La Giornata Mondiale dell’Acqua, il 22 marzo, è l’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica su una risorsa preziosa e spesso sprecata. Moderare la frequenza e la durata della doccia può aiutare sia la salute del pianeta sia la nostra.
Sebbene la nostra pelle affronti ogni giorno sporco, sudore, smog e batteri, per star bene non richiede lavaggi aggressivi né eccessivi. Anzi, troppe docce possono privarci di una protezione naturale e indispensabile. Quante volte lavarsi, dunque? E come comportarsi con i più piccoli e con chi ha la pelle delicata?
Dottore, non dovrei fare la doccia tutti i giorni?
Non c’è un’unica risposta corretta a questa domanda. Le pratiche di igiene personale raramente sono oggetto di studi clinici, nemmeno quando si tratta di soggetti con patologie dermatologiche [1].
La frequenza della doccia, o del bagno, dipende da più fattori e necessità: dall’attività svolta, per esempio lo sport o un lavoro fisicamente impegnativo, dalla presenza di sudore o polvere sulla pelle, dalla necessità di eliminare cattivi odori o semplicemente dal desiderio di rinfrescarsi dopo essere stati esposti allo smog. Conta molto anche il benessere personale: una doccia può rilassare o, al contrario, dare la carica, al di là delle esigenze igieniche. Oltre a questi fattori ambientali e personali, occorre considerare anche il tipo di pelle, in particolare la tendenza a sudare molto o avere la pelle grassa.
Per molti, la doccia è quotidiana e dipende proprio dall’abitudine, perché lavarsi completamente ogni giorno non è affatto necessario. Naturalmente, l’acqua e il sapone sono essenziali per eliminare agenti patogeni come virus e batteri e limitare così infezioni e malattie. Eppure, i benefici della doccia frequente possono trasformarsi in un’abitudine dannosa se si esagera [2].
Dottore, cosa succede se mi lavo troppo spesso?
L’acqua calda e, soprattutto, i detergenti indeboliscono la barriera cutanea. Con questo termine si intende lo strato più esterno della pelle, che funziona appunto come uno scudo con due compiti fondamentali: difendere l’organismo dagli agenti esterni (inquinamento, sporco, batteri) e mantenere l’idratazione. La barriera cutanea è composta da cellule ricche di proteine e lipidi e, quando non è indebolita da saponi aggressivi, lavaggi eccessivi o sfregamenti, conferisce alla pelle un aspetto sano e idratato [3].
Il primo segnale che si sta esagerando con la doccia è, infatti, la pelle secca o addirittura irritata; nei casi di cute più sensibile, si possono anche manifestare prurito, pelle screpolata e micro taglietti che potrebbero favorire infezioni [2].
Secondo l’Associazione americana dei dermatologi (AAD) la durata ottimale della doccia è compresa tra i 5 e i 10 minuti ed è raccomandata l’acqua tiepida [4]. A questo proposito, ricordiamo che la tendenza a sottoporsi a docce gelate per ottenere benefici sulla salute non ha validità scientifica e presenta anche qualche rischio.
I lavaggi frequenti e aggressivi sono da limitare soprattutto se già si soffre di condizioni dermatologiche particolari.
Quando è particolarmente sconsigliata la doccia quotidiana?
L’eczema, per esempio, può peggiorare proprio con docce frequenti o bagni lunghi e, soprattutto, usando acqua molto calda. Per questa forma di dermatite, che provoca secchezza della cute e prurito, non esiste una cura; occorre dunque proteggere la pelle per evitare sintomi più fastidiosi o recidive frequenti [5].
Questa indicazione, tuttavia, è continuamente messa alla prova da nuovi studi. In assenza, ancora una volta, di una risposta valida e univoca per chiunque, conviene adattarsi autonomamente alla modalità che troviamo più adatta per noi [1].
Dottore, queste indicazioni valgono anche per i neonati e i bambini?
L’igiene del neonato merita alcune attenzioni particolari. La necessità del bagnetto quotidiano, anche in questo caso, dipende dalla stagione e dalla tipologia di pelle. La cute dei più piccoli è soggetta a secchezza, per questo conta molto utilizzare detergenti specifici, non aggressivi e non troppo schiumogeni [6]. Oltre all’igiene, il bagnetto è un momento prezioso per rafforzare il legame tra genitori e bambino.
Sul fronte della frequenza e dei tempi, anche qui, non esiste una regola fissa: si può fare il bagnetto ogni giorno o due-tre volte a settimana. Dopo il bagno, il neonato va asciugato delicatamente tamponando la pelle, prestando attenzione alle pieghe.
Quando i bambini più grandi cominciano a fare sport e altre attività sociali sarà necessario adeguare la frequenza dell’igiene, lavandosi più spesso per eliminare sudore, sporco e cattivi odori. Dopo la pubertà, valgono le indicazioni per gli adulti [2].
E i capelli?
Anche per i capelli è quasi impossibile dare indicazioni generali. Se da una parte lavaggi eccessivi possono danneggiare i capelli e il cuoio capelluto, quelli sporadici o eseguiti male, dall’altra, non riescono a eliminare sebo, polvere e altri agenti esterni. Ognuno troverà il proprio equilibrio considerando la tipologia di capello (secco o tendente al grasso) e scegliendo il detergente più adatto [7].
Dottore, è meglio la doccia mattutina o quella serale?
Gli effetti sulla salute della pelle non cambiano con l’orario. Al risveglio, la doccia aiuta a stimolare la circolazione e a sentirsi più energici. La sera, invece, può favorire il rilassamento, ed è anche per questo che i bagnetti dei neonati si svolgono soprattutto prima di dormire [2].
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