Esibirsi in pubblico mette alla prova le proprie capacità artistiche e intellettuali e spesso determina la consacrazione o il fallimento. Su un palco come quello del Festival di Sanremo, di fronte a milioni di spettatori, anche l’artista più sicuro di sé è esposto all’ansia e al timore di stonare (o di scivolare dall’iconica scalinata). L’ansia da palcoscenico non è una patologia mentale, ma la manifestazione di sintomi, anche fisici, che possono compromettere una carriera, far perdere l’occasione di vincere una gara, superare un esame o ottenere un lavoro.
Quando la tensione smette di essere uno stimolo positivo e diventa un ostacolo? È possibile gestire lo stress e affrontare una prova impegnativa senza temere di stare male?
Dottore, che cos’è l’ansia da palcoscenico?
È una forma di ansia che si sperimenta in occasione di un’esibizione in pubblico. Può capitare ai musicisti, ai relatori di una conferenza, agli sportivi o a chiunque debba affrontare un esame, un colloquio o un’intervista: situazioni in cui ci si espone al giudizio altrui. La paura di salire su un palco o di mostrarsi davanti a un microfono o una telecamera si può definire anche ansia da prestazione. Sono scenari in cui si teme di sbagliare, deludere o semplicemente mostrarsi vulnerabili.
Questo tipo di ansia può colpire persone di ogni età e non è determinante il livello di esperienza o di competenza. Moltissimi grandi artisti hanno confessato di aver temuto di stonare, di sbagliare una nota o dimenticare una battuta a teatro, di fare scena muta a un provino solo per insicurezza o come conseguenza di forte stress.
Spesso si attraversano momenti di ansia da prestazione in totale solitudine; non è facile, infatti, parlarne, perché confessare questo timore, la paura di fallire, potrebbe esporre a un giudizio. Però è necessario affrontare la paura da palcoscenico: il rischio è perdere fiducia in sé stessi e abbandonare un progetto, rinunciare a una grande occasione [1]
Come si riconosce questa paura?
Chi prova paura del palcoscenico avverte sintomi fisici: battito cardiaco accelerato (tachicardia), tremori e sensazione di freddo agli arti, sudorazione, bocca secca, difficoltà a parlare o a mantenere il respiro regolare. Talvolta si possono provare anche nausea, vertigini, confusione mentale.
Queste manifestazioni sono la risposta del corpo quando si percepisce o si anticipa un momento potenzialmente stressante. Il sistema nervoso simpatico attiva una risposta di protezione di fronte a una minaccia percepita. Si tratta del meccanismo “combatti o fuggi”: è un processo naturale che, grazie al rilascio di ormoni come l’adrenalina, porta alla contrazione dei muscoli e alla restrizione dei vasi sanguigni.
I sintomi possono essere lievi – un po’ di nervosismo, imbarazzo – oppure accentuarsi fino a procurare la sensazione di essere bloccati, sopraffatti [1].
Dottore, la paura del palcoscenico è una malattia?
No, non è una malattia. Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, il testo di riferimento per diagnosticare problemi di salute mentale, non menziona espressamente la paura del palcoscenico. In molti casi, quando per esempio i sintomi sono frequenti e difficili da controllare, la paura di esibirsi in pubblico è considerata una variante del disturbo d’ansia sociale, che comprende anche l’ansia da prestazione [2].
Livelli controllabili di ansia sono dunque normali e, in certi casi, anche benefici: permettono di concentrarsi sul risultato e affrontare la situazione particolare. Ne abbiamo parlato anche nella scheda sullo stress positivo.
Dottore, quando invece dovrei preoccuparmi e chiedere aiuto?
Non è semplice valutare le proprie difficoltà; così come non è consigliabile autodiagnosticarsi disturbi di ansia. Esistono siti dedicati a musicisti e attori che propongono test di autovalutazione dell’ansia da prestazione. Pur ispirandosi a teorie psicologiche consolidate (come quelle alla base dei test per l’ansia musicale) [3], questi strumenti online non hanno validità scientifica.
Se la paura di esibirsi diventa invalidante, porta a evitare il palco e rischia di compromettere la carriera, da studente o da professionista, è raccomandabile consultarsi con il proprio medico di medicina generale. In questo ambito, si valuterà anche la presenza di eventuali disturbi correlati, come la depressione, il disturbo da panico o quello da ansia generalizzata, e la necessità di seguire una terapia.
Allora, dalla paura del palcoscenico si può guarire?
Superare questa paura è un obiettivo possibile, basta individuare il trattamento più adatto. Non essendo una malattia, si valutano le manifestazioni e la percezione della gravità.
Da una revisione sui trattamenti per l’ansia da prestazione nei musicisti emerge che la terapia cognitivo-comportamentale è il percorso più efficace per ridurre l’ansia. Nello stesso studio, viene considerato anche il ricorso ai beta-bloccanti che aiuta la riduzione dei sintomi fisici ma non ha invece effetti significativi sul controllo della paura né aiuta a migliorare la performance. Si raccomanda comunque di non ricorrere a medicinali senza la prescrizione del medico [4].
Dottore, esistono metodi per scaricare la tensione, calmarsi, prima di un’esibizione?
Alcune strategie di gestione dello stress già utilizzate con successo in altre occasioni possono aiutare a controllare l’ansia da palcoscenico [1]:
- respirare consapevolmente;
- praticare la mindfulness;
- fare esercizio fisico per attivare endorfine, gli ormoni del benessere;
- accettare di essere emozionati e di poter commettere errori.
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