I pannolini lavabili sono più salutari per i bambini?

22 Aprile 2026 di Maria Frega (Pensiero Scientifico Editore)

Ogni minuto, nel mondo, oltre 300.000 pannolini usa e getta diventano rifiuti. Non essendo biodegradabili, si accumulano principalmente nelle discariche e raggiungono in parte gli oceani, contaminandoli a lungo termine.

E se il 95% delle famiglie che li utilizza scegliesse la versione lavabile e riutilizzabile [1]? L’impronta ecologica della popò dei neonati non è un tema marginale. Ne parliamo in occasione della Giornata Mondiale della Terra, che ricorre il 22 aprile.

È l’occasione per considerare anche la salute dei neonati: i pannolini di canapa o cotone sono meno aggressivi su una pelle così delicata?

Dottore, quali opzioni esistono per i pannolini?

Tra le diverse tipologie i più utilizzati sono quelli usa e getta, scelti per comodità e perché percepiti come più igienici. Il loro utilizzo, però, crea una grande quantità di rifiuti non biodegradabili. Per questo, il mercato sta offrendo nuove tipologie ecocompatibili, cioè più sostenibili per l’ambiente.

I pannolini usa e getta sono fatti di materiali sintetici elastici e leggeri (polipropilene e polietilene). La parte interna, che deve assorbire e trattenere l’urina, è realizzata con cellulosa e materiali sintetici, spesso in forma di gel per limitare le fuoriuscite. Talvolta, a questi componenti si aggiungono sostanze idratanti per proteggere la cute [2]. Di recente, si stanno diffondendo versioni di pannolini usa e getta ancora più ecologici: possono essere biodegradabili (da smaltire nell’umido) o compostabili.

Di pannolini lavabili ne esistono tipologie diverse. Tutti sono composti da più strati con diverse funzioni. La parte a contatto con la pelle, che deve garantire il passaggio dei liquidi ma asciugandosi rapidamente senza restare umida, può essere di microfibra sintetica oppure di materiali organici (come canapa, cotone, fibre di bambù): ad alcune di queste fibre, come il bambù, vengono attribuite proprietà antibatteriche, sebbene l’evidenza scientifica al riguardo sia ancora limitata. Gli altri strati dei pannolini lavabili sono costituiti da tessuti, come micropile o altre fibre tecniche, oppure lana, con funzione impermeabile.

Lo svantaggio principale delle soluzioni ecologiche è il maggior carico di lavoro per i genitori: i tessuti vanno smacchiati e igienizzati [3].

Dottore, qual è l’uso corretto dei pannolini lavabili?

Dipende dal formato, ne esistono diversi. I più diffusi sono quelli pieghevoli che sono, appunto, formati da strati diversi e hanno più taglie in base al peso dei bambini, proprio come quelli usa e getta. Per mantenerli in posizione, si regolano le chiusure con gancetti o con il velcro e si ricopre con una mutandina impermeabile.

Tra gli ecologici, ci sono anche i pannolini in stoffa “tutto in uno”, che assomigliano a quelli monouso perché non occorre utilizzare uno slip, e i “pocket”, formati da due strati cuciti ma con una taschina per inserire un accessorio assorbente.
Insomma, i produttori di queste soluzioni ecologiche hanno inventato soluzioni diverse per rispondere alla domanda crescente delle famiglie [2,3].

Per l’utilizzo corretto, è bene ricordare che [2,3]:

  • sono utilizzabili fin dalle prime ore di vita;
  • si può passare dal monouso al lavabile anche successivamente;
  • è necessario cambiarli, di solito, dopo circa tre ore (dipende dal materiale);
  • il lavaggio va effettuato in lavatrice ad almeno 60 gradi, dopo aver eliminato con l’acqua fredda residui e macchie. Per la scelta del detergente, è bene seguire le indicazioni sull’etichetta del prodotto.

Dottore, ma i pannolini lavabili sono più salutari per i neonati?

Uno dei vantaggi più citati tra gli utilizzatori di pannolini lavabili è il minor rischio di dermatite. Il senso comune, infatti, suggerisce che il contatto della cute con materiali sintetici, con la plastica, possa facilmente causare irritazioni, infiammazioni, micosi.

Tra le diverse tipologie di problemi della pelle dei neonati è molto comune la dermatite (o eritema) da pannolino.
Si manifesta con la presenza di arrossamento e gonfiore, talvolta piccole vescicole, sulle regioni laterali dei glutei e delle anche o all’inguine. Succede perché la cute infantile è particolarmente sensibile nella zona coperta dal pannolino, dove può reagire anche ai prodotti detergenti e lenitivi utilizzati ad ogni cambio. La presenza di urina e feci aumenta, infine, l’umidità, sensibilizzando ulteriormente quelle zone del corpo.

La dermatite da pannolino non è una condizione grave, si risolve in pochi giorni, avendo cura di cambiare più spesso il bambino, lavando e asciugando bene la zona. E facendo attenzione se, oltre al banale rossore, si notano infezioni, causate da batteri o da funghi [4].

Se questo disagio sia più frequente negli utilizzatori di pannolini usa e getta è un quesito affrontato dalla ricerca scientifica, ma le evidenze disponibili non permettono di concludere che i pannolini lavabili o usa e getta siano più protettivi degli altri. Gli studi più completi e rigorosi sono stati infatti analizzati in una revisione Cochrane, mirata a confermare l’efficacia dei diversi tipi di pannolini nella prevenzione della dermatite. La conclusione è chiara: gli studi finora effettuati non permettono di selezionare quale sia il tipo di dispositivi assorbenti più salutare per la pelle dei bambini [5].

I pannolini lavabili, però, sono davvero più ecologici dei monouso?

L’impatto reale sull’ambiente merita una riflessione ampia. Se è chiaro che i pannolini usa e getta creino enormi quantità di rifiuti che permangono a lungo nell’ambiente, anche i lavabili presentano aspetti controversi. Richiedono, infatti, molta acqua, energia e detergenti per il lavaggio e contengono, come abbiamo visto, materiali sintetici e tecnici. Solo in parte, dunque, sono organici o ecologici [6].

Una soluzione, che resta per il momento costosa e difficile da reperire, è il pannolino usa e getta ma compostabile, smaltibile nell’umido o nei dispositivi per creare il compost.

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Autore Maria Frega (Pensiero Scientifico Editore)

Maria Frega è sociologa, specializzata in comunicazione, e scrittrice. Si occupa di scienza, innovazione e sostenibilità per un'agenzia di stampa e altri media. Sugli stessi temi cura contenuti per testi scolastici e organizza eventi di divulgazione con associazioni ed enti pubblici. È inoltre editor di saggistica e tiene corsi di scrittura anche nelle scuole e in carcere. I suoi ultimi libri sono Prossimi umani e Filosofia per i prossimi umani, con Francesco De Filippo per Giunti Editore.
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