suda solo quando fa troppo caldo e occorre dissipare il calore: la traspirazione aumenta quando si fa esercizio fisico, se si è ansiosi o mentre si ha la febbre alta e può accentuarsi in condizioni particolari come la menopausa o durante alcune terapie farmacologiche [3]. In ogni caso, si mette in atto lo stesso processo che permette all’organismo di mantenere la temperatura ottimale [3,4].
Di cosa è fatto il sudore?
Il sudore è composto per circa il 99% da acqua. Il restante 1% contiene soprattutto elettroliti, come sodio, cloruro, potassio e magnesio, e in quantità molto piccole anche altre sostanze, tra cui proteine e amminoacidi.
La sudorazione prodotta dalle ghiandole apocrine, localizzate nelle ascelle, nell’area del pube e nel petto, può contenere anche lipidi, cioè grassi. Le quantità, tuttavia, sono talmente irrisorie da non determinare cali di peso.
Sono i minerali come il sodio e il cloruro a dare il gusto leggermente salino al sudore; si tratta degli stessi componenti del sale da cucina.
Fonti:
- Cleveland Clinic. “Sweat”. Ultimo aggiornamento: 15 agosto 2024
Sudare troppo è pericoloso per la salute?
Può esserlo, se a causa di una sudorazione molto abbondante non si reintegrano adeguatamente i liquidi e i sali minerali persi [4]. In queste condizioni si può andare incontro a disidratazione e a squilibrio elettrolitico, cioè un’alterazione della concentrazione di minerali, in particolare sodio e potassio, fondamentali per il corretto funzionamento dell’organismo [3,4].
I primi segnali possono essere sete intensa, stanchezza, riduzione della capacità di svolgere attività fisica e, in alcuni casi, crampi muscolari [1] soprattutto durante un esercizio intenso e se non si beve a sufficienza. Nei casi più gravi, la disidratazione può compromettere la capacità dell’organismo di regolare la temperatura corporea, aumentando il rischio di colpi di calore [4].
Un altro falso mito è che sudare molto aiuti a “depurare” l’organismo. Sebbene con il sudore vengano eliminate piccole quantità di alcune sostanze, il compito di eliminare le scorie metaboliche e le sostanze di rifiuto spetta principalmente ai reni e al fegato [3]. Una grande sudata, quindi, non purifica l’organismo, mentre una perdita eccessiva di liquidi può avere conseguenze negative per la salute.
Per questo motivo, durante le giornate molto calde o quando si pratica attività fisica intensa e prolungata, è importante reintegrare i liquidi persi: la sudorazione è un prezioso meccanismo di difesa, ma può diventare un rischio se provoca una perdita eccessiva di acqua e sali minerali [1,4].
Come integrare i sali minerali dopo aver sudato?
L’organismo non è in grado di produrre da solo i sali minerali, che devono quindi essere introdotti attraverso l’acqua e gli alimenti. Poiché vengono continuamente persi con il sudore, le urine e altri fluidi corporei, è importante reintegrarli regolarmente con una dieta equilibrata.
In caso di attività fisiche impegnative e prolungate, oppure quando il clima provoca un’anomala sudorazione, molte persone ricorrono a un’integrazione di sali minerali. In commercio esistono bevande pronte o altre formulazioni, come bustine con soluzioni solubili o in formato gel, pratico da utilizzare senza aggiungere acqua o servirsi di un bicchiere [4].
Verificare l’efficacia di tali prodotti alimentari non è semplice: la maggior parte degli studi sul tema sono commissionati e finanziati dagli stessi produttori di bevande sportive.
Per reintegrare i liquidi persi con il sudore, nella maggior parte dei casi è sufficiente bere acqua. Se l’attività fisica è intensa, dura più di un’ora e comporta una sudorazione abbondante, può essere utile ricorrere a bevande contenenti acqua, sali minerali e, in alcuni casi, carboidrati.
Le bevande sportive si distinguono in base alla loro “tonicità”, cioè alla concentrazione di zuccheri e sali rispetto a quella del sangue: si parla di bevande:
- ipotoniche (meno concentrate);
- isotoniche (equivalenti);
- ipertoniche (più concentrate) [5].
Una revisione sistematica con meta-analisi che ha confrontato questi diversi tipi di bevande mostra che le bevande ipotoniche offrono il maggior beneficio nel mantenere l’idratazione durante l’esercizio continuo e prolungato. L’acqua resta essenziale nella vita quotidiana e negli sforzi di breve durata, ma potrebbe non reintegrare completamente il sodio perso con il sudore, e parte dei liquidi ingeriti viene eliminata rapidamente con le urine.
Attenzione, invece, alle bevande ipertoniche, ricche di zuccheri: sono sconsigliate durante l’attività fisica perché rallentano lo svuotamento dello stomaco e l’assorbimento dell’acqua, rendendo la reidratazione meno efficace [6].
In ogni caso, l’integrazione con abbondante acqua non va contrastata con bevande alcoliche, che provocano disidratazione né con caffè. Inserire frutta e verdura fresche, invece, aiuta molto sia a contrastare gli effetti del caldo sia a reintegrare la perdita di sali minerali e di altri micronutrienti, come le vitamine.
Se si pensa sia utile ricorrere agli integratori, è sempre raccomandabile chiedere consiglio al medico di medicina generale.
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