Il 3 marzo si celebra la Giornata Mondiale dell’orecchio e dell’udito, istituita dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) [1] per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla prevenzione dei problemi dell’udito. È l’occasione giusta per affrontare un’abitudine diffusissima: l’uso del cotton fioc per pulire le orecchie.
In molte case il cotton fioc è un oggetto di uso quotidiano, considerato indispensabile per l’igiene auricolare. Eppure, le linee guida della American Academy of Otolaryngology – Head and Neck Surgery (AAO-HNS) sconsigliano questa pratica, ritenendola non solo inutile, ma potenzialmente dannosa [2]. Scopriamo perché.
Dottore, perché il cotton fioc può essere pericoloso per le orecchie?
Le orecchie sono dotate di un sistema di autopulizia naturale molto efficiente. Il condotto uditivo è rivestito da cellule che producono il cerume, una sostanza che ha funzioni protettive importanti: intrappola polvere, batteri e corpi estranei, e migra naturalmente verso l’esterno dell’orecchio. Inserire il cotton fioc nel condotto uditivo ostacola questo meccanismo, spingendo il cerume più in profondità anziché rimuoverlo. Il risultato può essere la formazione di un tappo di cerume, che causa sensazione di orecchio tappato, riduzione dell’udito, ronzio (acufene) e, a volte, dolore [2, 3].
Esiste anche un rischio fisico diretto. Il condotto uditivo è un canale stretto e delicato, e il timpano si trova a pochi centimetri dall’ingresso. Un movimento brusco o involontario può causare abrasioni alla parete del condotto, infezioni (come l’otite esterna) o, nei casi più gravi, la perforazione del timpano [2, 3].
Dottore, ma è vero che i bambini rischiano di più?
I dati lo confermano chiaramente. Uno studio pubblicato nel 2017 sul Journal of Pediatrics ha analizzato i dati del sistema nazionale di sorveglianza degli infortuni negli Stati Uniti nel periodo 1990-2010. In vent’anni, oltre 263.000 bambini sotto i 18 anni sono stati portati al pronto soccorso per lesioni all’orecchio causate dal cotton fioc, con una media di circa 35 accessi al giorno [4]. I bambini più piccoli, tra 0 e 3 anni, hanno registrato il tasso di lesioni più alto (32,2 casi ogni 100.000 bambini).
Nel 73% dei casi l’incidente era avvenuto durante la pulizia dell’orecchio, e nel 77% dei casi era stato il bambino stesso a usare il cotton fioc in modo autonomo. Le lesioni più frequenti erano la presenza di cotone rimasto nel condotto (corpo estraneo) e la perforazione del timpano. L’uso del cotton fioc è anche riconosciuto come la causa più comune di otite esterna nei bambini [5].
Dottore, ma allora come si puliscono correttamente le orecchie?
Nella stragrande maggioranza dei casi, la risposta è semplice: non occorre farlo, perché, come abbiamo scritto prima, l’orecchio è un organo “autopulente”. Quello che possiamo fare, al massimo, è lavare delicatamente il padiglione auricolare esterno (la parte che si vede) con acqua e sapone, senza mai introdurre nulla all’interno del condotto.
Se si sospetta la presenza di un tappo di cerume, la strada giusta è rivolgersi al proprio medico di medicina generale o a uno specialista. Il medico può valutare la situazione e, se necessario, procedere alla rimozione del tappo in modo sicuro. In alcuni casi si possono usare gocce a base di sostanze che ammorbidiscono il cerume (agenti ceruminolitici) ma solo su indicazione medica [6].
Una revisione sistematica Cochrane sui metodi di rimozione del cerume ha concluso che non esistono prove sufficienti per raccomandare un metodo come superiore agli altri, ma che i ceruminolitici e l’irrigazione sono generalmente sicuri ed efficaci se usati correttamente [6].
Dottore, ma perché allora i cotton fioc continuano a essere venduti?
È una domanda legittima. I cotton fioc sono da decenni sul mercato e molte persone ne fanno uso quotidiano. Non è detto, però, che un’abitudine diffusa sia anche sicura. Negli ultimi anni, diverse società scientifiche di otorinolaringoiatria, tra cui la già citata American Academy of Otolaryngology, hanno aggiornato le proprie linee guida ribadendo chiaramente di non introdurre mai oggetti nel condotto uditivo, cotton fioc inclusi [2].
Lo stesso vale per i coni di cera, tubi cavi di tela cerata che vengono inseriti nel condotto e accesi all’estremità esterna con la pretesa di aspirare il cerume. La ricerca ha dimostrato che non producono alcuna pressione negativa e non rimuovono il cerume [7], mentre possono causare ustioni, depositare cera nel condotto e, nei casi più gravi, perforare il timpano [8]. Anche la FDA statunitense li considera pericolosi e privi di qualsiasi beneficio scientificamente provato [9].
Tornando ai cotton fioc, alcuni produttori hanno iniziato a riportare in etichetta avvertenze che ne sconsigliano l’inserimento all’interno dell’orecchio. Tuttavia, la comunicazione verso il pubblico è ancora insufficiente. Per questo è utile che anche i medici di medicina generale informino i propri pazienti su questo tema, soprattutto in occasione di visite di routine. La prevenzione, in questo caso, è davvero semplice: basta non farlo.
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